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5G, ecco perché la burocrazia rischia di farci perdere miliardi di euro

L’Italia rischia di perdere i miliardi di euro che il 5G può portare per colpa di paure irrazionali e burocrazia. È il bilancio di una serie di studi

di Alessandro Longo


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(Afp)

3' di lettura

Smartphone, chi emette più onde elettromagnetiche? 

L’Italia rischia di perdere i miliardi di euro che il 5G può portare per colpa di paure irrazionali e burocrazia. È il bilancio che emerge da una combinazione di studi ed eventi degli ultimi giorni.

Per approfondire / Il 5G fa male alla salute? Cosa dice (per ora) la letteratura scientifica

Uno dei primi studi a fare un calcolo puntuale è «Roma 5G: veloce, sicura, pulita» a firma di Luiss Business School e Unindustria. Stima 30 miliardi di euro di vantaggi solo per la città di Roma dallo sviluppo del 5G e al tempo stesso lancia l’allarme, per bocca di Paolo Boccardelli, direttore della Luiss Business School che nell’evento di presentazione dello studio, qualche giorno fa, ha denunciato con chiarezza: rischiamo di perdere questo tesoretto per colpa della burocrazia e di paletti dei comuni, che stanno rallentando le installazioni delle antenne.

Si tratta della solita vecchia burocrazia – permessi da parte delle varie amministrazioni coinvolte e che arrivano a quasi un anno, secondo le stime della Luiss – a cui però nell’ultimo periodo se n’è aggiunta una nuova. Quella dettata dalla paura delle emissioni elettromagnetiche: quasi ogni giorno arriva l’annuncio di un sindaco, al solito di piccoli comuni, che firma lo stop all’installazione di antenne. Ad oggi non ci sono prove che il 5G faccia male (nonostante le ricerche). Si legga l’articolo su 24+. Eppure, sono in molti a mettere le barricate.

Sindaci contro il 5G
Sempre più sindaci firmano ordinanze per bloccare le antenne. Solo nelle prime due settimane di febbraio, l’ha fatto il sindaco di Asolo (Treviso), il sindaco di Pescia (Lucca), Palazzolo Acreide (Siracusa).

La politica italiana e il 5G
Eppure c’è stato un momento in cui la politica sembrava essere intenzionata ad andare incontro all’innovazione, su questo fronte, persino ipotizzando un adeguamento dei limiti elettromagnetici italiani a quelli europei. Ora i nostri sono i più bassi, di gran lunga, e anche solo questo fattore penalizza la copertura. Nel 2018 Mirella Liuzzi (M5S), allora solo parlamentare adesso sottosegretario Mise, aveva annunciato in un evento Digital360 «Sull’elettrosmog abbiamo avviato un’indagine conoscitiva con le telco», e che «c’è consenso diffuso tra i parlamentari sull’opportunità di rivedere i limiti attuali». All’epoca il Governo era fresco di risorse giunte dagli operatori per le frequenze 5G e forse sentiva un debito di riconoscenza per il settore. Ma di quest’impegno non si è più parlato.

Cosa rischiamo di perdere per burocrazia e paura irrazionale?
«Il recente pronunciamento della Fda sulla non pericolosità dei cellulari conferma quello che, da anni, è il consensus scientifico sugli effetti sanitari dell’esposizione a campi elettromagnetici: costruito su decine di migliaia di studi sino ad oggi, ci dice che, sotto le condizioni stabilite dalle raccomandazioni internazionali, l’esposizione ai campi generati dalle radiofrequenze non è tale da giustificare preoccupazioni», commenta Marzia Minozzi, responsabile normativa e regolamentare di Asstel, l’associazione degli operatori telefonici.

«La notizia è particolarmente rilevante perché la Fda è il massimo ente federale governativo statunitense di protezione della salute dei cittadini. L’elevato livello di attenzione su questo tema da parte di enti scientifici e di protezione, nazionali e internazionali costituisce la migliore garanzia di tutela della salute, che in Italia è ulteriormente rafforzata dall’applicazione, sin dal 2001, del principio di precauzione, con limiti di esposizione della popolazione sensibilmente inferiori a quelli raccomandati dalle linee guida internazionali», aggiunge.

Per approfondire:
Come si stanno preparando i Paesi europei al 5G
Perché l'Europa deve diffidare della Cina sulla tecnologia 5G
Che cosa cambia con il 5G e perché è una tecnologia cruciale

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