LA CORSA PIÙ BELLA

Alfa Romeo vince la 1000 Miglia 2019, con una «super car» del 1928


La vittoria di Alfa Romeo 6C 1500 SS del 1928 condotta da Giovanni Moceri e Daniele Bonetti (Alfa Romeo Press)

4' di lettura

Dopo quasi 1.800 chilometri, 1.794,07 per la precisione, si è conclusa con l'ultima tappa Bologna- Brescia della la trentasettesima rievocazione storica della leggendaria gara con un'affermazione Di Alfa Romeo. Il biscione infatti va sul sul gradino più alto del podio di Brescia dove è salita infatti l'Alfa Romeo 6C 1500 SS del 1928 condotta da Giovanni Moceri e Daniele Bonetti, seguita dall'Alfa Romeo 6C 1750 SS Zagato del duo Vesco-Guerini. Moceri, già detentore del titolo di Campione Italiano Grandi Eventi ACI Sport, negli ultimi anni ha vinto le principali competizioni italiane di regolarità storica: dalla Mille Miglia alla Targa Florio, dal Gran Premio Nuvolari alla Coppa d'Oro delle Dolomiti.

1000 Miglia 2019, l’ultima tappa e la vittoria di Alfa Romeo

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La vettura che ha condotto, carrozzata dagli Stabilimenti Farina, proviene dalla collezione FCA Heritage, è normalmente in mostra presso il Museo Storico Alfa Romeo di Arese e ha già vinto la rievocazione nel 2005, 2007 e 2008. Alfa Romeo conquista anche il Trofeo Sponsor Team in virtù del successo di Moceri e Bonetti e del quinto posto della 6C 1750 SS Young di Cavalli e Gamberini.

Gli ultimi chilometri sotto la pioggia
L'ultima tratta ha toccato Modena, Reggio Emilia, Langhirano, Parma e Busseto. Dopo le atmosfere verdiane percorse sotto una pioggia torrenziale che ha reso, se possibile, la gara ancora più epica, la 1000 Miglia rientra in Lombardia, la regione dove è stata concepita e realizzata. Il primo passaggio è a Cremona, poi il ritorno in provincia di Brescia, a Carpenedolo, e via via Montichiari e Travagliato. Conclusione con l'ingresso trionfale a Brescia, per la tradizionale passerella in Viale Venezia. Come in tutto il tragitto, al passaggio della 1000 Miglia le strade si trasformano con il calore generoso del pubblico, da Brescia a Roma e ritorno, in ogni piazza e fuori da ogni uscio: aggregazioni spontanee che si ripetono di anno in anno.

Occhi puntati sul “museo viaggiante” da oltre 250 milioni di euro
Moceri e Bonetti hanno avuto la meglio sul Team Villa Trasqua, l'equipaggio composto dai due bresciani Andrea vesco e Andrea Guerini che, a bordo di una Alfa Romeo 6C 1750 SS Zagato del 1929, hanno totalizzato 73611 punti. In terza posizione, con 72786 punti, Juan Tonconogy e Barbara Ruffini, a bordo di una Bugatti Type 40 del 1927, la coppia detentrice del titolo dello scorso anno. A ridosso del podio, al quarto posto, Alberto Riboldi e Paolo Sabbadini, su una O.M. 665 S Superba 2000 del 1926.

Non solo auto storiche
Durante i 1.800 chilometri della “corsa più bella del mondo”, ad affascinare un'Italia ancora capace amare l'automobile non c'erano solo le vetture storiche ma anche auto moderne e infatti grandi apprezzamenti e tanti flash e apprezzamenti per le Alfa Romeo del convoglio a supporto della competizione. Dove erano presenti due vetture speciali mai apparse in strada: Giulia e Stelvio Quadrifoglio in edizione “Alfa Romeo Racing”.

(photo Mario Cianflone)

La prima è stata condotta dall'equipaggio del Sole 24 Ore (Mario Cianflone e Giulia Paganoni) ed è al pari della Stelvio Quadrifoglio Racing prodotta in 10 esemplari, con un'inconfondibile livrea rossa e bianco per ricordare le vetture di F1. Tra le modifiche scarico in titanio Akrapovic enfatizza il sound profondo e aggressivo del motore 2.9 V6 Bi-Turbo. Grazie ad un tuning specifico realizzato ad hoc dagli ingegneri Alfa Romeo, la potenza massima del propulsore, realizzato interamente in alluminio, raggiunge i 530 CV.

Concepite in omaggio alla monoposto C38 che gareggia in Formula 1, le due supercar sono trovate a proprio agio anche tra le ali di folla festante nei centri di tutta Italia e ovviamente anche della Val Padana e della Lombardia che hanno vissuto un sabato mattina fuori dall'ordinario.

Tra le curiosità dell'edizione 2019 della 1000 Miglia, la sfida tra giudici di MasterChef, Carlo Carlo e Joe Bastianich, va all'italoamericano che, assieme a Luca Pascolini, su una Healey 2400 Silverstone E-Type del 1950 ha chiuso al 135esimo posto. Cracco invece, assieme a Carlo Fonti, a bordo di una Lancia Aurelia B20 GT 2000 del 1951, ha chiuso al 277esimo posto.

Tra i piloti che hanno fatto la storia delle corse automobilistiche, si segnala che Romain Dumas (Team Chopard),che viaggiava assieme ad Armando Musotto in una Porsche 550 A Spyder 1500 RS del 1957, è stato costretto al ritiro.
Mentre Miki Biasion, in coppia con Piero Giovanni Pissavini, alla guida di una Ferrari 250 MM Spider Vignale del 1953, ha segnato il 113esimo posto.

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«La trentasettesima rievocazione storica della 1000 Miglia è giunta anche quest'anno alla sua conclusione: abbiamo - afferma Franco Gussalli Beretta, presidente di 1000 Miglia attraversato borghi incantevoli, abbiamo fatto stupire gli equipaggi e il pubblico, facendo conoscere a tutti la quintessenza dello spirito italiano. Ci possiamo ritenere soddisfatti e orgogliosi di come si è svolta questa edizione. Complimenti a chi ha vinto, ma anche a chi ha saputo gareggiare con lealtà e sano spirito di competizione.

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