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Questo articolo è stato pubblicato il 01 giugno 2014 alle ore 08:11.

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ROMA
Il governo stringe i tempi sul pacchetto competitività. Il decreto legge dovrebbe arrivare al consiglio dei ministri già venerdì 13 giugno, in anticipo rispetto all'ipotesi del 20, e oltre al già preannunciato taglio della bolletta elettrica per le Pmi è destinato a rappresentare il cuore di una strategia ad ampio raggio per la finanza d'impresa: nel menù i finanziamenti diretti da parte di assicurazioni e credit funds, incentivi per le piccole e medie imprese che si quotano in Borsa, rafforzamento dell'Ace, detassazione degli investimenti in beni strumentali, norme per spingere le cartolarizzazioni in linea con le imminenti mosse della Bce.
Il decreto legge sarà parte di un'operazione articolata, composta anche di regolamenti e decreti ministeriali. Un disegno complessivo che – come spiega Fabrizio Pagani, capo della segreteria tecnica del ministero dell'Economia – intende essere coerente con le azioni preannunciate dall'Eurotower per canalizzare a beneficio delle imprese il risparmio – dalle assicurazioni ai fondi pensione – disponibile sul mercato in misura sempre più crescente. «Occorre fare un salto culturale: l'obiettivo è invertire una tendenza che vede il risparmio finanziare solo in minima parte il corporate Italia, privilegiando invece strumenti stranieri o canali più tradizionali come i titoli di Stato».
Ecco quindi un pacchetto di interventi con cui si vorrebbe cambiare direzione. Nel decreto, sul modello francese, ci sarà una norma per il «direct lending», per consentire sotto determinate condizioni i finanziamenti diretti alle imprese da parte di assicurazioni e fondi. Mentre ulteriori interventi per rimuovere o ridimensionare vincoli, sempre in un ambito prudenziale, dovrebbero essere adottati dall'Ivass. Al di là del decreto, poi, ci sono lavori in corso anche con Cassa depositi e prestiti e Fondo italiano di investimento per creare un nuovo fondo in cui convogliare gli investimenti di fondi pensione e casse previdenziali.
Non si guarda però solo al fiorente risparmio che è a caccia di investimenti. Ministero dell'Economia e dello Sviluppo economico intendono utilizzare anche altre leve per alleggerire la dipendenza delle nostre imprese dal credito bancario per il quale, tra l'altro, si attendono le nuove misure annunciate venerdì da Banca d'Italia. Significativo il pacchetto che si sta predisponendo per agevolare la quotazione delle imprese. Insieme alla Consob si lavora per introdurre, anche in Italia, l'azione a voto multiplo, uno strumento che incentiverebbe alla quotazione tanti imprenditori che vogliono mantenere il controllo della società. Dal punto di vista fiscale, si punta su un credito d'imposta per le spese relative alla quotazione (fino a 1 milione) e sulla super-Ace per le società che si quotano tramite aumento di capitale. Sempre per restare all'Ace, l'aiuto alla capitalizzazione di impresa varato dal governo Monti, si intende sostenere il settore manifatturiero facendo rilevare il beneficio anche ai fini Irap: anche in questo caso, in linea con le indicazioni fornite dal governatore di Banca d'Italia, il piano è convogliare al massimo risorse sulla patrimonializzazione aziendale.

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