Ricchezza finanziaria

800 miliardi in mano solo a un quarto degli italiani

di Lucilla Incorvati

(Agf creative)

3' di lettura

I grandi patrimoni (chi ha ricchezze finanziare sopra i 500 mila euro) nel primo semestre del 2018 hanno fatto un piccolo balzo indietro rispetto a dicembre effetto di mercati incerti e volatili. Comunque parliamo, secondo la rilevazione fatta da Aipb (Associazione italiana private banking), di oltre 800 miliardi di euro. A dicembre 2017 era più alta, arrivando a 806 miliardi. Questo dato si confronta con una ricchezza delle famiglie italiane che a dicembre valeva circa 10.600 miliardi di euro, considerando anche le proprietà immbiliari.

Mattone bene primario. Il background patrimonio culturale che da sempre pone al centro delle scelte familiari la proprietà dell'abitazione, rende unica la composizione della ricchezza degli italiani quando la si osserva nel panorama internazionale.
Negli ultimi anni, la componente immobiliare (50% nel 2017) e quella finanziaria (23%) hanno avuto evoluzioni molto differenti. Il valore delle abitazioni, dopo essere cresciuto in maniera significativa nei 10 anni precedenti alla crisi, tra il 2011 e il 2017 si è ridotto di circa 600 miliardi. Negli stessi anni, la ricchezza finanziaria è cresciuta di circa 800 miliardi. Raggiungendo un valore complessivo di 4.400 miliardi a fine 2017. Nel complesso è stato recuperato integralmente quanto perso nel corso delle due crisi finanziarie (2008/2011) ed è stata compensata la perdita di valore subita nello stesso periodo dalle abitazioni.

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Nel confronto tra i due periodi emergono però forti differenze: negli anni precedenti la crisi l'aumento del valore della ricchezza finanziaria era legato alla capacità delle famiglie di accantonare nuovo risparmio.

Titolo Provvisorio

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La ricchezza finanziaria cresce solo per effetto mercato. Negli ultimi sei anni, invece, l'aumento del 24% del valore delle attività finanziarie è derivato per l'80% dalle performance positive ottenute dagli investimenti già effettuati. Infatti, mentre prima del 2011 le famiglie italiane riuscivano ad effettuare in media ogni anno nuovi investimenti per 120 miliardi, negli anni successivi lo stesso valore è sceso a poco più di 20 miliardi.
Della ricchezza finanziaria totale, circa un quarto appartiene a 630mila famiglie considerate “Private” poiché possiedono patrimoni superiori a 500 mila euro . La stima effettuata sempre da Aipb e Prometeia sulla distribuzione in fasce di patrimonio di questa ricchezza è altrettanto singolare, se letta nel panorama internazionale. Una quota rilevante (35%) si concentra nella fascia intermedia compresa tra 1 e 5 milioni, piuttosto che nelle fasce estreme comprese tra 500 mila e 1 milione o superiore ai 10 milioni. Questo comporta che, sebbene l'Italia non faccia eccezione rispetto al trend strutturale di concentrazione della ricchezza nei segmenti più alti, l'intensità con cui avviene è significativamente inferiore rispetto agli altri Paesi. In altre parole, la ricchezza si concentra anche nel nostro Paese nelle fasce più alte, ma in maniera più lenta e graduale. Negli ultimi cinque anni, anche l'aumento del 20% del valore della ricchezza finanziaria delle famiglie Private è stato sostenuto in maniera prevalente dalla componente legata all'evoluzione dei mercati (+14% l'effetto performance complessivo rispetto al 2011) piuttosto che dal ciclo economico e dalla capacità di risparmiare (+6% l'effetto flusso) . Tra il 2011 e il 2016 si stima infatti che dei 170 miliardi di nuova ricchezza finanziaria, solo il 30% sia direttamente collegabile a nuovo risparmio finanziario mentre il 70% sia dovuto all'effetto positivo dei mercati finanziari. Prima del 2011 le famiglie italiane riuscivano ad effettuare in media ogni anno nuovi investimenti per 120 miliardi, negli anni successivi lo stesso valore è sceso a poco più di 20 miliardi.

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