75° della liberazione

25 Aprile, Mattarella: «In Italia la riserva etica della Resistenza. Liberazione simbolo di ripartenza»

Il 75° anniversario della Liberazione diventa simbolo di ripartenza all’insegna dell’unità del Paese

25 aprile: il capo dello Stato all’Altare della Patria

3' di lettura

Niente cortei a causa del lockdown e polemiche quasi a zero nel giorno del 75/o anniversario della Liberazione che diventa, nel messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, simbolo di ripartenza all'insegna dell'unità del Paese.

Il presidente da solo all’altare della Patria
Un omaggio in forma quasi privata in ricordo dei caduti per celebrare il 25 aprile. A sorpresa questa mattina il presidente della Repubblica ha visitato l'altare della Patria. Da solo e con la mascherina Sergio Mattarella ha salito la scalinata ed ha reso onore al milite ignoto. In cima ha trovato due corazzieri, anch'essi con la mascherina, che hanno portato una corona al sacello del milite ignoto. Un trombettiere dei carabinieri ha suonato il silenzio.

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La riserva etica della Resistenza
La Resistenza e la fine della “follia” nazifascista rappresentano una «riserva etica, di straordinario valore civile e istituzionale - afferma il presidente - che oggi, ancora una volta, deve fornire al Paese quella potente energia comune per affrontare insieme la fase di rilancio».

Il 25 aprile della Scala: i musicisti Anpi suonano Bella Ciao

Bella Ciao collettiva dalle finestre
Fiori e corone di alloro saranno deposti in solitaria, in ossequio alle disposizioni del lockdown. Per celebrare l’Anpi propone un Bella Ciao collettivo dalle finestre e via web oggi alle 15.

Il rammarico del ministro della Difesa Guerini: «Un momento di grande festa nazionale che ci mancherà, soprattutto ora che sentiamo fortissimo il bisogno di raccoglierci intorno a quei valori che 75 anni fa portarono alla lotta vittoriosa contro il nazifascismo e alla Liberazione dell’Italia».

Il presidente da solo all'altare della Patria

Il presidente da solo all'altare della Patria

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Le dichiarazioni dei politici (ma non solo)
Il presidente del Parlamento Ue, David Sassoli, ha concluso la sua dichiarazione diffusa ai media con «Oggi come ieri “Ora e sempre resistenza”». Matteo Renzi dichiara di aver riletto per il 25 aprile le lettere dei condannati a morte della Resistenza mentre il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, scrive che in Italia «La libertà ci è arrivata come un regalo
da chi ha combattuto e lottato per conquistarla: da qui l’odierna libertà di pensare, di criticare, di muoversi, di viaggiare, di organizzarsi, di cambiare idea incontrando gli altri».

Il ministro per i Beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, saluta la pubblicazione online di una anteprima del portale “Partigiani d'Italia” www.partigianiditalia.beniculturali.it contenente tante belle foto di orgogliosi ragazzi partigiani. Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, invita tutti ad andare sul balcone a cantare bella ciao a squarciagola mentre il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, nel suo post ricorda Calamandrei: «Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione».

Il premier Conte cita versi di De Gregori
«Viva l’Italia. L’Italia liberata L'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura. Viva l’Italia, l’Italia che non ha paura. L’Italia con gli occhi aperti nella notte triste. Viva l’Italia. L'Italia che resiste». Lo scrive sui suoi canali social il premier Giuseppe Conte ricordando la Festa della Liberazione e citando alcuni versi del celebre brano di Francesco De Gregori.

I governatori
Nella giornata odierna ogni primo cittadino o governatore ha rilasciato una dichiarazione. Tra i tanti il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha dichiarato con orgoglio che con il concerto al Carlo Felice organizzato in mattinata a Genova per la festa della Liberazione è stato riaperto il primo teatro in Italia. Nell’occasione è stato ricordato che l’inno nazionale italiano fu composto da due giovani genovesi, Goffredo Mameli e Michele Novaro.

Anche il presidente dell'Anpi di Milano, Roberto Cenati, ha citato il Teatro alla Scala proponendo al termine della pandemia un concerto come quello che l’11 maggio 1946 Arturo Toscanini tenne alla Scala per date il segnale che Milano e l’Italia si erano riprese dalla guerra.

Papa telefona a parroco casa di riposo
«Sono Francesco, il Santo Padre»: con queste parole il Papa si è presentato oggi in una telefonata a don Nicola Caino, parroco di San Giorgio Lucano (Matera), dove si trova una casa di riposo in cui 13 ospiti sono risultati positivi al coronavirus. «Abbiamo parlato una decina di minuti e ho sentito davvero una semplicità e una paternità uniche».

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