Attentato alle Torri gemelle

11 settembre, Biden firma: via il segreto dai documenti dell’Fbi

Declassificazione entro sei mesi. Biden: «Sto onorando l’impegno preso in campagna elettorale di garantire trasparenza»

11 settembre, la serie podcast che racconta le storie dei sopravvissuti

3' di lettura

Via il segreto dai documenti dell’Fbi sugli attacchi di Al-Qaida dell’11 settembre. Con una svolta cruciale rispetto a tutti i suoi predecessori, Joe Biden ha firmato un decreto che ordina al dipartimento di giustizia e ad altre agenzie governative di riesaminare quei documenti per una declassificazione entro sei mesi, mantenendo così una promessa elettorale a pochi giorni dal 20° anniversario della più grave ferita terroristica subita dagli Usa.

L’impegno preso in campagna elettorale

Un anniversario che resterà avvolto dalle polemiche sul caotico ritiro dell’Afghanistan - scrive nel servizio Ansa Claudio Salvalaggio – dove gli Stati Uniti hanno combattuto contro Al-Qaida la loro guerra più lunga. Ma che almeno non sarà macchiato dalla rabbia degli oltre 2.000 famigliari delle vittime, che il 6 agosto avevano ammonito il presidente a non presentarsi a nessuna cerimonia commemorativa, a meno che non avesse rimosso il segreto dal materiale sulla possibile complicità dell’Arabia Saudita con i 19 dirottatori aerei, 15 dei quali erano sauditi.

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Complicità che intendono provare in una causa ancora pendente a New York contro Riad. «Mentre ci avviciniamo al 20/mo anniversario di quel tragico giorno, sto onorando l’impegno preso in campagna elettorale di garantire trasparenza sulla declassificazione dei documenti degli attacchi terroristici dell’11 settembre», ha spiegato Biden.

Il peggior attacco terroristico all’America

«Non dobbiamo mai dimenticare il duraturo dolore delle famiglie e delle persone care dei 2.977 innocenti che furono uccisi nel peggior attacco terroristico all’America nella sua storia. Per loro non è solo una tragedia nazionale ed internazionale, ma una devastazione personale», ha sottolineato, ricordando «la sedia vuota a casa» e «il buco nei loro cuori» in questi 20 anni di vita famigliare senza un marito, una moglie, un figlio o un amico.

«Il mio cuore continuerà ad essere con le famiglie dell’11/9 che stanno soffrendo e la mia amministrazione continuerà a coinvolgere rispettosamente i membri di questa comunità», ha dichiarato, promettendo di ascoltare «le loro voci e idee».

Nel 2004 il rapporto della commissione parlamentare sull’11/9 non trovò prove che il governo saudita, «come istituzione» o attraverso “alti” dirigenti, avesse finanziato “individualmente” i dirottatori ma ammise la “probabilità” che «fondazioni di beneficenza con sponsor significativi del governo saudita abbiano deviato fondi ad Al-Qaida».

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Tutti i sospetti del coinvolgimento saudita

I famigliari delle vittime sostengono che da allora «sono state scoperte molte evidenze investigative implicanti dirigenti del governo saudita nel supportare gli attacchi» e che «attraverso varie amministrazioni il dipartimento di giustizia e l’Fbi hanno cercato attivamente di tenere queste informazioni segrete impedendo agli americani di conoscere la piena verità sull’11/9». Per questo hanno chiesto all’ispettore generale del ministero della giustizia di indagare sulle gestione delle prove da parte dell’Fbi, affermando che certi documenti sono apparentemente mancanti o persi. Tra questi, registrazioni di telefonate tra i cosiddetti co-cospiratori, interviste di testimoni, la foto di un diplomatico saudita con due dirottatori (Nawaf al-Hazmi e Khalid al-Mihdhar) all’esterno di una moschea californiana poco dopo il loro arrivo in Usa, un video che mostrerebbe un saudita ospitare un party a San Diego per due autori dell’attentato.

Il precedente dell’omicidio Kashoggi

La scorsa settimana inoltre Cbs News ha riferito dell’esistenza di un block note appartenuto ad uno “studente” saudita di San Diego sulla busta paga di Riad e stretto collaboratore di quei due dirottatori: dentro c’è un disegno fatto a mano di un aereo e una equazione matematica che potrebbe essere stata usata per vedere un bersaglio e poi calcolare la velocità di discesa sul target. Misteri che forse saranno svelati entro il prossimo marzo e che potrebbero mettere in ulteriore imbarazzo Riad, dopo che Biden ha desecretato anche il rapporto dell’intelligence Usa che ritiene il principe ereditario Mohammed bin Salman il mandante dell’omicidio Kashoggi.

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