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10 ottime ragioni per regalarci Venezia

È tornato tutto a posto: il momento ideale per un tour gourmet tra musei, gallerie e botteghe artigiane

di Sara Magro

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È tornato tutto a posto: il momento ideale per un tour gourmet tra musei, gallerie e botteghe artigiane


4' di lettura

A Venezia tutto bene grazie. Non è un modo di dire, davvero la città è tornata più o meno Serenissima dopo l’acqua alta record del 12 novembre a 187 centimetri. E anche se si è trattato di una marea eccezionale, a Venezia è un fenomeno ricorrente e passeggero – dura solo tre ore - e lo sanno gestire. Questa, è vero, è stata la peggiore dal 1966, ma la città l’ha affrontata grazie alla generosità di forze in campo – imprenditori grandi e piccoli, cittadini e volontari– tornando rapidamente alla normalità.

Il Teatro La Fenice ha regolarmente inaugurato la stagione lirica il 24 novembre, pochi giorni dopo; fondazioni e musei hanno subito riaperto al pubblico, e gli hotel non hanno mai chiuso. A rimetterla in difficoltà è invece arrivata un’ondata allarmistica con immagini di gondole sui ponti e tavolini fluttuanti in piazza San Marco che hanno spaventato i turisti, fino a dimezzarli rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. I dati dell’associazione albergatori Ava, fanno paura, con cinque stelle che dichiarano di aver venduto anche meno del 50% delle camere e ricevuto cancellazioni anche per maggio, quando l’acqua alta non c’è mai stata.

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Il miracolo del Carnevale
E se qualcuno ha dovuto annullare importanti eventi sociali per mancanza di pubblico, c’è chi invece non ci rinuncia, come Antonia Sautter che darà, come da 27 anni a questa parte, il suo spettacolare Ballo del Doge, intitolato Carnival Rapshody – Provocation Redemption Miracle, dove il miracolo si riferisce proprio alla ripresa straordinaria di Venezia. Infatti, il Carnevale con i suoi 150 eventi ma soprattutto i prossimi mesi, prima dell’estate, sono l’occasione per tornare a Venezia, con il piacere di visitarla e allo stesso tempo sostenerla: prenotare una camera (se ne trovano ancora anche a 50 euro in ottimi tre stelle), acquistare un piccolo souvenir nella bottega di un artigiano, visitare i musei e le gallerie d’arte, tutto contribuirà a incoraggiare un patrimonio raro e unico che, per l’Unesco - ma verosimilmente per tutti - appartiene all’Umanità intera.

Camera con vista dell'hotel The St. Regis Venice

Il Ballo del Doge
Tra scenografie e decorazioni di fantasia, più di 150 artisti si esibiscono in musiche, balli e intrattenimenti fino all’alba, dando vita a uno dei gala in maschera più favolosi del Carnevale veneziano. La 27a edizione, quest’anno il 22 febbraio, è nella nuova sede alla Scuola Grande della Misericordia. I costumi si affittano alla sartoria di Antonia Sautter, ideatrice e regista del ballo.


Il ballo del Doge

Fornace Orsoni
A Cannaregio, è l’unica fornace a fuoco vivo di Venezia. Dal 1888 usa gli stessi metodi per realizzare mosaici a foglia d’oro 24K e smalti in più di 3.500 tonalità. All’interno si visita anche una variopinta biblioteca del colore, dove sono raccolte e catalogate migliaia di sfumature di rossi imperiali, incarnati, blu.

Fornace Orsoni

Fondazione Querini Stampalia
È uno dei luoghi emblematici dell’evoluzione di Venezia: i saloni del ’700 tra specchi e lampadari di Murano, la biblioteca da 370mila volumi (aperta fino a mezzanotte e nei giorni feriali), i geniali interventi architettonici di Carlo Scarpa nel 1963. In mostra, fino al 1° marzo 2020: dipinti, lettere, fotografie, schizzi, menu e ricette del ristorante All’Angelo, ritrovo bohémien dagli anni Trenta.

Uno dei saloni di Palazzo Grimani che ospita la collezione di sculture classiche

Palazzo Grimani
Dimora di dogi e patriarchi, il palazzo rinascimentale è oggi un museo di cui si visitano i saloni tutti stucchi e marmi preziosi e una mostra imperdibile. Dopo più di 4 secoli, è tornata a casa la collezione archeologica di oltre 100 statue sistemate nelle nicchie della Tribuna, uno spazio ispirato al Pantheon. Il 30 maggio 2021 le sculture torneranno alla biblioteca Marciana, attualmente chiusa per restauri.

Souvenir made in Venice
Nel sottoportico “degli oresi” (gli orafi), ai piedi del ponte di Rialto, è nato spontaneamente un mini distretto del design e dell’artigianato locale. Le botteghe sono una dietro l’altra: il concept store Giardino di Pippo; Paperoowl con oggetti e gioielli di carta e metalli preziosi; Pied à terre per le pantofole friulane; Tabino Tabi, per i pigiami in tessuto d’alga, i fratelli Attombri per i gioielli-scultura indossati anche nelle sfilate di Dolce&Gabbana.

Marisa Convento (foto di Claudia Rossini)

Workshop di perline
Le perle di vetro veneziane sono finalmente candidate a diventare Patrimonio Unesco. Le depositarie della loro storia sono Alessia Fuga e Marisa Convento che spiegano tutto in brevi workshop nei loro atelier. La prima è una perlera e insegna a farle con la tecnica al lume; la seconda è impiraressa e insegna a infilare le conterie e a crearne bijoux e opere d’arte.

Cantina Do Mori
La zona di Rialto è famosa per i suoi bacari storici, dove i veneziani vanno regolarmente per un bicchiere di vino e qualche cichetto smorza-fame. Qui si trovano i migliori: mini tramezzini (detti francobolli), tartine con le alici, sarde in saòr con la polenta bianca. Sul soffitto è appesa una collezione di vecchi paioli in rame. Altro che fast food! Campo S. Polo, 429

Notti da leggenda
I social hanno raccontato di hotel travolti dalla marea straripata dal Canal Grande. Per dimostrare che ora è tutto a posto basta cercare su Instagram #TheGrittiPalace, #StRegisVenice #SinaCenturionPalace. Stanze stupende e accoglienza a cinque stelle. Si può anche andare solo per un tè, un aperitivo, un club sandwich o un pranzo gourmet.

Un piatto del Glam

Menù a due stelle
Il giovane executive chef Donato Ascani (32 anni) ha appena conquistato la seconda stella Michelin con il Glam, ristorante di Palazzo Venart. Il suo è un menù di tanti piccoli assaggi, anche 10-12, divertenti, saporiti e belli da guardare, come la seppia della laguna affumicata al mirto. Il servizio in sala di Luciano Palmieri è tra i più curati mai incontrati.

Una suite del Venissa - Credits Francesco Galifi

Weekend a Burano
L’inverno è un momento magico per andare in Laguna e scoprire la Venezia nativa, senza folla e senza afa. Si può soggiornare nell’albergo diffuso di design Casa Burano o nel relais Venissa dove la famiglia Bisol accoglie gli ospiti con un’osteria contemporanea, e tante attività con gli artigiani di Burano: workshop con le merlettaie, lezioni di voga alla veneta, pesca alle moeche. Ci si sveglia con i rintocchi delle campane, si beve il vino nato nel vigneto di casa.

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