ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl 77esimo anniversario della Liberazione

25 aprile, Italia in piazza. Mattarella: con invasione Ucraina ho pensato a «Bella ciao». Pd contestato a Milano

A Milano la tradizionale manifestazione nazionale dell’Anpi. Il presidente Gianfranco Pagliarulo - tacciato di posizioni filo-russe e critico sull’invio di armi a Kiev - ha ribadito la «condanna senza se e senza ma dell’invasione da parte dell’esercito di Putin ed il riconoscimento della legittima resistenza ucraina». A Roma, però, le associazioni partigiane che non aderiscono all’Anpi hanno promosso una propria iniziativa alternativa con lo slogan: “Celebrare la Liberazione è schierarsi con la resistenza di Kiev”

25 aprile, Pagliarulo (Pres. Anpi): "Inopportune bandiere Nato alla manifestazione"

7' di lettura

L’Italia torna in piazza per il 77/o anniversario della Liberazione dal nazifascismo, dopo due anni di celebrazioni condizionate dal Covid. Massicce presenze in tante città, ma c’è l’ombra della guerra in Ucraina a dividere gli animi.

A Milano la tradizionale manifestazione nazionale dell’Anpi (l’Associazione nazionale partigiani d’Italia) dove il presidente Gianfranco Pagliarulo - tacciato di posizioni filo-russe e critico sull’invio di armi a Kiev - ha ribadito la «condanna senza se e senza ma dell’invasione da parte dell’esercito di Putin ed il riconoscimento della legittima resistenza ucraina». Contestazioni alla Brigata ebraica si sono verificate tra Porta Venezia e via San Damiano. «Fuori l’Italia dalla Nato» hanno urlato a più riprese ai lati del corteo tra la folla e poi all’incrocio con la Circonvallazione. Sempre lo stesso gruppo ha contestato anche il Pd definito «partito guerrafondaio» favorevole alle spese militari. «Niente soldi alle armi - hanno urlato i manifestanti - niente tagli a scuola e sanità».

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A Roma le associazioni partigiane che non aderiscono all’Anpi hanno organizzato una propria iniziativa alternativa con lo slogan: «Celebrare la Liberazione è schierarsi con la resistenza di Kiev».

Mattarella, Resistenza è chi si oppone a invasione straniera

Intervenendo alla celebrazione della Liberazione ad Acerra (Napoli), il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato che «la decisione della popolazione di Napoli, della Campania e di tante altre città del Sud, di insorgere contro l’ex alleato, trasformatosi in barbaro occupante, fu una reazione coraggiosa e umana, contro la negazione stessa dei principi dell’umanità. E oggi c’è tra gli storici concordia nell’assegnare il titolo di resistente a tutti coloro che, con le armi o senza, mettendo in gioco la propria vita, si oppongono a una invasione straniera, frutto dell’arbitrio e contraria al diritto, oltre che al senso stesso della dignità».

«Con invasione Ucraina ho pensato a “Bella ciao”»

«Nelle prime ore del 24 febbraio - ha aggiunto il Capo dello Stato - siamo stati tutti raggiunti dalla notizia che le Forze armate russe avevano invaso l’Ucraina, entrando nel suo territorio. Come tutti, quel giorno, ho avvertito un pesante senso di allarme, di tristezza, di indignazione. A questi sentimenti si è subito affiancato il pensiero agli ucraini svegliati dalle bombe. E, pensando a loro, mi sono venute in mente queste parole: “Questa mattina mi sono svegliato e ho trovato l’invasor”. Sappiamo tutti da dove sono tratte queste parole. Sono le prime di Bella ciao”».

«Ad alleati incancellabile riconoscenza»

«Non può essere, ovviamente, mai dimenticato il ruolo decisivo dei soldati alleati, venuti da ogni parte del mondo, liberando l’Italia dal giogo del nazifascismo - ha affermato Mattarella -. Migliaia di loro hanno perso la vita e sono sepolti nei nostri territori. Esprimiamo a loro, a distanza di tanti anni, la nostra incancellabile riconoscenza. Erano soldati della coalizione contro il male assoluto, di cui l’Italia sotto la dittatura era stata tragicamente parte».

