londra

1:54 African Contemporary Art, l’arte africana fa tendenza

Il format ibrido della fiera, fisica e online, ha soddisfatto i galleristi che hanno partecipato nonostante le restrizioni imposte dall'emergenza sanitaria. Buone le vendite

di Maria Adelaide Marchesoni

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Ludovic Nkoth, Date Night, Sunday, 2020, Luce Gallery's Booth at 1-54 Contemporary African Art Fair London 2020, Courtesy the artist and Luce Gallery, Torino

4' di lettura

Touria El Glaoui direttrice di 1:54 Contemporary African Art Fair ha tenuto in questi giorni a Londra l'ottava edizione della fiera, che ha definito: “la più impegnativa da quando l'ha fondata nel 2013”. Consapevole delle difficoltà imposte dalle restrizioni per l'emergenza sanitaria per il Covid-19, Touria El Glaoui ha deciso di andare avanti. Dal 6 al 12 ottobre ha guidato una fiera in scala ridotta con la partecipazione negli spazi di Somerset House di 29 gallerie internazionali (45 le gallerie delle passate edizioni) che hanno presentato le opere di oltre 110 artisti contemporanei, emergenti e famosi, dell'Africa e della sua diaspora, provenienti da diversi contesti geografici e con un'ampia varietà di media.

Un formato ibrido

Oltre allo spazio fisico, la fiera ha beneficiato della modalità online (otto le gallerie che hanno presentato le opere nella piattaforma online), ospitata da Christie's che oltre ad aver permesso di accedere ai suoi 300.000 abbonati, ha esposto nella galleria della casa d'aste in King Street un'opera di ogni galleria presente in fiera. Per poter essere presenti dall'8 al 10 ottobre in Somerset House i galleristi hanno cercato di trovare soluzioni alternative anche se per alcuni ha comportato l'obbligatorio periodo di quarantena. La fiera ha concesso agevolazioni per il pagamento dello stand che, a differenza del passato quando tutto l'esborso doveva essere fatto nel mese di giugno, è avvenuto la settimana prima dell'inizio della fiera. conclude la direttrice. L'ingresso alla fiera era contingentato con un percorso obbligato e un tempo massimo di due ore per la visita. Sono stati venduti tutti i biglietti online e alla fine la partecipazione è stata di 3.500 visitatori (18mila l'affluenza nelle passate edizioni). Sulle attese future del mercato dell'arte africana la direttrice non ha dubbi e ritiene che i prezzi più accessibili abbiano aiutato il mercato a rimanere stabile, soprattutto perché le vendite di opere d'arte sono migrate online durante il lockdown.

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Ekene-Emeka-Maduka-Merrily-merrily-merrily-merrily-life-is-but-a-dream-2020-oil-on-canvas-6.5-feet-x-6.5-feet.-Courtesy-of-Polartics.jpg, Ekene Emeka Madonna, Merrily merrily merrily, merrily life is but a dream, 2020, oil on canvas-6.5-feet-x-6.5-feet. Courtesy Polartics

