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Questo articolo è stato pubblicato il 10 dicembre 2013 alle ore 06:50.
L'ultima modifica è del 10 dicembre 2013 alle ore 08:37.

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CATANIA
L'ultimo appalto, in ordine di tempo, è quello della variante di Morbegno in provincia di Sondrio. Valore dell'opera 280 milioni che si vanno ad aggiungere, in buona parte, al portafoglio lavori che già vale due miliardi della Tecnis di Catania. La variante di Morbegno è l'ultima commessa acquisita da questa impresa che ha sede all'ombra dell'Etna e opere in corso in Italia e all'estero: suoi i cantieri nel Porto di Genova o i lavori per la costruzione dell'autostrada che collegherà Sfax a Gabes in Tunisia, suoi i cantieri per la realizzazione di due megatunnel nella zona del porto di Salerno e sulla Strada statale 640 in Sicilia.
Con 1.250 dipendenti e un fatturato di 350 milioni la Tecnis (specializzata in infrastrutture viarie, ferroviarie, marittime e aeroportuali) può essere definita a ragione una delle più grande imprese del settore grandi costruzioni del Paese ed è figlia dell'integrazione della Pavesi di Concetto Bosco con la Cogip infrastrutture che fa capo a Mimmo Costanzo il quale ha dato all'azienda una organizzazione moderna e dinamica: «Il nocciolo duro – spiega – è fatto da giovani sotto i 35 anni (di cui la gran parte laureati) e la metà dei dipendenti è fatta da donne».
Costanzo, che ha ricevuto qualche settimana fa la menzione speciale nell'ambito del premio imprese per la sicurezza bandito da Confindustria e Inail «per la capacità di stabilire rapporti e accordi con gli stakeholder al fine di migliorare i processi per la salute e la sicurezza». Un riconoscimento che fa il paio con il lavoro fatto da questa azienda che ha già fatto parlare di sé in più occasioni per un primato: quest'estate ha per esempio consegnato con 16 mesi di anticipo sui tempi previsti dall'Anas il tratto della A3 Morano Calabro-Campotenese, nel Pollino. E non è la prima volta: nel 2011 il cantiere del nuovo svincolo autostradale di Battipaglia della Salerno-Reggio Calabria è stato chiuso con cinque mesi d'anticipo. Lavori fatti in un contesto difficile dove i tentativi di controllo da parte della 'ndrangheta sono una costante che l'imprenditore ha fronteggiato con le armi che sono a disposizione di tutti: «Una collaborazione continua con le forze dell'ordine» dice. Metodo utilizzato anche in altri cantieri: grazie alle denunce dei vertici della Cogip nel 2012 sono stati arrestati e già condannati in primo grado esponenti della 'ndrangheta che si erano presentati per chiedere il pizzo in un cantiere sulla statale 106 Ionica. «Rispetto delle regole e organizzazione del lavoro - spiega Costanzo - sono condizioni imprescindibili per le aziende».
Con Cogip Power, di cui Costanzo è amministratore delegato, va avanti poi lo sviluppo delle attività nel settore dell'energia: l'azienda è già presente in varie parti del paese con il fotovoltaico (ha impianti per una capacità totale di 56 Mw) e sta sviluppando partnership nel settore del mini-idro e iniziative nell'ambito dell'efficienza energetica.
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IN DETTAGLIO
1.250
Dipendenti
Il numero di addetti della Tecnis di Catania di cui Cogip detiene il 50% delle quote
350 milioni
Il fatturato
Il giro d'affari complessivo dell'impresa etnea
56 Mw
Fotovoltaico
La capacità degli impianti costruiti e gestiti da Cogip power

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