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Dolce&Gabbana: l'eterno ritorno dell'amata Sicilia

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Domenica 18 Gennaio 2009

di Renata Molho
Quel che di buono la crisi, argomento centrale di ogni incontro, porterà, è il consolidamento delle identità individuali. «Ammesso che uno ce l'abbia» commenta acutamente Stefano Gabbana e una cosa indiscutibile è che il marchio Dolce&Gabbana ce l'ha. Forte e chiara e ribadita con la collezione per il prossimo inverno che si ispira esplicitamente alle radici originarie. A quella Sicilia amata ed elegante che comprende la coppola e il completo scuro con tanto di camicia bianca, cravatta nera sottile e la veste da camera trapuntata di sapore viscontiano. I segni ci sono tutti,la tradizione, quell'aristocrazia intesa come inclinazione dell'anima, quel tocco di eccentricità: le scarpe stringate, il gros grain nero che segna il profilo delle giacche, la lana pesante, il principe di Galles e il velluto liscio o a coste. L'immagine complessiva è in bianco e nero, a ricordare in chiave contemporanea le straordinarie campagne stampa di Ferdinando Scianna, enfatizzata da squarci di rosa, di fucsia, di rosso cardinale che illuminano e conferiscono sollennità a una stagione confortevole, intimista e rispettosa della propria storia.
Ognuno più che mai ha la responsabilità di essere quel che è, così C.P.Company offre un prodotto coerente e onesto, che si riferisce al quotidiano. Parka, giacconi Mille Miglia, lana invecchiata, jersey. Trattamenti tecnologici e pigmenti. Il cappotto grigio, il cardigan con il cappuccio: tutto è comodo definito nella silhouette, con l'aria vissuta ma mai trasandata; pesi e lunghezze si alternano.
Anche da Missoni sovrapposizioni di maglie, grafismi, losanghe, scozzesi: è una questione di volumi e di colori. I pantaloni sono sottili e la parte alta è quasi sempre più importante. Sarà misterioso e sobrio, molto elegante, il prossimo inverno di Costume National Homme. Ogni cosa è familiare ma con un dettaglio in più nella fattura o nel tessuto che ci porta in un territorio borderline: il frac si scioglie e diventa un cappotto, un'eco di lurex illumina il gessato più classico. Giacche corte, anche doppiopetto, gilet. Belli i montgomery e i parka. Le suole rosso vivo delle scarpe interrompono l'andamento scuro della collezione. Raf Simons sorprende ancora per la capacità di giocare con la forma. La sua silhouette si arrotonda sui fianchi e crea un effetto clessidra che finisce con l'addolcire tutto, senza perdere in purezza.
Lo stile da Jil Sander è netto anche se più accondiscendente del solito. Dal blazer con i rever allargati al maglione a coste inglesi, alle giacche a due bottoni, doppiopetto o senza collo, ogni cosa è autonoma come un oggetto di design e funzionale al perfetto insieme. Ed è deliziosa anche Burberry Prorsum, ordinata come un paesaggio di Bill Brandt: molte le camicine bianche, sempre arricchite da un delicato dettaglio, un fiocco, una pieghettatura, belli i cappotti con la martingala presente anche nella mantella. Christopher Bailey ha interpretato una sorta di ritorno all'idea del fumo di Londra, dello stile british come lo si intende classicamente. Il tradizionale scozzese della maison è proposto anche in bianco e nero e diventa macro, unico eccesso della stagione.
La terza collezione di Trussardi 1911 sotto la direzione artistica di Milan Vukmirovic ha riferimenti british con divagazioni vagamente folk. Tessuti spigati, scozzesi e un particolare sguardo alla pelletteria. I dettagli fanno la differenza: termosaldature, decolorazioni strategiche ed effetti tromp l'oeil conferiscono un che di urbano, personale e vissuto. Le cerniere creano effetti sorprendenti da Les Hommes e una giacca nera assomiglia a un'armatura. Tom Notte e Bart Vanderbosch hanno compiuto una ricerca interessante e proposto gorgiere immacolate, intrecci e paillettes su completi dalla silhouette ipercontemporanea.
CONTRASTI
A destra, uno dei coloratissimi completi Dolce&Gabbana,che hanno portato in passerella anche giacche rosa. Qui sopra, un particolare dalla rigorosa sfilata Jil Sander. A fianco, un look Trussardi 1911, la linea che ha esordito a gennaio 2008 e che ha come direttore creativo Milan Vukmirovic

1,2%


La crescita delle esportazioni dell'industria della moda italiana (pelle, pelletteria, calzature, tessile e abbigliamento) nel 2008. Il valore dell'export ha raggiunto i 42,607 miliardi

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