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Torna la macchina a vapore

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Giovedí 11 Dicembre 2008

DI VIVIEN MARX
Per gli ingegneri e i fan del vapore riuniti nella sala, buona parte delle immagini del video di Roger Waller erano familiari: la massa scintillante di una locomotiva nera ansimante su una ferrovia di montagna nel laboratorio di Waller. A provocare un mormorio di sorpresa, però, è stata una breve sequenza alla fine, in cui una piccola utilitaria sfrecciava sulla strada elvetica con un doppio tubo di scappamento dal quale uscivano nubi di candido vapore.
Waller è un moderno pioniere del vapore. Insieme alla squadra della sua Dlm a Schaffhausen, nel nord della Confederazione, ha passato l'ultimo decennio modernizzando le locomotive a vapore. I suoi più recenti motori corrono sulle rotaie in Svizzera e in Austria, muovono i battelli e presto arriveranno sulle strade ferrate in Olanda e in India. Waller è convinto che il vapore ha ancora una lunga strada davanti e, come ha mostrato in quella riunione a York, in Gran Bretagna, nel dicembre 2006, sta portando il motore a vapore di nuovo sulla strada.
Il video mostrava Waller e il suo team guidare l'auto in giro per le strade di Schaffhausen. Il veicolo non ha una caldaia per bruciare il carburante e un bollitore come un tradizionale motore a vapore. Utilizza invece vapore bollente e immagazzinato ad alta pressione in un serbatoio isolato, un "accumulatore di vapore". Quando si schiaccia l'acceleratore, il vapore viene spinto in un motore bicilindrico che fa viaggiare l'auto. Costruita nel 2006, la piccola utilitaria è rimasta a livello di prototipo e ancora oggi non viaggia per più di dieci chilometri. Ma adesso Waller sta mettendo a punto una seconda "termo-automobile" che dovrebbe avere performance decisamente migliori. Senza emissioni al di fuori dell'acqua, questo veicolo sarebbe sostenibile alla stregua di un'auto elettrica e offrire prestazioni simili a costi più contenuti. «E richiede cinque minuti per ricaricarsi, il che è un grosso vantaggio».
Anche se non ha intenzione di far concorrenza ai giganti di Detroit in crisi, Waller vuole dimostrare che il vapore è un'ipotesi praticabile sia dal punto di vista tecnico che economico. E non è una voce isolata: Bmw e Honda stanno studiando il riutilizzo del vapore come modo per riciclare i gas di scarico delle automobili, mentre una società canadese sta sviluppando un sistema di accumulo di vapore simile a quello di Waller che – sostiene – può ridurre i consumi di un'auto fino a un terzo. Il vapore, insomma, sta tornando.
L'idea di Waller è nata da una vacanza. Nel 2004 stava progettando un tour sciistico sulle Alpi svizzere e iniziò a consultare le guide turistiche. Stava cercando uno di quei villaggi svizzeri isolato, senz'auto e senza inquinamento: scoprì che, a parte Zermatt, non esistevano altri luoghi di questo genere. Convinse così un amico giornalista, Andrea Schwandler, a scrivere una guida. Durante il suo lavoro Schwandler scoprì che anche quando le auto tradizionali sono escluse, questi villaggi non sono del tutto libere da auto. I residenti usano piccole utilitarie elettriche, poco popolari, però, perché sono costose, lente da ricaricare e con una batteria poco efficiente, soprattutto nella stagione fredda. Da questo Waller partì chiedendosi se il vapore poteva rappresentare una soluzione.
Le auto a vapore sono una tecnologia davvero vecchia. Dagli anni Venti l'efficienza del motore a combustione interna le aveva spazzate via. Waller partì dal presupposto che se voleva aver successo l'auto a vapore avrebbe dovuto essere semplice da usare e a basso costo. Il che voleva dire fare a meno della cella per il fuoco e la caldaia a bordo. Pensò così all'uso di vapore prodotto da un boiler esterno e immagazzinato in un serbatoio ad alta pressione a bordo della macchina. Era questo l'approccio utilizzato per tutto il XX secolo nelle locomotive "senza fuoco" che portavano merci e materie prime in tutto il mondo. Anche se erano ormai sparite dagli anni 60 Waller decise di riportare in vita il concetto di macchina a vapore senza fuoco. E nel 2006 con la sua squadra iniziò a modificare una piccola macchina elettrica, sostituendo le batterie con un serbatoio isolato per il vapore e mettendo un motore bicilindrico a vapore di un secolo prima al posto del motore elettrico. Una volta riempito il serbatoio di vapore, "funzionò", ricorda Waller. Però l'albero motore non riusciva a gestire lo sforzo e si spezzava durante i test: fu sostituito con uno più solido e il motore fu messo in strada. Con un serbatoio di 100 litri pieno di vapore e acqua calda a 10 atmosfere di pressione, il veicolo viaggiava per 40 chilometri a una velocità di 10,5 km l'ora. Nonostante le prestazioni scarse Waller non ebbe dubbi che poteva funzionare: «Non chiamiamo prototipo la nostra prima termomobile, per noi è una dimostrazione».
Waller ha già avviato lo sviluppo del nuovo modello, etichettato come «auto a carica termica Hot2gO». Questa volta è stata costruita da zero, con un serbatoio in grado di sopportare vapore con una pressione fino a 120 atmosfere e temperature attorno ai 400 gradi, il che garantisce una maggior capacità di produzione di energia e prestazioni decisamente migliori. Ha già dimostrato che il vapore moderno può avere effetti positivi anche sulla ferrovia. Le sue locomotive hanno una resa doppia rispetto a quelle degli anni 30 e possono competere con i moderni motori diesel, arrivando a dimezzare i consumi di carburante per passeggero.
  CONTINUA ...»

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