«Fermare guerra subito, con determinazione»

«Questo tornare indietro della storia - ha continuato il presidente della Repubblica - rappresenta un pericolo non soltanto per l’Ucraina ma per tutti gli europei. Avvertiamo l’esigenza di fermare subito, con determinazione, questa deriva di guerra prima che possa ulteriormente disarticolare la convivenza internazionale, prima che possa tragicamente estendersi. Questo è il percorso per la pace, per ripristinarla; perché possa tornare ad essere il cardine della vita d’Europa. Per questo diciamo convintamente: viva la libertà, ovunque. Particolarmente ove sia minacciata o conculcata».

In mattinata il Capo dello Stato, accompagnato dai rappresentanti delle istituzioni civili, militari e religiose, ha reso omaggio all’Altare della Patria, con la deposizione di una corona d’alloro al Milite Ignoto. Alla cerimonia hanno partecipato la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, il vice-presidente della Camera, Ettore Rosato, il presidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato. Presenti anche il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri e il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Vescovo Acerra deluso, poco su Terra dei Fuochi

Non nasconde la sua delusione il vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna: a suo dire la cerimonia, alla presenza del Presidente Mattarella, per celebrare la Liberazione non si è soffermata abbastanza sulle tematiche ambientali sempre attuali ad Acerra, già cuore della cosiddetta Terra dei Fuochi. «Sono contento per la visita di Mattarella. Ma oggi - ha detto il vescovo - la Resistenza qui è contro l’inquinamento ambientale che produce i suoi martiri. E forse mi sarei aspettato di più anche dal Presidente. Voglio molto bene a Mattarella, ma mi aspettavo un maggiore riferimento alla lotta contro l’inquinamento».

Draghi, valori Resistenza vivi, forti, attuali

In occasione del 25 aprile il presidente del Consiglio Mario Draghi ha ricordato che «il 25 aprile è il giorno della gratitudine verso chi ha lottato per la pace e per la libertà dell’Italia dalla dittatura del nazifascismo. La generosità, il coraggio, il patriottismo dei partigiani e di tutta la Resistenza sono valori vivi, forti, attuali. Oggi celebriamo la memoria della lotta e degli ideali della Resistenza su cui la nostra pace è stata costruita. A tutti gli italiani - ha concluso -, buona festa della Liberazione».

A Milano un corteo si snoda da Porta Venezia a piazza Duomo

Bandiere Usa e della Nato sono comparse, a Milano, nello spezzone di testa del corteo per il 25 aprile che celebra il 77mo anniversario della Liberazione. I vessilli sono stati issati da alcuni gruppi e associazioni di orientamento atlantista che si sono posizionate a fianco della Brigata ebraica, che però espone solo bandiere israeliane e della Brigata medesima. A fianco a loro, anche la comunità ucraina con le sue bandiere e uno striscione con la scritta “Il putinismo non passa”. “Oggi come ieri dalla parte giusta”, appare su uno striscione con il simbolo Nato esposto da un’altra associazione. Di tutt’altro tenore gli striscioni in fondo al corteo: “Dallo Yemen alla Palestina sionisti terroristi e Nato assassina”, “Fuori la Nato dall’Italia, fuori la Nato dall’Ucraina” sono alcuni dei cartelli portati da antagonisti e partiti di sinistra. Partito alle 14 da Porta Venezia, il corteo raggiungerà piazza Duomo. Presenti tra gli altri il sindaco Giuseppe Sala, il segretario della Cgil Maurizio Landini e la Brigata Ebraica, che in polemica con l’Anpi aveva proposto di sfilare con le bandiere della Nato. Dal palco parleranno anche due donne ucraine: Tetyana Bandelyuk, che vive da tempo in Italia, e Iryna Yarmolenko, profuga e consigliere comunale di Bucha, città divenuta simbolo delle uccisioni di civili. All’iniziativa ha partecipato anche il segretario del Pd, Enrico Letta. Interpellato sulla contestazione dei Carc per la presenza dei Dem alla manifestazione, Letta ha chiarito che «questa è casa nostra, la Costituzione è casa nostra, l’antifascismo è casa nostra. E anche la solidarietà al popolo ucraino è casa nostra».

