ILSOLE24ORE.COM > Notizie Norme e Tributi ARCHIVIO

Tutto il valore del design

Pagina: 1 2 di 2 pagina successiva
commenti - |  Condividi su: Facebook Twitter|vota su OKNOtizie|Stampa l'articoloInvia l'articolo|DiminuisciIngrandisci
Giovedí 26 Febbraio 2009

DI SANDRO MANGIATERRA
Chi si ferma è perduto. Le aziende italiane sanno bene che il design è una delle chiavi dell'innovazione e dunque uno strumento formidabile per uscire dalla crisi. A maggiore ragione ne sono consapevoli quegli imprenditori che sul design hanno costruito il tratto caratterizzante del loro brand, ottenendone in cambio il successo sui mercati internazionali. Conclusione: guai a mollare il colpo, a disinvestire.
Basta fare un viaggio lungo la Penisola. Cominciando magari da Marzano (Udine), cuore di un distretto della sedia in fortissima difficoltà. Maurizio Mosca, direttore marketing, racconta l'evoluzione della Calligaris (165 milioni di fatturato), partita anch'essa dalla realizzazione di sedie e di tavoli in legno, e negli ultimi cinque anni al centro di una vera metamorfosi: nuovi prodotti per allargare la gamma, nuovi materiali, e soprattutto nuovo stile, grazie a una potente iniezione di creatività, alle collaborazioni con professionisti esterni e all'allestimento di un centro ricerche interno (dove lavora il 10% dei 300 addetti). Certo, la crisi si fa sentire anche per la Calligaris. «Ma sull'impegno nell'innovazione e nel design non arretreremo di un centimetro. Anzi, daremo un'accelerata al catalogo delle novità».
Stesso atteggiamento se ci si spinge nel Bolognese, per la precisione a Riola di Vergato. Qui ha sede la Piquadro (50 milioni di fatturato), specializzata in borse da viaggio e articoli per il business. «Piuttosto giro per gli uffici a spegnere le luci – ironizza il presidente, Marco Palmieri – ma non ho alcuna intenzione di ridurre gli investimenti riguardanti il design. Se tocchi la ricerca sei rovinato. Al contrario, negli ultimi due mesi abbiamo assunto due giovani creativi. D'altronde – continua Palmieri – per noi il design è strettamente collegato con la qualità e la funzionalità. Studiando i letti degli ospedali, abbiamo persino creato i manici delle borse in gel, in modo che non facciano male alla mano».
Davanti all'emergenza economica non fa una piega nemmeno Adolfo Guzzini. La sua iGuzzini illuminazione di Recanati, provincia di Macerata (200 milioni di ricavi), collabora con architetti e design dalla fondazione, negli anni 60, in una simbiosi costante, culminata nell'elaborazione del concetto di regia luminosa. È sufficiente pensare al proiettore Le Perroquet, creato da Renzo Piano appositamente per la ristrutturazione del Beaubourg di Parigi e in seguito adottato in numerosi ambienti, compreso il Museo egizio di Torino. «Noi lavoriamo gomito a gomito con i professionisti e creiamo prodotti su misura. Chiaro – allarga le braccia Guzzini – che se a causa della crisi si bloccano le grandi realizzazioni, per noi è un duro colpo. Però proviamo a rialzare la posta in gioco. Mai come adesso siamo continuamente con la valigia in mano, per moltiplicare la rete di rapporti e di relazioni».
Già, sembra un paradosso, ma l'occasione è di quelle da non lasciarsi scappare. Roberto Verganti, professore di Gestione dell'innovazione al Politecnico di Milano, autore del libro «Design - driven innovation» (che uscirà a primavera per la Harvard business press e in Italia per la Etas), ne è convinto: «È il momento migliore per investire nel design, perché attraverso di esso le imprese hanno l'opportunità di cambiare completamente i prodotti, ridefinendone il senso. Non è più questione di sfornare oggetti esteticamente belli. Occorre riscoprire il significato autentico del design: etimologicamente designare, cioè connotare, differenziare».
