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Pitti Filati, la sfida del mercato si gioca con macchinari 4.0

di Silvia Pieraccini


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Un’immagine dal salone

3' di lettura

I cambiamenti in atto nel mondo della distribuzione, con la crisi dei department store (soprattutto americani) e la crescita delle vendite online, provocano effetti a cascata sulle aziende che producono moda, comprese quelle di filati per maglieria riunite a Firenze per la fiera Pitti Filati che chiude oggi (132 marchi di cui 24 esteri espongono le collezioni per l’A-I 2018-19). Ecco perché il settore - dopo un 2016 deludente (il fatturato è calato del 2,7% a 2,8 miliardi, l’export ha segnato -4,9% a 828 milioni) e un avvio d’anno in salita (-4,8% la produzione nel primo trimestre 2017, -3,6% l’export), è ora impegnato a riposizionare le produzioni e ad adeguare il servizio per rispondere alle esigenze di mercato. «Dobbiamo inventarci una nuova organizzazione che permetta di cambiare continuamente il prodotto e di consegnarlo in tempi sempre più rapidi», spiega Leandro Gualtieri, uno degli imprenditori che ha fatto la storia dei filati fantasia con la sua Filpucci (38 milioni di fatturato 2016), che al Pitti Filati ha festeggiato i 50 anni di vita. «E per riuscirci - aggiunge Gualtieri - bisogna coinvolgere la filiera meccanica, perché per fare piccole quantità è necessario partire dall’adeguamento dei macchinari. Ma ci preoccupano le consegne: su alcuni filati saremo costretti a fare stock service e questo rischia di togliere risorse all’azienda».

Il peso degli ordini-mignon, del resto, cresce a vista d’occhio. «Ormai siamo in grado di produrre anche tre chilogrammi di filato - spiegano Piergiorgio e Cristiana Cariaggi, alla guida dell’omonima azienda marchigiana leader nei filati di fascia alta, 93 milioni di fatturato 2016 - sulla tecnologia investiamo da anni e abbiamo già imboccato la strada dell’industria 4.0. Qualità, flessibilità e servizio saranno sempre più fondamentali». Proprio per rispondere meglio alle esigenze della clientela, Cariaggi ha appena investito 6 milioni nell’ampliamento del quartier generale di Cagli, per riunire ricerca, stile, controllo qualità e programmazione colore.

Dal mercato arrivano però segnali difficili: «L’aumento del prezzo delle lane registrato alle aste negli ultimi mesi - spiega Paolo Todisco, ad di Zegna Baruffa, 109 milioni di fatturato 2016 con un ebitda salito del 20% a 5,8 milioni e un ritorno all’utile dopo quattro anni - impone un grande lavoro per far capire ai clienti gli aumenti dei listini. Quest’anno peraltro la tendenza dei marchi della moda è verso filati belli ma un po’ meno cari».

Con gli Usa deludenti, la Cina diventato un mercato più selettivo e la Russia che mostra segnali di ripresa ma ancora stenta, l’industria italiana dei filati è impegnata in un dribbling sfibrante. «Il problema è la grande concorrenza asiatica», dice Paolo Polonelli, direttore vendite della biellese Filivivi della famiglia Verzoletto, 80 milioni di fatturato 2016 realizzati producendo su licenza lo storico marchio Lanerossi oltre che una linea basica di cardati. Alle prese con tendenze moda penalizzanti è il distretto di Prato, leader con 80 aziende di filati e circa 1.300 addetti diretti e specializzato nei filati fantasia: «Per questo continuiamo a investire nell’innovazione di prodotto e di processo, oltre che nella sostenibilità e nelle strategie commerciali», spiega Raffaella Pinori, coordinatrice dei produttori di filati di Confindustria Toscana Nord.

Chi investe davvero è Alessandro Bastagli, proprietario di Lineapiù, 42,5 milioni di fatturato 2016 e un 2017 partito di slancio, che ha completato una nuova filatura e si prepara ad allargare la tintoria. Nel frattempo punta sui giovani stilisti della maglieria col concorso Talents Lineapiù, che due volte all’anno premierà i talenti con una borsa triennale per creare il campionario. Ai giovani talenti della maglieria ha dato spazio anche la sfilata degli outfit in lana merino creati, col supporto di Zegna Baruffa, da 12 studenti del master di Accademia Costume & moda e Modateca Deanna, che è andata in scena per la prima volta al Pitti Filati.

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