Gli affari

La visita “a tempo” non ha inciso sulle vendite anzi diversi galleristi sono rimasti sorpresi e soddisfatti delle vendite effettuate. Polartics (Lagos, Nigeria) rappresenta artisti emergenti dell'Africa e della sua diaspora, che esplorano temi come la gioventù, l'identità, la sessualità e le questioni socio-economiche, durante la fiera presentava le opere dell'artista canadese-nigeriana Ekene Emeka Maduka (sono state tutte vendute con prezzi che oscillavano da 3.000 a 10.000 sterline). Ekene Emeka-Maduka è nata in Nigeria nel 1996, è cresciuta a Kano, in Nigeria, e ora vive e lavora a Winnipeg, in Canada. Nel 2018 è stata una delle vincitrici del premio Dean Collection fondato da Swizz Beats e Alicia Keys. Nel suo lavoro combina eventi vissuti legati alle nozioni di spostamento, rappresentazione di sé e ricostruzione dell'identità, indagando spesso gli effetti dell'esposizione culturale, sociale e politica sullo sviluppo dell'identità individuale e sul suo rapporto con l'esperienza comunitaria. Gallery 1957 (Accra, Ghana) è alla sua quinta partecipazione e quest'anno ha presentato lavori di giovani artisti nati alla fine degli anni Ottanta e all'inizio degli anni Novanta con prezzi compresi tra 10mila e 30mila euro tutti apprezzati dai visitatori che hanno acquistato tutte le opere esposte. In dettaglio tra gli artisti proposti Tiffany Alfonseca (nata nel 1994) è un'artista mixed media di origini dominicane che vive a New York nel Bronx realizza opere d'arte vivaci e colorate che celebrano la cultura della diaspora nera e afro e latinoamericana. Le installazioni scultoree di Yaw Owusu (nato nel 1992) riadattano oggetti trovati e dando un valore estetico a materiali inutilizzati. Costruito con innumerevoli pezzi di monete in rame “pesewa”, il suo lavoro attiva questioni urgenti sull'indipendenza economica e politica del Ghana contemporaneo. Introdotte per la prima volta nel 2007 come tentativo di curare l'inflazione dell'economia del paese, queste piccole monete in rame non hanno quasi alcun valore nell'attuale clima finanziario, permettendo all'artista di utilizzarle come materiale primario. L'artista ha acquisito le monete negoziando con le banche del Ghana - un processo burocratico importante per la pratica dell'artista quanto le opere finali. Gideon Appah (1987) è un artista mixed media che attinge alle esperienze personali della vita nella capitale di Accra. Nelle nuove opere realizzate per 1-54 , come la serie intitolata Memoirs Through Pokua's Window ha trasformato lo stand nella casa della nonna, utilizzando come materiale di riferimento vecchi album fotografici di famiglia e mezze memorie. Appah cresciuto in una famiglia numerosa, il suoi avori riflettono una vita caratterizzata da forti legami affettivi, attività religiose e folklore. Attraverso blues nostalgici, paesaggi di un verde intenso e carboncino, le sue composizioni oniriche collocano gli interni domestici tipici del Ghana degli anni Ottanta e Novanta contro paesaggi surreali.
Afriart Gallery (Kampala Uganda) esponeva le opere dell'artista Sungi Melengeya (Tanzania 1991) (tutte vendute con prezzi erano compresi tra 8mila e 20mila sterline) artista autodidatta che lavora principalmente l'acrilico su tela creando dipinti figurativi minimalisti e con un curioso uso dello spazio negativo. Le opere sono composte da figure scure in tonalità minime di nero e marrone con sfondi bianchi e i temi che si ritrovano nel suo lavoro sono incentrati sulle donne.

Sungi-Mlengeya-Kyomu-2020-Acrylic-on-canvas-86-x-60cm.-Courtesy-Afriart.jpg, Sungi Mlengeya, Kyomu, 2020, Acrylic on canvas, 86 x 60cm. Courtesy Afriart

Una sola galleria italiana

L’unica italiana a Londra era Luce Gallery di Torino specializzata in arte afro-americana. Nikola Cernetic fondatore e direttore della galleria – sono molto soddisfatto di questa edizione, nonostante le difficoltà del momento, con un'organizzazione molto efficiente e il contingentamento ha limitato l'accesso alle persone veramente interessate con un'affluenza continua>. Soddisfazione anche sul fronte delle vendite per il gallerista italiano che ha venduto tutto lo stand il primo giorno di apertura di 1:54. Sette gli artisti esposti, tutti molto giovani come ad esempio Ludovic Nkoth (Cameron 1994) e Grace Lynne Haynes (1992, Los Angeles, California), presentavano un range di prezzo compreso tra 3.000 fino ad un massimo di 15mila dollari.

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