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11 settembre 2001: cosa è successo (e perché) nell’attacco alle Torri Gemelle

Sono trascorsi 20 anni esatti dal «9/11», l’attentato che ha sconvolto gli Usa e il mondo. Ecco cosa è successo e quali sono state le conseguenze

di Alberto Magnani

11 settembre 2001, l'attentato che sconvolse il mondo

4' di lettura

Non sono ancora le 9 in una mattina di fine estate, a New York. Un aereo di linea sorvola Manhattan a bassissima quota, attirando gli sguardi dei passanti. In qualche secondo, la curiosità si trasforma in orrore: il velivolo si schianta sulla torre nord delle Twins Towers, i grattacieli gemelli che svettano a oltre 400 metri nello skyline dell’isola newyorchese. È questione di neppure 20 minuti e ne arriva un altro a colpire la torre sud, prima che entrambe collassino e avvolgano la zona in una nuvola di fumo che ricorda quella di un’esplosione.

È l’11 settembre 2001 e gli Stati Uniti stanno vivendo il primo attacco sul loro suolo dai tempi di Pearl Harbor: il nine eleven, come lo chiamano negli Usa seguendo la scansione dei mesi sul calendario anglosassone. L’attentato più sanguinoso nella storia Usa e un trauma che si sarebbe ripercosso sugli equilibri globali. Fino a oggi.

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Cosa è successo l’11 settembre?

Con «attentato dell’11 settembre 2001», o semplicemente 11 settembre, si intendono una serie di attacchi coordinati contro gli Usa, sotto la regia dell’organizzazione terroristica Al Qaida (vedi sotto). Nell’arco di poche ore, quattro voli commerciali diretti in California dall’Est del paese vengono sequestrati e dirottati per colpire altrettanti bersagli in due metropoli: la torre nord e sud del complesso di edifici World Trade Center, le cosiddette Torri gemelle, a New York; il Pentagono e Capitol Hill, la sede del Congresso Usa, a Washington. L’ultimo bersaglio sarà l’unico a essere mancato.

Il primo aereo, un Boeing 767 dell’American Airlines, viene dirottato con 76 passeggeri a bordo su Lower Manhattan e plana verso il World Trade center, il complesso di edifici che ospitava le Twin Towers. Centra la facciata della torre nord alle 8:46, le 14:46 in Italia. Iniziano le evacuazioni e i soccorsi ma nell’arco di 17 minuti un secondo Boeing 767, operato dalla United Airlines, si schianta sulla torre sud con 51 passeggeri a bordo. Nell’arco di meno di due ore crolleranno entrambe, uccidendo chi era rimasto incastrato nei piani più alti degli edifici, i soccorritori all’opera negli edifici e anche persone che si trovavano nei pressi degli edifici.

Alle 9:37, poco dopo lo schianto del secondo aereo sulla torre Sud, un Boeing 757 di American Airlines precipita sulla facciata ovest del Pentagono, la sede dell’esercito Usa. Pochi minuti dopo un altro Boeing avrebbe dovuto abbattersi sul Campidoglio, la sede del Congresso americano, ma alcuni dei 33 passeggeri sono insorti e hanno cercato di manomettere il piano dei terroristi. Precipita a sua volta alle 10:03 in Pennsylvania, a 200 chilometri in linea d’aria dall’obiettivo che avrebbe dovuto distruggere.

Per non dimenticare: l'11 settembre in 20 immagini simbolo

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Quante vittime ci sono state?

Il bilancio complessivo dell’attentato è di 2.977 vittime, con l’aggiunta dei 19 attentatori divisi fra i quattro aerei. In totale sono morte 2.606 persone solo fra le due torri gemelle, 246 passeggeri ospitati dai quattro voli (inclusi gli equipaggi) e 125 persone al Pentagono. Fra i soccorritori intervenuti a New York, il prezzo più alto è stato pagato dai vigili del fuoco del New York City Fire Department: 343 i pompieri caduti durante le operazioni di salvataggio dei cittadini. Secondo la ricostruzione del governo Usa, all’interno delle due torri si trovavano un totale di 17.400 persone: non è sopravvissuto nessuna fra quelle intrappolate nella piani più alti della torre Nord, sopra al punto esatto dello schianto dell’aereo, mentre 18 persone incastrate nella stessa condizione nella torre sud hanno scovato una via di fuga.

