Le celebrazioni

2 giugno, Mattarella all’Altare della Patria. «Grati a chi ha sacrificato la vita»

«Il voto per la Repubblica consentì all’Italia di intraprendere il percorso della democrazia, del progresso sociale, dello sviluppo», dice il Capo dello Stato

di Nicola Barone

2 giugno, Mattarella: "La nascita della Repubblica segnava un nuovo inizio"

4' di lettura

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deposto una corona all’Altare della Patria in occasione della festa della Repubblica. Per l’Italia sono giorni di progressiva ripartenza con tutta la necessaria gradualità, per questo nessuna parata in via dei Fori Imperiali né la tanto attesa apertura dei giorni del Colle ai cittadini, ma un discorso del Capo dello Stato a chiusura delle celebrazioni accompagnato da un filmato di RaiCultura.

«Settantacinque anni fa, riconquistata la libertà, il popolo italiano poté, con il referendum del 2 giugno 1946, scegliere il proprio destino. Il voto per la Repubblica consentì all’Italia di intraprendere il percorso della democrazia, del progresso sociale, dello sviluppo» dice il Capo dello Stato nel messaggio inviato al Capo di Stato Maggiore della Difesa. «Un passaggio storico tanto atteso e fondamentale per tutti i cittadini duramente provati da una stagione di guerre e dalla dittatura. Un patto di cittadinanza sancito dal suffragio universale che, per la prima volta, includeva in maniera completa il voto femminile. Gli italiani e le italiane, insieme, per una nuova Italia. Da allora il processo di crescita e consolidamento della democrazia non si è mai interrotto e ha superato altre terribili prove, come la sfida del terrorismo».

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«Straordinaria opportunità, tempo di rinascita»

Un Paese forte e coeso che nella sua storia ha compiuto «progressi straordinari» con la porta ora finalmente spalancata verso una «stagione di rinascita» e di ripresa dopo la fase buia della pandemia. Nella giornata inaugurale al Colle Sergio Mattarella ha salutato così i 75 anni della della Repubblica da quando nel 1946 gli italiani scelsero di dire no alla monarchia con un referendum. «Il Paese è ora di fronte ad opportunità di ampio respiro, grazie anche alle pianificazioni e agli investimenti a livello europeo», assicura Mattarella ai prefetti spronando i cittadini ad avere fiducia per una ripresa che deve essere efficace e veloce. Parole di apertura all’ottimismo in linea con quelle dette dal premier Mario Draghi a più riprese negli ultimi giorni.

Covid, Draghi: "L'Italia è viva e forte e ha voglia di ripartire"

Il voto del 1946, speciale sul sito del Viminale

Convocazione dei comizi elettorali, circolari del ministero dell’Interno ai prefetti sulle procedure elettorali, istruzioni per l’organizzazione delle operazioni di voto, manifesti nei seggi, documenti recuperati nell’archivio storico del servizio elettorale e un video dell’istituto Luce che, in meno di cinque minuti, racconta i momenti salienti di quella storica tornata elettorale. Sono i contenuti dello speciale che il Viminale ha pubblicato sul proprio sito in occasione della Festa della Repubblica proprio per ricordare il 2 e 3 giugno di 75 anni fa quando milioni di cittadini furono chiamati a scegliere tra monarchia e repubblica e ad eleggere l’Assemblea costituente incaricata di scrivere la Costituzione.

Il ruolo determinante delle donne

Quel 2 giugno ebbero diritto di voto tutti gli italiani di almeno 21 anni d’età, il 61,4% della popolazione. I votanti furono quasi 25 milioni (24.946.878), pari all’89,08% degli aventi diritto. Le donne svolsero un ruolo determinante: votarono infatti 12.998.131 donne, contro 11.949.056 uomini. «Quella tornata elettorale - ricorda il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese - fu un’importante prova anche sul fronte organizzativo in quanto, dopo tanto tempo, furono riattivate le complesse e articolate procedure per il voto. Uno sforzo corale che è stato coronato da una significativa affluenza al voto».

Da allora la macchina elettorale, che vede tra i suoi protagonisti il Viminale e le Prefetture, ha assicurato il regolare svolgimento di 18 elezioni politiche nazionali, di 9 consultazioni europee, di 4 referendum costituzionali, di 18 referendum abrogativi e di centinaia di appuntamenti elettorali con le amministrative e regionali.

Casellati: compleanno comune nostra amata Italia

«La Festa della Repubblica è il compleanno della nostra amata Italia. Il nostro compleanno comune. Un appuntamento che ci ricorda da dove veniamo. Quanto abbiamo lottato per essere un Paese libero, democratico, aperto al mondo. Come siamo usciti da una storia di devastazioni e macerie stretti attorno al nostro tricolore». Così la Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, in occasione della Festa della Repubblica. «Grazie al coraggio e alla determinazione delle madri e dei padri della nostra Repubblica, ci siamo regalati la Costituzione più bella al mondo. Abbiamo scommesso sul boom economico, sulle nostre eccellenze produttive, sulle straordinarie bellezze della nostra penisola. In questi 75 anni siamo diventati una grande Nazione, che ha saputo tingere di bianco rosso e verde tutte le sue molteplici identità. E che con questi stessi colori sa conquistare ogni giorno importanti traguardi internazionali».

Fico: confermare impegno valori repubblicani

«Il 2 giugno di 75 anni fa 12 milioni di italiani scelsero la Repubblica. Le donne e gli uomini del nostro Paese in quella giornata elessero anche l’Assemblea Costituente, che elaborò la nostra Carta fondamentale, punto di riferimento imprescindibile per tutti», evidenzia il pèresidente della Camera Roberto Fico. «Quel voto rappresentò la vittoria di chi aveva contrastato la dittatura fascista e combattuto il nazifascismo durante la Resistenza. Fu una cesura netta con la monarchia compromessa con il fascismo e fu l’espressione della determinazione degli italiani di non essere più sudditi ma cittadini attivi. Il 2 giugno segnò anche per la prima volta, nella storia d’Italia, l’esercizio, ad elezioni politiche, dell’elettorato attivo e passivo delle donne. Ventuno di loro furono elette all’Assemblea Costituente, a compimento di un processo che aveva visto le donne contribuire in misura determinante alla liberazione del Paese. Dobbiamo oggi rinnovare l’impegno a far comprendere - soprattutto alle nuove generazioni - l’alto prezzo pagato per affermare i valori repubblicani. Perché libertà, dignità, solidarietà, eguaglianza e legalità sono conquiste che vanno coltivate, condivise e protette quotidianamente».

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