Striscioni anti-Usa a Roma. Anpi: inopportuni

Sulle note di “Bella Ciao” è partito in mattinata da Largo Bompiani il corteo dell’Anpi a Roma, che si concluso a Porta San Paolo, luogo simbolo della Resistenza. Circa 700 persone hanno sfilato, in testa lo striscione “I Partigiani”. «Vogliamo mantenere il senso di festa e commozione per i caduti della Resistenza», ha sottolineato il presidente Roma e Lazio, Fabrizio de Sanctis, che riguardo alle polemiche sull’Ucraina ha aggiunto: «Abbiamo sempre condannata l’occupazione di uno Stato sovrano. Il tema centrale però è la pace. Noi siamo contro l’invio delle armi e contro il riarmo dell’Europa». Tante le bandiere della pace, tra i tanti striscioni uno della Cgil: «Noi con i fascisti abbiamo finito di parlare il 25 aprile 1945». «Basta guerre. Contro Putin e contro la Nato»: questo striscione di Rifondazione comunista, insieme ad un altro in cui è rappresenta la morte con la falce ed un mantello con la bandiera americana, è presente alla manifestazione. «Non condivido queste bandiere, sono inopportune, ce ne occuperemo. Siamo grati agli Alleati ed alle migliaia di giovani statunitensi morti per la Liberazione dell’Italia», ha detto De Sanctis. Altre associazioni di partigiani Fiap, Anpc, Fivl, Aned, Anfim e di Ucraini in Italia, con l’adesione di +Europa e Azione, hanno invece indetto una manifestazione in Piazza di Torre Argentina per celebrare “la resistenza di allora e quella ucraina di oggi”. Presente anche la presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello. In mattinata, come da tradizione, i vertici della Comunità si sono recati in visita a Via Tasso. Doppio evento del Partito Radicale: alle 11 manifestazione “Grazie Usa per averci liberato dal fascismo. Libertà per l’Ucraina e per il popolo russo” vicino l’Ambasciata Usa in Italia, in Piazza Barberini. Alle 16 “Una Repubblica fondata...sul codice penale fascista” in piazza dei Santi Apostoli per il superamento del Codice Rocco. Mentre sempre in mattinata i Radicali Italiani hanno organizzato presso la sede di via Angelo Bargoni il convegno “Un 25 aprile anche per l’Ucraina”. A Genova i 71 componenti del Coro nazionale popolare ucraino “G. Veryovka”, arrivato in Italia a bordo di due autobus da Varsavia, si esibirà in un concerto al Teatro Lirico Carlo Felice.

Corteo Cagliari si spacca su invio armi a Ucraina

Un 25 aprile di lotta per la pace: solo una bandiera ucraina sulla spalle di un manifestante che ha fatto scoppiare qualche polemica, ma tanti vessilli arcobaleno e striscioni e volantini contro la guerra. Circa 2500 persone al corteo per la Liberazione a Cagliari, ma una parte dei manifestanti è rimasta in coda staccandosi dal resto del gruppo per manifestare il dissenso contro l’invio di armi in Ucraina da parte dell’Italia. Emblematico lo striscione “Fuori l’Italia dalla guerra imperialista” con anche una palese contestazione alla Nato.

Letta: tutti insieme contro violenza. Conte: nessuno deve sottrarsi a esercizio memoria

La politica celebra il 25 aprile. «Buon 25 aprile. Buona Festa della Liberazione. Tutti insieme contro il sopruso e la violenza. Oggi, come ieri», ha scritto su Twitter il segretario del Pd, Enrico Letta. «Oggi è la festa della Liberazione, oggi è la festa della libertà, oggi è la festa dell’Italia. Buon 25 aprile a tutte e tutti», è l’augurio del leader di Iv Matteo Renzi, ancora con un post su Twitter. «La Liberazione non è solo la pagina fondante della nostra Storia repubblicana, ma soprattutto un esercizio di memoria quotidiano al quale nessuno deve sottrarsi, perché non può creare divisioni. È un sentiero che segna ancora oggi la via della democrazia», ha scritto su Facebook il presidente del M5s, Giuseppe Conte . «Come si fa a celebrare la resistenza negando il diritto di resistere. La parola resistenza è il contrario della parola resa. La Resistenza non è stata soltanto dell’Anpi, ma è stata anche quella delle associazioni cattoliche, azioniste, repubblicane. Questo dobbiamo ricordarcelo». Così il leader di Azione, Carlo Calenda, mentre Renato Brunetta (FI), ministro per la Pubblica amministrazione, ha posto l’accento sul fatto che «l'anniversario della Liberazione, mai come quest'anno, acquista un valore ancora più profondo e universale, nel segno dell’unità nazionale in difesa della democrazia». Bufera su Petrocelli, dopo che il presidente della commissione Esteri del Senato ha postato su Twitter auguri per la Liberazione utilizzando la Z maiuscola simbolo dell’invasione russa: Conte lo espelle da M5s.

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