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Rottamazione cartelle, verso riapertura termini per chi non ha pagato entro il 7 settembre 2018

di Carmine Fotina e Marco Mobili

Pace fiscale, la rottamazione delle cartelle ammette ritardi fino a 5 giorni


2' di lettura

Nuova chance per chi ha perso il treno della nuova rottamazione delle cartelle prevista dal decreto fiscale. Con un emendamento dei relatori Daisy Pirovano (Lega) e Mauro Coltorti (M5S) al Dl semplificazioni all’esame del Senato, e che potrebbe essere depositato nelle prossime ore, si prevede la possibilità di accedere alla terza edizione della definizione agevolata dei ruoli esattoriali 2000-2017 anche ai debitori che, dopo aver aderito alla cosiddetta “rottamazione-bis”, non hanno integralmente pagato entro il 7 dicembre 2018 tutte le somme dovute per l’anno appena trascorso e che erano dovute nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018.

La sola condizione posta dal correttivo dei relatori è legata ai termini di versamento: i contribuenti che vorranno rientrare nella nuova rottamazione dovranno saldare tutti i loro debiti entro il 30 novembre 2021, anziché, come gli altri soggetti, entro il 30 novembre 2023. E questo per non danneggiare chi invece aveva correttamente rispettato la scadenza di inizio dicembre 2018.
Il nuovo calendario per i ripescati
La possibilità di rientrare nella nuova rottamazione ter delle cartelle prevede che i debitori riammessi dovranno versare le somme dovute in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2019, ovvero, in deroga a quanto prevede il decreto fiscale per gli altri soggetti, in numero massimo di 10 rate consecutive, ciascuna di pari importo, ma non con due appuntamenti l’anno bensì con quattro dovendo saldare il dovuto, come detto entro fine 2021. Le nuove rate sono in scadenza il 31 luglio 2019 (la prima), il 30 novembre 2019 la seconda e le restanti il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre degli anni 2020 e 2021.

Collegamento diretto con il saldo e stralcio
Potranno beneficiare del “transito automatico” nella nuova rottamazione previsto per gli esclusi dal “saldo e stralcio” ovvero la sanatoria dei ruoli per i contribuenti in oggettiva difficoltà economica, anche i soggetti che usufruiscono della nuova riapertura dei termini della rottamazione bis a condizione, tuttavia, che versino entro il 30 novembre 2019 il 30% del totale dovuto e completino, come detto, il pagamento entro il 30 novembre 2021, invece che entro il 30 novembre 2023.
Fuori le imprese dal “saldo e stralcio”
Con lo stesso emendamento i due relatori chiariscono che, in caso di difetto dei requisiti necessari per beneficiare della definizione agevolata dei ruoli per i contribuenti in oggettiva difficoltà economica, le persone giuridiche, in quanto escluse in radice dal “saldo e stralcio”, non possano beneficiare del transito automatico alla rottamazione-ter e viceversa.

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