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5pointz: la Corte Suprema rigetta il ricorso, agli street artist 6,7 milioni di $

Rigettato il ricorso presentato dagli imprenditori e proprietari dello storico edificio coperto dai graffiti a Long Island. Confermata la sentenza d’appello che aveva risarcito gli artisti per la distruzione delle opere

di Giuditta Giardini

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Rigettato il ricorso presentato dagli imprenditori e proprietari dello storico edificio coperto dai graffiti a Long Island. Confermata la sentenza d’appello che aveva risarcito gli artisti per la distruzione delle opere


4' di lettura

“A volte il più debole è in realtà Golia. Grande vittoria per la street art” ha tweettato l'avvocato specializzato nel diritto d'autore, Donyale Reavis, alludendo al rigetto da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti del ricorso presentato dagli imprenditori e proprietari dello storico immobile coperto di graffiti, 5Pointz, situato a Long Island City, Queens, New York di lunedì 5 ottobre. Pertanto è confermata la sentenza d'appello che ha liquidato 6,7 milioni di dollari a street artist e graffitari che si erano visti, dall'oggi al domani, le loro opere distrutte.

La vicenda

Nel 2002 gli imprenditori Gerald Wolkoff e David Wolkoff, proprietari dell'immobile e sviluppatori del progetto 5pointz, raggiunsero un accordo con un gruppo di artisti locali consentendo loro di utilizzare un vecchio magazzino come spazio espositivo per graffiti & street art. Il luogo divenne rapidamente una mecca per artisti di strada e amanti dell'arte. Nel maggio del 2013, dopo che i Wolkoff decisero di imbiancare l'edificio, gli artisti citarono in giudizio i due imprenditori di fronte al Tribunale federale appellandosi al Visual Artists Rights Act (VARA), una legge federale sul copyright del 1990, che traspone nel diritto americano quelli che in Europa definiamo i “diritti morali”, come il diritto di paternità dell'opera e di pentimento. Nel 2017, il giudice Frederic J. Block della Corte Distrettuale del Distretto Est di New York emise un verdetto favorevole al gruppo di graffitari e street artist attivi nel complesso industriale di 5pointz, giudizio poi confermato lo scorso febbraio dalla Corte d'Appello del Secondo Circuito, la più alta corte federale dello Stato di New York. Non paghi, gli appellanti G&M Realty L.P, 22-50 Jackson Owners L.P. e LLC, ACD Citiview Building e Gerald Wolkoff, hanno impugnato la sentenza davanti alla Corte Suprema di Washington DC. Il rifiuto della Suprema Corte o, abbreviata, SCOTUS (Supreme Court of the United States), afferma quanto sostenuto dal giudice Block nel 2018 e poi nel 2020, ossia che ai sensi del VARA qualsiasi modifica che possa incidere sulla rappresentazione di un'opera di “statura riconosciuta” è vietata e richiede un preavviso di almeno 90 giorni ai creatori. Pertanto, i Wolkoff dovranno risarcire 150.000 $ a ciascun artista dei 36 murales distrutti, per un totale di 6,7 milioni di dollari.

Il professore Enrico Bonadio, docente di diritto della proprietà intellettuale presso la City, University of London, con una scholarship su street & graffiti art, commenta: “È un risultato positivo, la Corte Suprema ha liquidato il risarcimento più alto della storia per artisti di strada, si tratta di un record anche per la fine art in un VARA case” (così sono definiti i casi presentati sotto l'ombrello della legislazione VARA).

In Italia avremo mai questi risultati?
Il diritto e la giurisprudenza italiana sono lontani da una protezione del genere, ma nel mondo giuridico l'atteggiamento verso questo genere di arte sta cambiando. Il giudice italiano potrà sicuramente garantire una simile tutela del diritto morale d'autore d'integrità ad un caso simile, ma escludo che si arrivi ad un risarcimento del genere. Alcune sentenze favorevoli agli artisti come un caso di decontestualizzazione dell'opera e ricollocazione in museo o galleria (Tribunale di Napoli, 9 maggio 1997) o un caso di modifica dell'opera e decontestualizzazione in sfregio al diritto di integrità (Tribunale di Bologna del 2014) possono essere applicate a casi di street art qualora il pregiudizio all'onore a alla reputazione dell'artista sia provato.

Le Corti americane tutelano le opere muovendo dal “riconoscimento della statura artistica” di quelle, in Italia abbiamo uno standard o una soglia al di là della quale scatta la protezione del diritto d'autore per opere di street art o graffiti?
No, non c'è una soglia prevista dalla lettera della legge o dalle pronunce giurisprudenziali, questo tuttavia non toglie che il giudice possa riconoscere e garantire una protezione a questa tipologia di opere d'arte. Il “recognized stature”, ossia la statura-soglia che permette la tutela nel diritto americano, ha posto non pochi problemi quando fu introdotto con il VARA perché comporta un'eccezione alla legge generale sul diritto d'autore, infatti il copyright non dovrebbe mai interessarsi alla qualità dell'opera. Uno dei principi fondamentali in materia autoriale è quello per cui il giudice non può ergersi ad arbitro estetico, come ha chiarito Oliver Wendell Holmes nel caso Bleinstein (“sarebbe un'impresa molto pericolosa per persone formate solo alla legge costituirsi giudici finali del valore delle illustrazioni pittoriche, al di fuori dei limiti più angusti ed evidenti. Alcune opere di genio mancherebbero sicuramente dell'apprezzamento dovuto. La loro stessa novità le renderebbe ripugnanti fino a quando il pubblico non imparerà il nuovo linguaggio in cui l'autore si è espresso”). Oggi il VARA ha creato un'eccezione per cui il giudice attraverso i suoi CTU deve esprimersi sul valore artistico di un'opera d'arte. Non tutti i periti sono all'altezza di effettuare queste valutazioni, in 5pointz per esempio, la professoressa Erin Thompson, esperta di fine art, chiamata in giudizio, non aveva gli strumenti per apprezzare l'arte di strada che deve essere misurata anche attraverso la popolarità sui social network: condivisioni, like, tweet, share, re-tweet, impressioni, ecc. Fortunatamente il giudice Block l'ha smentita dando peso, nella sua decisione finale, anche ai moderni strumenti di condivisione. In questo senso la legge è al passo con i tempi.

Che protezione ha lo street artist italiano a cui è distrutta l'opera?
Non c'è nulla nella nostra legge sul diritto d'autore che tuteli l'artista contro la distruzione della sua opera. Ad oggi, la norma permette soltanto di opporsi a modificazione e distorsione dell'opera originaria. Questo non toglie che una corte di cassazione o una sezioni unite non possano arrivare ad una decisione diversa coprendo la lacuna e tutelando la posizione dell'artista. Un medesimo risultato potrebbe essere raggiunto anche da un giudice di un tribunale di prima istanza o d'appello che sia sensibilizzato da un bravo avvocato che gli dia gli strumenti per aprire la tutela a street art, ma anche lettering, quella che io chiamo arte calligrafica.

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