l’inchiesta «gotha»

'Ndrangheta, rinviati a giudizio senatore Caridi e altri 39

(ANSA)

2' di lettura

Il gup di Reggio Calabria ha rinviato a giudizio 40 imputati nel processo “Ghota” tra i quali il senatore Antonio Caridi (Gal), l’ex parlamentare Psdi Paolo Romeo, l’ex sottosegretario della Giunta regionale di centrodestra Alberto Sarra, l’ex rettore del Santuario della Madonna della Montagna di Polsi don Pino Strangio, l’ex presidente della Provincia Giuseppe Raffa, l’ex magistrato Giuseppe Tuccio. Caridi, Romeo e Sarra sono accusati di avere fatto parte della cupola degli “invisibili” della 'ndrangheta.

'Ndrangheta, a giudizio cupola “invisibili”
Il senatore Caridi e gli altri imputati dovranno comparire in aula il 20 aprile prossimo. A deciderlo è stato il gup Antonino Laganà che ha accolto le richieste dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia. Un processo “storico” dal momento che per la prima volta lo Stato italiano processerà quegli “invisibili” legati ad ambienti massonici, che, secondo l'accusa, avrebbero dettato la linea strategica alle cosche della 'ndrangheta sin dagli anni '70 riuscendo anche a coordinare tutte le operazioni criminali in Italia ed all'estero non solo della 'Ndrangheta ma anche delle altre mafie storiche - Cosa Nostra, Camorra e Sacra Corona Unita - definendo le strategie criminali di massimo livello.

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L’impianto dell’accusa
Secondo l’accusa, Caridi (detenuto dall’agosto scorso dopo che il Senato ha concesso l'autorizzazione all'arresto), Giorgio De Stefano (cugino del capo storico dell'omonima cosca Paolo ucciso nel 1985 nella guerra di mafia); Romeo, (ritenuto l'anima “grigia” di Reggio e già condannato in passato per concorso
esterno), Sarra ed il dirigente della Regione Francesco Chirico, sarebbero stati
componenti di quella struttura segreta legata alla massoneria che, ponendosi al vertice della piramide 'ndranghetista, interagiva sistematicamente e riservatamente con politica, istituzioni, mondo imprenditoriale e bancario e condizionava ogni tipo di elezione nella provincia di Reggio. Una struttura
all'interno della quale Caridi, hanno detto i pm, era «partecipe qualificato», fruendo dell'appoggio dei De Stefano «in tutte le elezioni alle quali ha preso parte», operando «in modo stabile, continuativo e consapevole a favore del sistema criminale di tipo mafioso che agevola mediante l'uso deviato del proprio
ruolo pubblico».

L’inchiesta “Gotha”
Al rinvio a giudizio si è giunti dopo anni di indagini e la rilettura, da parte dei magistrati e dei carabinieri del Ros, di migliaia di carte di inchieste passate. Un lavoro compendiato nell’inchiesta Gotha che sintetizza cinque diverse indagini coordinate da Cafiero de Raho, dall’aggiunto Gaetano Paci e dai pm Roberto Di Palma, Giulia Pantano, Giuseppe Lombardo, Stefano Musolino e Walter Ignazitto, e note con i nomi di “Mammasantissima”, “Sistema Reggio”, “Fata Morgana”, “Reghion” e “Alchimia”.

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