Chi è il responsabile?

L’attentato viene rivendicato da Al-Qaida, in arabo «la base», un’organizzazione terroristica sunnita capitanata da Osama Bin Laden: un fondamentalista saudita, figlio di un magnate delle costruzioni, diventato noto negli anni della guerra contro l’Unione sovietica in Afghanistan e poi fra i principali nemici pubblici degli Stati Uniti. La motivazione è il coinvolgimento degli Usa in conflitti «contro i musulmani», oltre al suo sostegno a Israele. I 19 jihadisti che eseguono l’attacco sono suddivisi in tre team da 5 persone e uno da quattro: 15 sono sauditi, due emiratini, uno egiziano e uno libanese. I terroristi che si occupano materialmente di dirottare l’aereo erano stati formati nell’aviazione negli Usa.

Perché proprio le Torri Gemelle? 

In realtà tutti i quattro obiettivi dell’attentato ricoprivano un valore simbolico nella guerra di Al Qaida agli Usa. Il Pentagono è centro nevralgico del potere militare di Washington. Capitol Hill, l’unico dei quattro bersagli a uscire intonso, ospita il Congresso e quindi il potere legislativo degli Stati Uniti. Il caso delle Torri Gemelle è diventato sinonimo dell’intero attacco sia per il peso specifico sull’attentato, con le sue oltre 2.600 vittime, sia per l’ampia diffusa di testimonianze video e audio che immortalano la «ferita dell’Occidente» in una delle sue capitali morali, New York. Le twin towers, alte 417 e 415 metri, svettavano su Manhattan ed erano ospitate dal World Trade Centers, un complesso finanziario nel cuore della metropoli: una metafora del potere economico degli Usa e della globalizzazione, oltreché un luogo effettivo di scambi e operazioni miliardarie.

Cosa è successo dopo l’11 settembre? 

L’attentato ha scatenato la reazione immediata degli Usa, con la guerra in Afghanistan per sradicare il regime dei Talebani (vicini ad Al Qaida) e neutralizzare lo stesso Bin Laden. L’intervento statunitense ha rovesciato il regime talebano, tornato alla ribalta esattamente due decenni dopo con l’addio delle truppa americane al paese nell’agosto 2021 e la riconquista di Kabul. Nel 2003, nel vivo della «Guerra al terrore» indetta dall'allora presidente George W. Bush, gli Usa guidano una coalizione internazionale in un secondo conflitto contro l'Iraq di Saddam Hussein (anche se non saranno provati legami con gli attacchi dell'11 settembre, né la presenza delle «armi chimiche» denunciate come una delle cause scatenanti dell'attacco).

Bin Laden verrà invece eliminato solo nel 2011, con un blitz nel suo nascondiglio nella capitale pakistana Islamabad. Il World Trade Center è stato ricostruito a New York, sulle ceneri del sito precedente, con un unico grattacielo a sostituire le due torri: il One Wolrd Trade Center, noto anche come la Torre della libertà (Freedom Tower).

Nel 2003, nel vivo della «Guerra al terrore» indetta dall’allora presidente George W. Bush, gli Usa guidano una coalizione internazionale in un secondo conflitto contro l’Iraq di Saddam Hussein (anche se non saranno provati legami con gli attacchi dell’11 settembre, né la presenza delle «armi chimiche» denunciate come una delle cause scatenanti dell’attacco).

Riproduzione riservata ©

  • Alberto MagnaniRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: inglese, tedesco

    Argomenti: Lavoro, Unione europea, Africa

    Premi: Premio "Alimentiamo il nostro futuro, nutriamo il mondo. Verso Expo 2015" di Agrofarma Federchimica e Fondazione Veronesi; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"

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