Consiglio dei Ministri

'Ndrangheta, sciolta l'azienda sanitaria di Reggio Calabria. Giulia Grillo: presto un decreto

di Nicola Barone

(ANSA)

2' di lettura

È stato deciso dal Consiglio dei ministri lo scioglimento dell'Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria per infiltrazioni della 'ndrangheta. La decisione su proposta del prefetto della città Michele di Bari arriva in base all'esito dell'accesso antimafia eseguito nei mesi scorsi. «Il quadro è veramente allarmante e penso che il decreto per la Calabria in questo momento sia una delle cose più urgenti che il Consiglio dei ministri dovrà approvare», ha commentato il ministro della Salute Giulia Grillo che parlerà di questo in giornata col premier Giuseppe Conte.

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«Con i miei commissari arrivo a valutare anche una situazione di disastro economico mostruoso» e «parlo di disastro economico mostruoso perché tutte le aziende sanitarie e ospedaliere hanno chiuso i bilanci in negativo per decine di milioni di euro». Dunque un quadro dai contorni assai più larghi del caso di giornata. In merito al decreto per fare fronte alla situazione di emergenza in Calabria, Grillo precisa che «la parte sanitaria è stata già illustrata agli altri ministeri. I tempi sono solo tecnici, è un decreto importante e lo stiamo ultimando. Spero che nell'arco di una decina di giorni vedremo il risultato».

Quello adottato oggi dal governo è il secondo scioglimento per infiltrazioni mafiose dell'Azienda sanitaria di Reggio Calabria. Analogo provvedimento era già stato preso nel 2008. Nello scorso autunno inoltre la stessa Azienda sanitaria di Reggio Calabria era stata "decapitata" dall'allora commissario per il piano di rientro dal deficit sanitario per la Calabria Massimo Scura. «A causa del perpetrarsi - fu scritto all'epoca nel relativo decreto - della grave situazione di cattiva gestione caratterizzata da un immobilismo amministrativo e gestionale che ha impedito la possibilità di mettere ordine alla situazione pregressa, addirittura aggravandola».

Il commissario Scura motivò la propria decisione anche con «la necessità urgente e improcrastinabile di garantire un'immediata ed efficace azione di riordino dell'Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, prevedendo l'individuazione di una competenza specifica per la gestione delle numerose ed eccezionali criticità che interessano la stessa, tra le quali, oltre a quelle segnalate dai ministeri competenti, rivestono una particolare importanza quelle relative ad accertamenti e indagini promosse sia dalla Prefettura, su delega del ministro dell'Interno, che dalla magistratura penale e contabile». A motivare la scelta fu inoltre «il mancato raggiungimento di obiettivi di salute e di funzionamento dei servizi definiti nel quadro della programmazione regionale, con particolare riferimento all'efficienza, all'efficacia, alla sicurezza, all'ottimizzazione dei servizi sanitari ed al rispetto degli obiettivi economico-finanziari e di bilancio». Lo scioglimento per condizionamenti della criminalità organizzata fu adottato dal Consiglio dei ministri nel 2010 anche per l'Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia.

Nelle more del perfezionamento della procedura con la firma del presidente della Repubblica il prefetto ha ora disposto «la sospensione dell'organo di direzione generale dell'Azienda sanitaria provinciale, ai sensi dell'articolo 143, comma 12 del decreto legislativo 18 agosto 267, ed ha incaricato della gestione provvisoria dell'ente la commissione straordinaria composta dal prefetto Giovanni Meloni e dai dirigenti del ministero dell'Interno Maria Carolina Ippolito e Domenico Giordano».

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