Opere al rallentatore: i casi più eclatanti dalla Torino-Lione alla Brescia-Padova

5/6Politica Economica

2001 - BASSO LAZIO / Dalla legge obiettivo la Roma-Latina, ora in attesa dei ricorsi

default onloading pic
(Mimmo Frassineti / AGF)

Il primo atto ufficiale può essere considerato la delibera Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) del 2001, che prevedeva la costruzione del collegamento “A12-Pontina-Appia” e della “Bretella Cisterna-Valmontone”. Ad oggi, tuttavia, ancora nessuna pietra è stata posta per dare vita all’Autostrada Roma-Latina, un’opera che in realtà il territorio laziale attende da più di trenta anni: l’infrastruttura risolverebbe il nodo dell’imbuto della Pontina (la strada che collega oggi la Capitale con Latina), garantirebbe un collegamento veloce tra l’aeroporto internazionale di Fiumicino e il tessuto produttivo del basso Lazio (a partire dalle multinazionali del chimico-farmaceutico) e immetterebbe nella rete dei trasporti nazionali il litorale sud del Lazio, finora rimasto ai margini dei grandi circuiti turistici. E che la costruzione dell’arteria non sia più rinviabile lo dimostra anche il protocollo firmato a febbraio scorso da praticamente tutte le associazioni di imprese e i sindacati del territorio per promuovere l’opera.

Il 19 dicembre 2011 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il maxi bando in project financing da 2,7 miliardi, mandato in gara da Autostrade per il Lazio (50% Anas e 50% Regione Lazio). Una gara che prevede una concessione a 50 anni articolata su due assi: il «corridoio intermodale» di 68,3 chilometri che parte dallo svincolo tra la Roma-Civitavecchia e la Roma-Fiumicino e termina a Latina Nord; il collegamento di 31,5 chilometri tra Cisterna e Valmontone (che punta a collegare la Roma-Latina con la Roma-Napoli). Poi ci sono 46,2 chilometri di collegamenti e miglioramenti della viabilità esistente. Il contributo pubblico ad oggi disponibile è pari a 468 milioni per il primo lotto. Contributo pubblico che non potrà superare “a regime” il 40% del valore complessivo dell’opera.

L’infrastruttura, tuttavia, si è incartata nei ricorsi, con il gruppo di imprese secondo classificato che si è rivolto al Tar contro l’aggiudicazione al consorzio vincitore. Proprio per questo mese è atteso il pronunciamento definitivo del Consiglio di Stato. Se ci sarà il via libera all’opera, entro due mesi potrebbero partire i cantieri e in cinque anni si stima di poter completare i lavori. (An. Mari)

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti