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Questo articolo è stato pubblicato il 12 febbraio 2014 alle ore 06:41.

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ROMA
Un piano industriale da verificare e presentare al ministro del Lavoro entro marzo o aprile, una presa d'atto dei bilanci (consuntivo 2013 e di previsione 2014) alla firma del Consiglio di indirizzo e vigilanza, le decisioni possibili da assumere sul fronte delle dismissioni immobiliari e delle partecipazioni fattibili nel breve termine. Sono molti e tutti di peso i dossier che aspettano il futuro commissario straordinario dell'Inps. Ma solo se il suo mandato dovesse allungarsi oltre i sei mesi previsti. Normale, si dirà, per un Istituto che gestisce il secondo bilancio dopo quello dello Stato, con oltre 33mila dipendenti. Ma è esattamente a questa «ordinaria amministrazione» che dovrà abituarsi in fretta Vittorio Conti, l'uomo che Tommaso Padoa-Schioppa scelse come commissario Consob, guidata come presidente vicario nei sei mesi di interregno tra Lamberto Cardia e Giuseppe Vegas. Sul piano industriale il lavoro della tecnostruttura guidata dal direttore generale Mauro Nori, dovrebbe essere molto avanzato. Stando alle linee guida lasciate da Antonio Mastrapasqua dovrebbe prevedere una struttura di vertice più compatta, con 31 dirigenti generali, contro i 56 di partenza, un dimezzamento delle direzioni centrali a 15, la prospettiva di estendere la funzionalità della centrale unica acquisti all'intero ente e un complessivo ridisegno della rete delle sedi territoriali. All'attuazione del piano, ultimo miglio del percorso di incorporazione di Inpdap e Enpals avviato nel 2012, si collega la partita delle eventuali dismissioni immobiliari, un patrimonio da 3,2 miliardi. Sui bilancio la parola, come detto, è al Civ. Ma il futuro commissario saprà che la programmazione contabile e di bilancio del nuovo Inps potrà contare su una nuova certezza, garantita con la legge di Stabilità: le vecchie anticipazioni alla Ctps dell'Inpdap (25,2 miliardi) non dovranno essere più restituite al Tesoro. Altro dossier è sulle partecipazioni. Non solo quella di Bankitalia (con la valorizzazione del capitale di via Nazionale a 7,5 miliardi, la partecipazione Inps del 5% sale a 375 milioni) che verrà presa in esame nel lungo periodo. Ci sono anche le quote della sgr Idea Fimit e le piccolissime quote di Banca Intesa, tutte possibili dismissioni. Altro impegno importante per il commissario è la Relazione annuale, sempre presentata, negli ultimi 5 anni, in tarda primavera.
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