Opere al rallentatore: i casi più eclatanti dalla Torino-Lione alla Brescia-Padova

2/6Politica Economica

1992 - PIEMONTE/ Per Tav bandi ancorasospesi, si attende analisi costi-benefici

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La tratta internazionale della Torino-Lione resta sospesa, in attesa che la valutazione costi-benefici del Governo sia compiuta. Dal mese di luglio ad oggi Telt non ha aperto nessuna nuova gara. Ma a far tornare alta la tensione potrebbe essere, nelle prossima settimane, l’avvio della procedura per i bandi riservati allo stock di lavori da 2,3 miliardi destinati a realizzare lo scavo definitivo sul lato Francia.

Dal punto di vista formale, di fatto, l’Esecutivo italiano non ha mosso alcun passo se non l’avvio, appunto, dell’analisi costi-benefici, dunque Telt, la società responsabile dei lavori, potrebbe decidere di andare avanti con la procedura per non incorrere in eventuali richiami da parte di Bruxelles, che finanzia il 40% dell’opera sul totale di 8,6 miliardi di valore. L’idea di un nuovo collegamento ferroviario tra Italia e Francia che potesse superare i limiti del tunnel del Frejus risale ai primi anni Novanta: se ne parla ufficialmente durante un summit a Nizza nel 1990. Due anni dopo, il 10 novembre del 1992, i due Governi siglano un’intesa a favore del progetto del tunnel di base. Nel 1994 la Torino-Lione viene inserita nella lista dei 14 progetti prioritari delle Reti transeuropee TEN-T. Segue la Commissione intergovernativa nel ’96, gli accordi transnazionali, la fase di studio, dal 2002 in poi, la realizzazione dei tunnel geognostici, la nascita dell’Osservatorio, fino al varo del progetto definitivo e al voto dei due Parlamenti.

La Torino-Lione nella sua storia quasi trentennale ha attraversato momenti di grande incertezza, vuoi per le contestazioni pesanti di comitati e territori – nel 2005 il blitz di Venaus e l’escalation di proteste contro il cantiere – vuoi per il dibattito politico interno alle diverse maggioranze alle prese con il dossier, ad esempio l’opposizione del Partito comunista durante il Governo Prodi, nel 2006. La differenza rispetto al passato è che il progetto in questa fase è operativo, con un cronoprogramma, gare già bandite e impegni presi con l’Ue. Una situazione assolutamente inedita, che rende il passaggio politico delicato per l’eventuale contenzioso che ne deriverebbe, con Europa e Francia in primis. (F.Gre)

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