haftar incontra al-sisi al cairo

121 morti e 16mila sfollati per gli scontri in Libia. Domani bilaterale Italia-Qatar


Gabinetto di crisi sulla Libia a Palazzo Chigi

2' di lettura

Non si fermano in Libia gli scontri armati alle porte della capitale, Tripoli, tra le forze fedeli al governo nazionale di Fayez al-Sarraj, sostenuto dal Qatar, e quelle del maresciallo Khalifa Haftar, appoggiato dall'Arabia saudita e dall'Egitto. Uno stato di guerra civile che oggi spinge la Missione di supporto dell'Onu in Libia (Unsmil) a prendere posizione in particolare contro i raid aerei delle forze di Haftar, che ieri hanno centrato una scuola elementare, per fortuna deserta, a 15 km a sudest di Tripoli. «Il bombardamento di scuole, ospedali, ambulanze e aree civili - ricorda l'Unsmil in un tweet - è severamente proibito dal diritto internazionale umanitario», e la missione Onu « sta monitorando e documentando tutti gli atti di guerra che violano questa legge al fine di informare il Consiglio di sicurezza e la Cpi», la Corte penale internazionale dell'Aja.

Oltre 16mila sfollati dall'inizio degli scontri
Secondo un bilancio dell'Organizzazione mondiale della sanità il numero dei morti nella zona di guerra è salito a 121, a 561 quello dei feriti, mentre l'Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari (Ocha) valuta in oltre 16mila gli sfollati dall'inizio dell'offensiva. Negli scontri - scrive l'Ocha nel suo ultimo bollettino sulla situazione nella capitale libica - sono state danneggiate altre due ambulanze, portando ad otto il numero dei veicoli di soccorso danneggiati dall'inizio delle ostilità a Tripoli. La nota sottolinea inoltre che «i partner umanitari forniscono assistenza laddove l'accesso lo consente», mettendo in risalto il fatto che «finora sono state raggiunte circa 4.000 persone con una qualche forma di assistenza umanitaria».

Haftar incontra al-Sisi
In questo scenario, Haftar oggi è volato al Cairo per un faccia a faccia sulla situazione nel paese con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, suo sponsor politico per le campagne contro gli islamisti a Bengasi, Derna e in altre parti della Libia. L'Italia, che esclude ogni ipotesi di impegno militare diretto, conta invece a rilanciare l'azione diplomatica puntando sul coinvolgimento dei Paesi arabi indirettamente coinvolti nella crisi libica. Domani pomeriggio il vicepremier e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammmed Bin Abdulrahman Al Thani, influente membro della famiglia reale dell'emiro Tamim Al Thani sarà a Roma per un incontro bilaterale con il premier Giuseppe Conte. Che propone per l'Italia «un ruolo di facilitatore» nel processo di stabilizzazione e pacificazione nel paese nordafricano. «C'è serio e concreto rischio di una crisi umanitaria» - ha detto ieri a Bari - se ci sarà, «l'Italia saprà affrontarla», anche grazie alla cabina di regia sulla Libia aperta h24 a Palazzo Chigi. Sempre domani potrebbe atterrare a Roma anche il vicepresidente del Consiglio presidenziale del governo di Tripoli, Ahmed Maitig, uno degli uomini forti del presidente Serraj, esponente di Misurata, la città libica più potente a livello militare.

GUARDA IL VIDEO: Libia, Guterres (Onu): preoccupato per vite migranti e rifugiati

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...