Polemiche al Concertone

1 Maggio, Fedez sul palco attacca Lega e Rai sul Ddl Zan: «Volevano censurarmi»

Il rapper, durante l’esibizione, critica i leghisti per le posizioni omofobe e l’ostruzionismo al disegno di legge, accusando Rai3 di censura preventiva

La telefonata di Fedez con una dirigente Rai

5' di lettura

Un attacco diretto al senatore leghista Andrea Ostellari, reo di osteggiare il Ddl Zan, e a tutta la Lega. Fedez - che nel pomeriggio aveva rivelato che il suo intervento era stato sottoposto ad approvazione con richiesta di «eliminare nomi e edulcorarne il contenuto» - è andato per la sua strada e sul palco del Primo Maggio ha portato la battaglia che porta avanti da settimane a favore del disegno di legge contro le discriminazioni di genere. Nel suo monologo («che è stato definito dalla vicedirettrice di Rai3 come inopportuno», dice), spiega come «Ostellari ha deciso che un disegno di legge di iniziativa parlamentare, quindi massima espressione del popolo che è stato già approvato alla Camera come il Ddl Zan, può tranquillamente essere bloccato dalla voglia di protagonismo di un singolo, cioè se stesso. Ma d’altronde Ostellari fa parte di uno schieramento politico che negli anni si è distinto per la sua grande lotta all’uguaglianza».

1 Maggio, il discorso di Fedez al Concertone

Le accuse alla Lega (con nomi e cognomi)

E Fedez sciorina alcuni «dei loro aforismi». Del tipo: «”Se avessi un figlio gay lo brucerei nel forno”, Giovanni De Paoli, consigliere regionale Lega Liguria; “I gay? che inizino a comportarsi come tutte le persone normali”, Alessandro Rinaldi, consigliere per la Lega Reggio Emilia; “I gay vittime di aberrazioni della natura”, Luca Lepore e Massimiliano Bastoni consiglieri regionali Lombardia”; “I gay sono una sciagura per la riproduzione e la conservazione della specie”, Alberto Zelger, consigliere della Lega Nord a Verona; “Il matrimonio gay porta all’estinzione della razza”, Stella Khorosheva, candidata leghista; “Fanno le iniezioni ai bambini per farli diventare gay”, candidata della Lega Giuliana Li Vigni. Fedez ricorda ancora come «qualcuno come Ostellari ha detto che ci sono altre priorità in questo momento di pandemia rispetto al ddl Zan. Guardiamole: il Senato non ha avuto tempo per il ddl Zan perché doveva discutere l’etichettatura del vino, la riorganizzazione del Coni, l’indennità di biliguismo ai poliziotti di Bolzano, e il reintegro del vitalizio di Formigoni».

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Il vitalizio di Formigoni e l’attacco al Vaticano

Quindi, conclude Fedez, «secondo Ostellari probabilmente il diritto al vitalizio di Formigoni è più importante della tutela dei diritti di tutti e di persone che vengono quotidianamente discriminate fino alla violenza. E a proposito di diritto alla vita l’ultra cattolico Jacopo Coghe, amicone del leghista Pillon, in questi mesi è stata la prima voce a sollevarsi contro il ddl Zan. L’antiabortista però non si è accorto che il Vaticano ha investito più di 20 milioni di euro in un’azienda farmaceutica che produce la pillola del giorno dopo, quindi cari antiabortisti, caro Pillon, avete perso troppo tempo a cercare il nemico fuori e non vi siete accorti che il nemico ce l’avevate in casa. Che brutta storia».

La telefonata con la vice direttrice di Rai 3

Protagonista contro tutti, Fedez. E nel ruolo di «tutti», da una parte la Rai, accusata di averlo sottoposto a censura preventiva, dall’altra la Lega. La Rai, per altro, ha prima smentito con una nota di Rai 3 che successivamente Viale Mazzini ha precisato essere stata condivisa dall’ad Fabrizio Salini, poi il presidente Marcello Foa ha a sua volta spiegato in un’altra nota che quel testo non era stato sottoposto alla sua approvazione come è consuetudine. Infine Rai 3 è stata messa alla berlina dallo stesso Fedez che a tarda serata ha pubblicato un video in cui riprende una telefonata con la vice direttrice di Rai 3 e con i suoi collaboratori in cui si sente chiaramente la richiesta di evitare riferimenti.