È la linea seguita da sempre dalla Alessi (cento milioni di fatturato). L'azienda di Crusinallo (Verbania) ha reinventato i piccoli casalinghi di uso quotidiano. Grazie al contributo dei maggiori professionisti del mondo, ha battuto il filone dei cosiddetti oggetti transizionali, in grado di suscitare emozioni e persino affetto, senza perdere la praticità d'impiego. «Si parte sempre da un'idea creativa e poetica – spiega il presidente Alberto Alessi –. Poi si studiano i materiali più adatti e si mettono a punto i processi produttivi. In fondo è ciò che succedeva nelle botteghe rinascimentali. Il mio compito è mettere insieme i talenti e farli lavorare al meglio. È così che cambia il mondo dell'industria».
Mai accontentarsi. Nemmeno se si può contare su marchi forti. Il Gruppo Frau (286 milioni di fatturato) ha costituito il Polo del design, istituendo addirittura una scuola interna. Un design applicato orizzontalmente: alla tradizione della Frau poltrone, alla modernità di Cassina, alla libertà inventiva di Cappellini, al rigore asburgico della Gebrüder Thonet Vienna. In questo modo il gruppo è andato oltre l'arredo della casa ed è partito alla conquista di nuovi mercati, come quello degli allestimenti di auto, treni e aerei. «Perché investire sul design – assicura l'amministratore delegato Giuliano Mosconi – significa fare sistema, avere un'ottica fortemente internazionale, imparare a cogliere gli orientamenti dei consumatori».
Non finisce qui. Proprio nel pieno della crisi, il design ha esteso il suo ruolo e la sua importanza fino a sbarcare in terreni inesplorati, balzando al centro dell'attenzione anche di aziende non operanti nel tipico made in Italy. In questa direzione, per esempio, si sta muovendo Autogrill. Il gigante della ristorazione, cinque miliardi di fatturato, una presenza in 43 Paesi, ha lanciato il progetto A-Future. L'obiettivo è ridisegnare gli spazi sia in chiave funzionale (banconi accessibili a portatori di handicap, servizi per bambini, videosorveglianza dei parcheggi) sia a livello strutturale, con enorme attenzione riservata al rispetto dell'ambiente (costruzioni inserite nel verde) e al risparmio energetico (più 30% di energia rinnovabile, meno 30% di emissioni di CO2). Il modello-laboratorio è il punto di ristoro appena inaugurato a Mensa di Ravenna. Ancora più particolare l'autogrill Casilina, a Roma, dove vetrate, spazi, vialetti esterni sono concepiti per valorizzare un luogo di grande rilevanza archeologica. «Una svolta in chiave sociale e culturale – riassume Gianluca Metti, che di A-Future è il responsabile –. Nello stesso tempo, una straordinaria leva di marketing. Siamo convinti che la clientela ci premierà». Forse non lo sai, ma pure questo è design.
  CONTINUA ...»

Pagina: 1 2 di 2 pagina successiva
RISULTATI
0
0 VOTI
Stampa l'articoloInvia l'articolo | DiminuisciIngrandisci Condividi su: Facebook FacebookTwitter Twitter|Vota su OkNotizie OKNOtizie|Altri YahooLinkedInWikio
L'informazione del Sole 24 Ore sul tuo cellulare
Abbonati a
Inserisci qui il tuo numero
   
L'informazione del Sole 24 Ore nella tua e-mail
Inscriviti alla NEWSLETTER
Effettua il login o avvia la registrazione.

 
   
 
 
 

-UltimiSezione-

-
-
22 maggio 2010
21 maggio 2010
21 maggio 2010
20 maggio 2010
20 aprile 2010
 
Gli esperti del ministero rispondono a tutti i dubbi sugli incentivi
La liquidazione: rimborsi e debiti
I redditi da dichiarare
La salute e gli altri sconti
La famiglia e la casa
 
 
Cerca quotazione - Tempo Reale  
- Listino personale
- Portfolio
- Euribor
 
 
Oggi + Inviati + Visti + Votati
 

-Annunci-