festa della liberazione

25 aprile, Mattarella e Gentiloni all’Altare della Patria. Cortei divisi nella Capitale

di Nicola Barone

25 Aprile a Milano, un fiore per ogni partigiano

3' di lettura

Si celebra la Liberazione in tutta Italia, ma non senza polemiche. A Roma sfilano due distinti cortei, uno dell'Anpi e l'altro della Brigata ebraica contraria alla presenza delle organizzazioni palestinesi. Di primo mattino il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha reso omaggio al Milite Ignoto all'Altare della Patria accompagnato dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il ministro della Difesa Roberta Pinotti. Poi il Capo dello Stato è arrivato a Carpi dove ha deposto una corona al Monumento dei Caduti in Piazza dei Martiri e alla Stele che reca i nomi di sessanta campi di concentramento e di sterminio nazista al Museo Monumento al Deportato presso Palazzo dei Pio.

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Mattarella: ricordiamo Resistenza senza odio né rancore
«Oggi senza odio né rancore, ma con partecipazione viva e convinta ricordiamo» la Resistenza, invita il presidente della Repubblica intervenendo al Teatro Comunale di Carpi. «In tante famiglie italiane c'è una storia, grande o piccola, di eroismo. Perché lo facevano? Coraggio, ideologia, principi morali, senso del dovere, disillusione, pietas umana, senso comune... Tante e diverse furono le storie, tante e diverse le motivazioni. L'insieme di tutte queste fu la Resistenza».
Senza di essa «non vi sarebbe l'Italia libera e democratica, non avremmo conosciuto una stagione così duratura e feconda di sviluppo civile, di promozione dei diritti, di pace». Mattarella cita Primo Levi. «Se il nazionalsocialismo avesse prevalso l'intera Europa, e forse il mondo, sarebbero stati coinvolti in un unico sistema in cui l'odio, l'intolleranza avrebbero dominato incontrastati». I partigiani, i militari, le donne, gli operai, gli intellettuali: il presidente della Repubblica rievoca i tanti eroi della
Resistenza. E spinge a guardare, oggi, oltre gli steccati. «Vi furono uomini liberi che sbarcarono nell'Italia occupata e versarono il loro sangue anche per la nostra libertà. A questi caduti rivolgiamo un pensiero riconoscente. Il loro sangue è quello dei nostri fratelli. Tra questi non possiamo dimenticare i 5000 volontari della Brigata Ebraica, italiani e non, giunti dalla Palestina per combattere con il loro vessillo in Toscana e in Emilia Romagna».

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A Milano una festa per unità e Costituzione
Europa, Pace e Costituzione sono i i temi del corteo nazionale di Milano per il 25 aprile e per il 70/mo della Costituzione Italiana. Ad aprire la manifestazione, cui partecipa il presidente del Senato Pietro Grasso, i gonfaloni di Milano e della Città Metropolitana con il sindaco Giuseppe Sala, seguiti dai medaglieri delle associazioni partigiane e del Comitato permanente antifascista, che a Milano raggruppa tutte le associazioni legate alla Resistenza. Presenti i sindacati con il segretario della Cgil Susanna Camusso e della Uil Carmelo Barbagallo, la Brigata Ebraica (“protetta” dai City Angels), e seguita dallo spezzone di «Noi patrioti d'Europa» composto dai militanti del Pd, e non solo, con magliette, cappellini e bandiere blu dedicate all'Ue. Con loro anche una delegazione di En Marche, il movimento di Emmanuel Macron. Numerosi i rappresentanti di Mdp, da Pierluigi Bersani a Massimo D'Alema, da Roberto Speranza a Enrico Rossi, che sfilano assieme a Giuliano Pisapia. Numerosi gli altri politici presenti, dal ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, a Stefano Parisi, mentre a chiudere il corteo, molto partecipato, ci sono i rappresentanti del movimento Bds (Boicottaggio, disinvestimento, sanzioni), che contesta Israele. Il movimento è stato collocato in coda come chiesto dall'Anpi.

Capitale “divisa”, due i cortei
Ancora una volta Anpi e Comunità ebraica si ritrovano però divisi in città per celebrare la Liberazione dal nazifascismo. Tra rivendicazioni e reciproche accuse. La Comunità ebraica ha puntato il dito sulla presenza dei movimenti pro Palestina al corteo Anpi, mentre l'associazione partigiani sottolineava di «avere fatto di tutto per includere e ricucire il fronte antifascista». Campidoglio e Regione Lazio presenziano ad ambedue le manifestazioni mentre il Pd andrà a quella della Brigata Ebraica dopo che il commissario cittadino Matteo Orfini ha tacciato l'Anpi di essere «divisiva». In programma anche altre manifestazioni in tutta la città - da Porta San Paolo alle Fosse Ardeatine, dall'Altare della Patria a via Balbo - e con le istituzioni locali impegnate su tutte (o quasi) le cerimonie in programma. Il corteo dell'Anpi è partito alle 9 per raggiungere Porta San Paolo, dopo avere attraversato la Garbatella con un nuovo itinerario rispetto agli scorsi anni. Parola d'ordine «con i partigiani per l'applicazione della Costituzione nata dalla Resistenza». La comunità ebraica di Roma invece si è ritrovata in via Balbo 33, davanti a quella che fu la sede della Brigata Ebraica, per una manifestazione autonoma.

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