Rai 3: «Mai chiesto i testi degli artisti»

Una nota di viale Mazzini torna sul tema nella mattinata di domenica 2 maggio: «La direzione di Rai 3 conferma di non aver mai chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al concerto del primo maggio - richiesta invece avanzata dalla società che organizza il concerto - e di non aver mai operato forme di censura preventiva nei confronti di alcun artista», vi si legge. «In riferimento al video pubblicato sul suo profilo Twitter da Fedez - prosegue la nota - notiamo che l’intervento relativo al vicedirettrice di Rai 3 Ilaria Capitani (l’unica persona dell’azienda Rai tra quelle che intervengono nella conversazione pubblicata da Fedez) non corrisponde integralmente a quanto riportato, essendo stati operati dei tagli. Le parole realmente dette - si legge ancora nella nota - sono: “Mi scusi Fedez, sono Ilaria Capitani, vicedirettrice di Rai 3, la Rai non ha proprio alcuna censura da fare. Nel senso che… La Rai fa un acquisto di diritti e ripresa, quindi la Rai non è responsabile né della sua presenza, ci mancherebbe altro, né di quello che lei dirà […]”. “Ci tengo a sottolinearle che la Rai non ha assolutamente una censura, ok? Non è questo […] Dopodiché io ritengo inopportuno il contesto, ma questa è una cosa sua”».

Il confronto social con Salvini

Oggetto del contendere, la lista di frasi omofobe con i nomi di chi le ha pronunciate (esponenti della Lega) contro i gay. Alla fine, Fedez è andato sul palco e quel monologo lo ha fatto come lo aveva preparato: «me ne assumo ogni responsabilità», rivendicando la libertà di espressione di un artista sul palco. Salvini, dal canto suo, aveva intimato in mattinata che non ci fossero comizi di sinistra: «Il concertone costa circa 500mila euro agli italiani, sarebbero fuori luogo». Anche in questo caso, pronta la risposta di Fedez: «Vado gratis e pago i miei collaboratori che non lavorano da 1 anno».

Le reazioni politiche dal M5S al Pd

La vicenda ha immediatamente catalizzato l’attenzione politica. Il ministro degli Esteri ed esponente M5S Luigi Di Maio ha scritto su Facebook: «La musica è libertà, trasmette emozioni e ci aiuta a comprendere, analizzare, maturare. Penso che il rispetto sia la cosa più importante e stia alla base di tutto, significa saper accettare le critiche e le idee diverse dalle nostre. E un Paese democratico non può accettare alcuna forma di censura». Non fa giri di parole Enrico Letta, segretario del Pd: «Ci aspettiamo parole chiare dalla Rai, di scuse e di chiarimento. Poi voglio ringraziare Fedez: le sue parole forti, che condividiamo in pieno, rendono possibile rompere un taboo, cioè che non si può parlare di diritti perchè siamo in pandemia. Occuparsi di pandemia non vuol dire che non si possono fare battaglie per i diritti, ius soli, come Ddl Zan». E arriva anche l’ex premier Giuseppe Conte che su Twitter scrive: «Io sto con Fedez. Nessuna censura». Matteo Salvini twitta: «Fedez e Rai 3, polemica tutta interna alla sinistra. Artista di sinistra, “censori” di sinistra. Viva la musica e la libertà. Aspettiamo che qualcuno paghi e si dimetta. P.s. L’interlocutrice Rai registrata da Fedez era portavoce di Veltroni, sindaco Pd di Roma».

Orlando: nuova governance per la Rai

Per il ministro del Lavoro Andrea Orlando si tratta di una «vicenda grave. Se non si può parlare di censura in senso stretto di intromissione sicuramente sì. Non sta ai funzionari della Rai dire quello che si può e non si può dire, non c’è un tema di opportunità, l’opportunità la valutano i telespettatori», dice, rilanciando il tema della riforma della governance per «più distanza tra la Rai e la Politica», aspettto che va «preso in considerazione». Ed in attesa di un «auspicabile» nuovo modello di governance, aggiunge, servirebbe «grande sforzo per dare alla Rai una governance più coraggiosa».

Barachini, convocazione urgente Di Mare in Vigilanza

''Ritengo doveroso e opportuno chiamare urgentemente in audizione il direttore di Rai3 Di Mare per avviare un'indagine conoscitiva completa della Vigilanza sull'accaduto''. Lo dice il presidente della Commissione di Vigilanza Alberto Barachini in merito alle accuse di censura mosse a Rai3 da Fedez

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