la storia

Pan di Stelle vs Nutella: Govone sfida Alba nel derby della crema

di Filomena Greco

Dalla Nutella al Pan di Stelle: il successo delle spalmabili Made in Italy


3' di lettura

Uno stabilimento specializzato nella produzione di creme spalmabili a base di nocciola e cioccolato. A una manciata di chilometri dallo stabilimento storico del gigante Ferrero ad Alba.

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Già per fare questo ci vuole coraggio imprenditoriale. In realtà l’avventura industriale della Nutkao di Canove di Govone, in provincia di Cuneo, fondata nel 1982 da Giuseppe Braida che insieme al figlio Davide siede nel Consiglio di amministrazione del gruppo, è cresciuta nel tempo e oggi l’azienda, che a luglio scorso ha registrato l’ingresso come socio di maggioranza (all’80%) della Holding White Bridge Investments, è in una fase di forte espansione grazie alla “febbre” da creme spalmabili che sta attraversando il mercato italiano.

Ha iniziato il Gruppo Barilla che da gennaio ha messo sul mercato la Crema Pan di Stelle. Qualche settimana più tardi è toccato ad un’altra azienda piemontese, la Fida, puntare su una crema spalmabile derivata questa volta non da un biscotto ma da una caramella, la Crème di Rossana, a base di latte e nocciole, la prima caramella che diventa spalmabile. In entrambi i casi c’è lo “zampino” di Nutkao, partner industriale di tutti e due i progetti. «In questo momento – racconta l’amministratore delegato Andrea Guidi – l’azienda vive una fase di forte crescita dei volumi produttivi, con un trend in salita a due cifre negli ultimi mesi». Merito anche delle nuove linee di prodotto messe in pista e dei nuovi progetti industriali. Nutkao ha ampliato l’area dello stabilimento piemontese, nato nel 2001, con un potenziamento, al 50%, della sua capacità produttiva a partire dall’anno scorso.

Conta una superficie coperta da 25 mila metri quadri e sette linee di produzione tra creme e cioccolati, accanto a dodici linee di confezionamento e a un magazzino automatico per circa 8mila posti pallet.

Un Gruppo, Nutkao, da 140 milioni di ricavi, con un Mol di circa 20 milioni, con all’attivo anche uno stabilimento aperto nel 2015 negli Stati Uniti, in particolare a Battleboro in Nord Carolina, e una fabbrica in Ghana, acquisita di recente, dove si lavora direttamente il cacao. Sono 400 gli addetti nel mondo, tra i due stabilimenti in Italia e negli Usa e la sede in Africa. «L’azienda è specializzata nella produzione di creme spalmabili – spiega il ceo Andrea Guidi – e siamo presenti soprattutto nel settore del private label, siamo tra i pochi produttori specializzati per questa categoria di prodotto».

Una specializzazione che alla lunga ha premiato tanto che Nutkao oggi è partner industriale dei principali retailer del mondo, dall’Europa fino agli Stati Uniti, ed è presente con le sue produzioni in 70 paesi.

Ora però anche brand importanti come il Gruppo Barilla scommettono sulla realtà piemontese, riconosciuta come una eccellenza produttiva, con una grande attenzione alla materia prima. Da qui nasce la scelta di investire direttamente in Africa per rafforzare la filiera della lavorazione del cacao a valle dell’intero processo produttivo, spiega Guidi, con accesso diretto alla tipologia di fave di cacao provenienti dal Ghana considerate tra le più pregiate al mondo.

In particolare, il canale retail rappresenta per Nutkao oltre il 60% dei ricavi del’azienda, che però produce anche preparati a base di cioccolato per le imprese del settore alimentare (canale industrial, 24% del fatturato) mentre il terzo canale di vendita, che vale circa il 15% dell’intero business di Nutkao, è focalizzato su pasticcerie e laboratori artigianali. Alle diverse specializzazioni dell’azienda corrispondono le linee produttive installate nei due plant, in Italia in particolare si concentrano tutte le tipologie di produzioni, dalle creme fino ai preparati e alle linee gourmet, mentre negli Stati Uniti si producono le creme spalmabili.

Il mercato delle creme spalmabili al cioccolato e alla nocciola, in Italia come d’altronde nel resto del mondo, di fatto lo ha creato il fenomeno Nutella. «Si tratta di un caso classico di un brand diventato quasi sinonimo di una intera categoria di prodotti» racconta Guidi. Nutella resta il leader dominante, a cominciare dall’Italia, con oltre i due terzi dell’intero mercato», «ma i produttori hanno cominciato a proporre offerte differenziate e i consumatori dimostrano di aver apprezzato la possibilità di sceglie e differenziare i consumi».

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