alla festa del cinema di roma

1938, la tragedia delle leggi razziali in un doc di Pietro Suber

di Nicoletta Cottone

Festa del Cinema di Roma. 1938: quando scoprimmo di non essere più italiani

2' di lettura

Un fim documentario «per non dimenticare». Così Antonio Monda, direttore artistico della Festa del Cinema di Roma, ha presentato “1938. Quando scoprimmo di non essere più italiani”, film documentario del giornalista e documentarista Pietro Suber, presentato fra gli eventi eventi di pre-apertura della Festa del cinema di Roma. È il primo di quattro film che la Festa del Cinema dedica al tema della memoria e della testimonianza, a 80 anni dalle leggi razziali e a 75 anni dal rastrellamento del ghetto di Roma, avvenuto il 16 ottobre 1943.

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La persecuzione degli ebrei
«Il progetto - ha sottolineato Pietro Suber - è nato quattro anni fa sulla falsariga di un libro di Alexander Stille, Uno su mille, incentrato sulla storia di cinque famiglie ebraiche durante il fascismo. Volevo concentrarmi sugli anni compresi tra il 1938 e il 1945».

Il giornalista e documentarista Pietro Suber

Il film documentario narra le conseguenze delle leggi razziali e la persecuzione degli ebrei sotto il fascismo raccontata dagli ultimi testimoni, ma anche tramite preziose immagini d’archivio e documenti d’epoca pubblici e privati.

Le vicende narrate attraverso cinque storie
Prodotto da Blue Film con Rai Cinema in associazione con Istituto Luce-Cinecittà la pellicola racconta le vicende attraverso cinque storie, narrate dai protagonisti. C’è la famiglia Ovazza di ebrei fascisti, massacrata sul lago Maggiore nell’autunno del 1943. C’è la storia di un ebreo del Ghetto di Roma, il mitico Moretto, che decise di lottare contro la persecuzione e si salvò flirtando con la nipote di un collaborazionista. E c’è quella di Franco Schonheit e dei suoi genitori, tutti sopravvissuti ai camopi di sterminio nazisti.

C’è anche la storia di una ebrea di Fiume che si salvò nascondendosi in casa di un incisore del Vaticano. E la storia di presunti delatori fascisti accusati di aver denunciato ai tedeschi i vicini ebrei. La pellicola chiude con un viaggio tra i movimenti giovanili di estrea destra, la vicenda delle strade ancora intestate ai firmatari del Manifesto della razza, da cui scaturirono le leggi razziali.

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