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Pieter Botha con Nelson Mandela (AP Photo)

1 novembre 2006

Morto Botha, leader dell'apartheid. Mandela: aprì la strada alla pacificazione

di Riccardo Barlaam

L'ex presidente sudafricano Pieter W. Botha, uno degli esponenti di punta del regime dell'apartheid, è morto ieri nel sonno nella sua casa di Wilderness, nel Sud-Ovest del paese. Aveva novant’anni.
Presidente del Sudafrica tra il 1978 e il 1989, era soprannominato "Groot Krokodil", il grande coccodrillo, a causa delle sui posizioni intransigenti sul problema della segregazione razziale.
Soffriva da tempo di problemi cardiaci e fu proprio per motivi di salute che nel 1989 passò la mano a Frederik De Klerk, uomo che aprì un periodo di transizione culminato nel 1994 con le prime elezioni multirazziali del Paese Sudafrica che portarono alla fine dell'apartheid.
Il leader nero Nelson Mandela ha reso omaggio alla memoria di Pieter W. Botha, che si ostinò a tenerlo in carcere per le sue lotte contro il regime segregazionista imposto dai bianchi. Mandela ha usato parole concilianti per ricordarlo. Botha, ha sottolineato Mandela, a suo modo, aprì la strada alla fine dell'apartheid. «Sebbene per molti il signor Botha resti un simbolo dell'apartheid, noi lo ricordiamo anche per le iniziative assunte per aprire la strada a una soluzione pacifica e negoziata», ha scritto l'ex presidente, primo capo dello Stato nero del dopo-apartheid.
Botha, alla guida del Sud Africa del 1978 al 1989, pur resistendo alle pressioni internazionali per il rilascio di Mandela, avviò contatti con il numero due dell'African National Congress, all'epoca fuorilegge. Mandela fu rilasciato soltanto da F.W. de Klerk, successore di Botha, e nel 1984 vinse le prime elezioni multirazziali. De Klerk e Mandela condivisero poi il Nobel per la Pace.
Dello stesso tenore le parole dell'attuale presidente sudafricano, Thabo Mbeki: «Il signor Botha governò in una fase difficile della storia del nostro Paese», si legge in una nota della presidenza. «Gli va riconosciuto che quando si rese conto dell'inutilità di combattere contro ciò che era giusto e inevitabile, lui, a suo modo, capì che per i sudafricani non vi era alternativa al dialogo».
Accantonando i vecchi rancori, anche il Congresso nazionale africano (Anc), il partito al potere in Sudafrica, ha indirizzato un messaggio di cordoglio ai familiari dell'ex presidente.Nel messaggio, l'Anc augura ai congiunti di Botha «di trovare la forza necessaria per superare questo difficile momento».
Nella lunga lotta contro l'apartheid, l'Anc è stato il movimento più importante e i suoi principali dirigenti sono stati vittima della dura repressione condotta negli anni Ottanta dal "Grande coccodrillo".
Quando Mandela divenne presidente, istituì la Commissione per la verità e la riconciliazione per far luce sugli anni dell'Apartheid.Anche Botha fu convocato e ascoltato e nel 1998 la Commissione gli imputò gravissime violazioni dei diritti umani perpetrate durante una presidenza contrassegnata dalle peggiori violenze razziali della storia del Paese.



 

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