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Esdebitazione del fallito



L'esdebitazione del fallito consiste nella liberazione del fallito stesso da tutti i debiti non soddisfatti nel fallimento. Non è automatica, bensì può essere concessa solo in presenza di determinati presupposti (riassumibili nella necessità che il fallito l'abbia meritata) e possono goderne solo i falliti persone fisiche, e quindi non anche le società.
L'esdebitazione opera nei confronti dei creditori concorsuali, e dunque innanzitutto nei confronti dei creditori anteriori al fallimento. Ma non solo: anche nei confronti dei creditori successivi al fallimento che nondimeno abbiano partecipato al concorso (quali i creditori ammessi al passivo per effetto della restituzione di beni o importi oggetto di atti o pagamenti revocati).
Inoltre, l'esdebitazione opera nei confronti dei creditori concorsuali che avrebbero potuto partecipare al concorso e che tuttavia non vi hanno partecipato (o per decisione propria o perché ne sono stati esclusi), anche se solo per l'eccedenza rispetto a quanto tali creditori avrebbero potuto percepire.
Sono escluse dall'esdebitazione pochissime categorie di debiti: gli obblighi di mantenimento e alimentari, le obbligazioni derivanti da rapporti estranei all'esercizio dell'impresa e, infine, i debiti per il risarcimento dei danni da fatto illecito extracontrattuale nonché le sanzioni penali e amministrative di carattere pecuniario che non siano accessorie a debiti estinti. (Niccolò Nisivoccia)

 
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