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Questo articolo è stato pubblicato il 12 febbraio 2014 alle ore 06:41.

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ROMA
All'Inps è in arrivo un commissario straordinario pro tempore: salvo l'incognita della crisi di governo, oggi è prevista la nomina di Vittorio Conti, per una durata di sei mesi, in attesa di completare la riforma della governance.
Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ieri ha voluto condividere la decisione con i rappresentanti delle parti sociali, considerando quello di Conti un profilo di garanzia, che non presenta incompatibilità, in linea con il Ddl anti conflitto di interessi per i manager degli enti pubblici. Il decreto interministeriale Lavoro-Economia, è atteso per oggi, salvo imprevisti dell'ultima ora.
Ha una solida esperienza di manager bancario Conti (71 anni), bergamasco, laureato in economia alla Cattolica, si è specializzato a Oxford con una borsa di studio Stringher, e dal 1971 al 1976 ha fatto parte del servizio studi della Banca d'Italia, per approdare poi all'ufficio studi della Comit guidato da un giovane bocconiano, Mario Monti. In parallelo all'attività bancaria, dal 1976 al 1995 Conti è stato docente di macroeconomia e microeconomia alla Cattolica. Alla Commerciale è stato responsabile degli studi economici, della pianificazione strategica e del controllo di Gestione fino a ricoprire l'incarico di chief risk officer nel gruppo Intesa, con Corrado Passera ad. Nel 2006 il Governo Prodi lo ha nominato commissario alla Consob (il ministro del Tesoro era Tommaso Padoa Schioppa) è stato presidente vicario di Lamberto Cardia, svolgendo le funzioni di presidente per alcuni mesi prima della designazione di Giuseppe Vegas. Conti ha anche ricoperto alcuni importanti incarichi all'Esma, l'Autorità Ue di vigilanza sui mercati.
Quanto alla nuova governance, Giovannini ha spiegato che all'Inps intende ripristinare un sistema "duale" corretto, con un consiglio di amministrazione snello e maggiori poteri di controllo per il Civ. Appare comunque difficile che nei sei mesi di durata del commissariamento si riesca a completare la riforma della governance. Decaduto il commissario verrà nominato il presidente.
Un nuovo modello organizzativo è previsto dall'avviso comune del 26 giugno 2012 di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil che affida al presidente la rappresentanza legale dell'ente e al direttore generale il coordinamento e la supervisione della struttura. Al Consiglio di strategia e vigilanza, un Consiglio di indirizzo e vigilanza dotato di maggiori poteri, composto da esperti indicati dalle parti sociali, viene affidata l'approvazione dei regolamenti degli enti, dei piani industriali. Il Consiglio dovrà approvare in modo vincolante il bilancio, esprimere parere sulla nomina del presidente e proporne, attraverso sfiducia motivata, la revoca o l'azione sociale di responsabilità.
L'avviso comune ha ispirato il Ddl presentato da Cesare Damiano (Pd) in commissione bicamerale sugli enti previdenziali a marzo del 2013. Anche l'ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero, aveva presentato nel luglio del 2012 un testo con il ritorno di un Cda in versione "light", bilanciato da un rafforzamento del potere di controllo del ministero vigilante.
I sindacati sospendono il giudizio: «A fianco della nomina va aperta una discussione sulla governance – sostiene la leader della Cgil, Susanna Camusso –. Altrimenti si rischia, come tanti commissariamenti italiani di avere un commissariamento lungo nel tempo, poco provvisorio». Camusso è scettica sull'impostazione tracciata dal ministro Giovannini: «Siamo preoccupati - ha aggiunto - che invece di definire la nuova governance dell'Inps si torni ad una logica di Cda e a forme di occupazioni di enti per noi importanti. Vedremo se ci saranno proposte, ma in queste ore non mi sembra probabile». Per la leader della Cgil occorre mantenere una modalità di governance istituzionale con presidente e direttore, bilanciata da organismi di controllo delle parti sociali. «La cosa più importante per la Cisl - spiega il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni – è la riforma della governance che restituisca a imprese e lavoratori effettivi poteri di indirizzo e controllo. Come avviene in tutti i Paesi europei». Per Domenico Proietti (Uil) «è decisivo varare subito la riforma della governance dando poteri reali ai Civ, in primis il potere di approvare il bilancio».
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IL NUOVO VERTICE
Il curriculum
Il futuro commissario straordinario Inps Vittorio Conti (foto) è nato a Lovere (Bergamo), nel 1942. Laureato in economia e commercio all'Università cattolica del Sacro Cuore, dal '71 al '76 ha lavorato nel servizio studi di Banca d'Italia. Nel 2000 è nominato direttore centrale responsabile della Direzione Risk Management del Gruppo Intesa. È stato sette anni commissario Consob (2006-2013)

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