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Questo articolo è stato pubblicato il 21 novembre 2013 alle ore 06:49.
L'ultima modifica è del 21 novembre 2013 alle ore 08:37.

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MILANO
Una sfida alla quale hanno partecipato imprenditori alla guida, da almeno tre anni, di aziende italiane con un fatturato superiore ai 25 milioni di euro: uno spaccato del miglior family business italiano che lotta e vince sui mercati internazionali. Un campione rappresentativo del made in Italy, con un giro d'affari medio di 190 milioni, è infatti sceso in campo per contendersi il premio Ey «L'Imprenditore dell'anno 2013».
Alla fine la giuria, presieduta dall'ex leader di Confindustria Emma Marcegaglia, ha scelto come vincitore nazionale Fulvio Montipò, presidente e amministratore delegato di Interpump group, una società emiliana quotata con buoni risultati. La motivazione è appunto stata quella di «aver dato vita ad un'azienda che, in pochi anni, è riuscita ad affermarsi a livello mondiale, diventando leader indiscusso e punto di riferimento per la qualità del prodotto, garantendo una redditività molto elevata e straordinari tassi di crescita». Interpump è infatti leader (con il 50% del mercato internazionale) nelle pompe a pistoni ad alta e ad altissima pressione, nelle prese di forza e tra i principali produttori al mondo di cilindri per il settore oleodinamico. Montipò rappresenterà l'Italia all'Ey world Entrepreneur of the year award di Montecarlo, dove saranno messi in competizione i vincitori di oltre 50 Paesi che concorreranno al titolo di Imprenditore dell'anno 2014 a livello mondiale.
Nel nostro Paese il premio Ey L'Imprenditore dell'anno 2013 si svolge con la partecipazione di Bnl-Bnp Paribas private banking, main sponsor dell'iniziativa, con il patrocinio di Borsa italiana e in collaborazione con il Gruppo 24 Ore e Adnkronos. L'obiettivo di Ey è l'individuazione e la premiazione dei valori concreti che permettono alle imprese di portare il proprio contributo allo sviluppo mondiale, nella convinzione che in ogni Paese, cultura d'impresa e tessuto sociale siano in grado di determinare peculiarità e differenti modelli imprenditoriali. Tra i vincitori settoriali troviamo altri imprenditori. Per l'industrial products la palma è andata all'imprenditore di terza generazione Marco Bonometti, della Omr (automotive), mentre nella categoria fashion & design ha prevalso Stefano Ricci, dell'azienda omonima.
Alberto Balocco si è invece affermato nel food & beverage. Per il comparto consumer products il vincitore è stato Massimo Pasquini, della cartiera Lucart. Tatiana Rizzante, amministratore delegato di Reply, è invece salita sul podio nel settore innovation & technology, mentre il vincente per la categoria emerging è risultato Aldo Braca di Bsp pharmaceuticals.
Alla tavola rotonda sul tema "Imprenditorialità, motore del Paese" che ha preceduto la premiazione, si è discusso dell'importanza del piano di successione per le aziende familiari che rappresentano la stragrande maggioranza del tessuto imprenditoriale italiano. È in particolare emersa la necessità di coniugare la famiglia, la proprietà e il management investendo su tutte le risorse interessate al processo: «Talento e innovazione è il connubio per competere nell'attuale contesto sempre più globalizzato», come ha ricordato Donato Iacovone, amministratore delegato di Ey Italia.
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I PREMIATI
Riconoscimenti. Ieri sera a Milano, durante la consegna del riconoscimento L'Imprenditore dell'anno Ey a Fulvio Montipò sono stati anche consegnati diversi premi speciali.
Michele, Alessio e Stefano Alessi (amministratori delegati di Alessi) e Alberto Alessi (presidente del gruppo) si sono aggiudicati il premio Ey per la social responsibility.
Andrea Menuzzo, amministratore delegato di Came group, è invece salito sul podio per il premio EY "Family business".
La Giuria ha consegnato a Silvio Bartolotti, amministratore delegato di Micoperi, il premio speciale della giuria.

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