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24+, informazione «scelta» per sfuggire all’algoritmo (e alla boccia del pesce rosso)

La sfida del nuovo spazio di informazione premium del Sole 24 Ore. Tra finibilità, fiducia e l’importanza di sentirsi parte di una «comunità»

di Roberto Bernabò

Parte 24+, la nuova sezione premium del Sole 24 Ore

3' di lettura

«I libri si moltiplicano senza fine ma il molto studio affatica il corpo». Siamo tra il IV e il III secolo avanti Cristo e nelle meditazioni dell’Ecclesiaste c’è già traccia di quello che, con un salto nel tempo fino al 1964, il sociologo Bertram Gross chiamerà information overload: troppe informazioni a disposizione dell’uomo per la sua reale capacità di elaborarle e trarne indicazioni utili per agire. Un concetto che nel 1255 il frate domenicano Vincenzo di Beauvais articola su tre punti chiave: «Moltitudine di libri, brevità della vita e scivolosità della memoria». E pensare che siamo ancora nell’era pre-Gutenberg che farà del sovraccarico di informazioni un problema non più solo di una ristrettissima élite ma di una società molto più ampia.

Nell’epoca dell’overload
La tecnologia, la rete, l’accesso facile alla produzione e al consumo di news hanno fatto il resto nell’ultimo decennio, ben dopo l’intuizione di Gross. Oggi l’overload è davvero di massa se in 60 secondi ci sono quasi 4 milioni di ricerche su Google, 1 milione di login su Facebook, 4,5 milioni di video visti su Youtube. E via così in una saturazione del tempo senza fine. Per chi fa informazione conquistare l’attenzione dei lettori, rispondere ai bisogni di conoscenza reali è oggi la sfida autentica. Il Sole 24 Ore prova a rispondere con un prodotto premium, only digital, finito, profondo, contemporaneo che il lettore trova online partendo dal sito del giornale. La mission di 24+ è chiara: offrire una selezione di una ventina di articoli al giorno, costruiti innanzitutto per un consumo da smartphone, che vogliono essere una bussola nella complessità in cui siamo immersi.

La sindrome del «pesce rosso»
Perché l’overload blocca la capacità di separare ciò che conta da ciò che non è importante. Con un effetto documentato: una sorta di paralisi delle decisioni e delle azioni perché abbiamo una quantità enorme di informazioni da «processare». E il diluvio di email, messaggi e scroll sui nostri device ci ha fatto sì diventare più multitasking – grazie alla innata capacità di adattamento - ma ci ha trasformato anche in pesci rossi. Perché la soglia di attenzione che ormai abbiamo, secondo un’indagine di Microsoft di qualche anno fa dalla sostanziale solidità, sarebbe inferiore a quella del pesciolino nella boccia: 9 secondi del pesce contro i nostri 8.

Scegliere per decidere
Insomma, dentro una boccia quanto ad attenzione, dentro una bolla quanto a informazioni che riceviamo, con gli algoritmi che fanno il lavoro di selezione per noi, stabilendo cosa ci interessa o deve interessarci. Ma il pesce rosso che è in noi ha un po’ di coscienza in più, come la Cleo di Geppetto. Così prova a sfuggire sia alla boccia che alla bolla. Cercando un’informazione di qualità, certificata, che aiuti nella comprensione del reale. Che sia orizzontale e non paternalistica. Che dia gli strumenti per decifrare una realtà che corre veloce come non mai. E dunque scegliere e decidere.

Il primo quotidiano per fiducia
In questa direzione Il Sole 24 Ore è oggi sempre di più un compagno di viaggio. Ha certificato la sua informazione seguendo le indicazioni internazionali del Trust Project (regole sui processi di verifica, identificazione chiara della tipologia dei contenuti, trasparenza delle correzioni), le ha viste confermare da Newsguard, altro certificatore terzo e dalle ricerche annuali del Reuters Institute di Oxford che indicano Il Sole come il primo quotidiano quanto a fiducia degli italiani. E poi costruendo nuovi prodotti ed esperienze di consumo dell’informazione. Dal sito adaptive nel giugno scorso al lancio dei verticali Food e Real Estate che partiranno a cavallo del prossimo weekend (tutti estremamente focalizzati) e soprattutto a 24+, da lunedì 18 novembre on line.

L’importanza della selezione
Un prodotto che attraverso il prisma dell’economia prova ad accompagnare lungo i temi della politica economica, della finanza, delle imprese e non solo. Finito per quantità proprio perché è di selezione che abbiamo bisogno e perché è complementare al quotidiano e alla replica digitale. Un’esperienza anche visuale che nel mobile esalta i contenuti, tecnologicamente evoluti, con diverse possibilità di fruizione: dalle notifiche alla lettura in assenza di rete, dai podcast alle audioversioni, dal motion grafic ai data base visuali.

Soprattutto una comunità
Ma 24+ è anche e soprattutto una comunità. Fuori dagli algoritmi, dalla bolla e dalla boccia, sarà piattaforma di confronto, che avrà come bussola i bisogni di informazione di chi cerca conoscenza. Attraverso l’ascolto, il dialogo e la messa a disposizione delle competenze, perlopiù uniche, dei giornalisti del Sole 24 Ore e di tutto il Gruppo.

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