rassegnate le dimissioni

'Ndrangheta e voto di scambio, arrestato assessore del Piemonte Roberto Rosso (Fratelli d’Italia)

Si tratta di Roberto Rosso. A lungo parlamentare di Forza Italia, all'inizio degli anni '90 anche candidato sindaco di Torino, attualmente milita in Fratelli d'Italia. Le accuse nei suoi confronti riguarderebbero le ultime elezioni regionali


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2' di lettura

Otto ordinanze di custodia cautelare in carcere, eseguite dalla Guardia di finanza su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Torino, e sequestri di beni sul territorio nazionale nei confronti di soggetti legati alla 'ndrangheta attivi nel territorio di Carmagnola e operanti nel capoluogo piemontese. Tra le condotte illecite, oltre all'associazione per delinquere di stampo mafioso e reati fiscali per 16 milioni di euro, è stato contestato anche il reato di scambio elettorale politico-mafioso.

Le manovre sospette alle ultime Regionali
Nel novero delle persone arrestate dalle Fiamme gialle c'è Roberto Rosso, assessore ai Diritti civili della Regione Piemonte, a lungo parlamentare di Forza Italia, per cui all'inizio degli anni '90 è stato candidato sindaco di Torino, e ora in Fratelli d'Italia. Quindicimila euro in cambio della promessa di un "pacchetto" di voti: secondo l'accusa la 'ndrangheta avrebbe esercitato la propria ingerenza in occasione delle elezioni dello scorso 26 maggio. Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio si dice «allibito» per l'arresto di Roberto Rosso e annuncia di avere «prontamente accettato» le sue dimissioni da assessore regionale, «avendo già fatto predisporre la revoca».

Il governatore: la mafia è nemico e male assoluto
«Come governo regionale non possiamo accettare che esista alcuna ombra e più che mai su un tema come quello della lotta alla mafia e alla criminalità, che sono per noi un principio irrinunciabile e per il quale abbiamo voluto costituire per la prima volta in Piemonte una specifica Commissione permanente sulla Legalità. La mafia è il nemico, il male assoluto. E questo deve averlo ben chiaro chiunque voglia governare con me il Piemonte», aggiunge Alberto Cirio commentando quanto avvenuto.
«Una accusa di questo tipo è la peggiore per chi vuole rappresentare le istituzioni ed è totalmente incompatibile con il nostro modo di vedere la vita e l'impegno politico». In caso di processo, viene annunciata la costituzione di parte civile da parte della Regione.

Arrestato imprenditore sponsor dello sport
Interessato dalla misure restrittive anche Mario Burlò, imprenditore 46enne di Moncalieri (Torino). Con la sua azienda, la OJ Solution, che opera nel settore del facility management, è main sponsor di alcune società sportive in Italia, tra cui la Basket Torino e la Auxilium Torino fallita nei mesi scorsi.

Salvini: fare chiarezza al più presto
«Un conto sono i trecento arresti in Calabria, un conto le dimissioni di massa in Valle d'Aosta, un conto una indagine in Piemonte che riguarda anche un politico sui cui bisogna fare chiarezza al più presto». A dire così è il leader della Lega Matteo Salvini. «Si è dimesso? Basta, vuol dire che ha ritenuto giusto farlo. Gli auguro buona fortuna».

M5S: politica dimostri che c'è altra strada
«La politica ha il dovere di dimostrare ai cittadini che un'altra strada c'è, perché le mafie esistono e devono essere contrastate con forza, dai rappresentati delle istituzioni e dalla società civile». Così, in una nota, i parlamentari del Movimento 5 Stelle della commissione d'inchiesta Antimafia.

Per approfondire

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