Il Sole 24 Ore

ECONOMIA&LAVORO

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13 luglo 2007

Tav, stop alla revoca degli appalti

di Alessandro Arona

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Sei tavoli per accelerare le grandi opere


Tornano in pista i contratti di appalto per l'alta capacità ferroviaria Milano- Verona, Verona-Padova e Terzo Valico Genova-Milano, revocati dal Governo con il decreto legge liberalizzazioni 31 gennaio 2007, n. 7. Il Tar Lazio ha sospeso l'efficacia dei provvedimenti, successivi alla legge, con cui Rfi ha revocato la concessione a Tav e con cui la stessa Tav ha disposto la risoluzione dei contratti con i tre general contractor. Il Tar ha inoltre rinviato la questione alla Corte di Giustizia europea per ve-rificare, come chiesto dalle imprese ricorrenti, la presunta incompatibilità con le norme europee.

Tornano dunque efficaci i contratti del 1991- 1992 per la progettazione e realizzazione delle tre tratte, contratti che il Governo puntava a superare con l'obiettivo di ridurre i costi e accelerare la realizzazione con stralci funzionali (si veda Il Sole-24 Ore dell'8luglio).

La sospensiva Tar scompagina del tutto le carte. La pronuncia di merito della Corte europea impiegherà, stando alla media dei giudizi a Lussemburgo, non meno di un anno e mezzo. Il che significherebbe di fatto blocco totale delle tre tratte, e stop anche all'idea del Governo di far partire subito, a inizio 2008, la gara per la Treviglio-Brescia da due miliardi. L'operazione sarà impossibile se resterà valida la sospensiva, e dunque efficaci i contratti.

C'è però l'incognita Consiglio di Stato, al quale Tav potrebbe fare ricorso per ottenere la revoca della sospensiva, fermo restando il giudizio di merito da attendere da Lussemburgo. Gli avvocati delle imprese sono però fiduciosi che la sospensiva sarà confermata. La sostanza della questione, comunque, al di là della battaglia legale per la validità dei contratti, sembra essere quella del risarcimento danni. Il decreto legge riconosceva solo le spese effettive sostenute, e non i danni molto più elevati derivanti dalla revoca unilaterale.

Le imprese hanno chiesto e ottenuto la costituzione di collegi arbitrali che dovranno stabilire l'entità dei risarcimenti. Anche per questo ci vorrà – spiegano gli avvocati – almeno un anno. Ma è chiaro che la sospensiva ottenuta dal Tar rafforza di molto la posizione delle imprese anche su questo fronte. Ed è probabile che le società siano disposte a chiudere il contenzioso di fronte a un congruo rimborso.

Il nodo, comunque, è nell'immediato il Consiglio di Stato. Se confermerà la sospensiva, il Governo potrebbe non avere scelta sulla strada di venire a patti sugli indennizzi, pena il blocco totale. Se non sarà confermata la sospensiva, invece, il Governo potrà andare avanti con le nuove gare, con il rischio però che tutto ritorni in discussione con la sentenza della Corte Ue.

Nella partita sono coinvolte le maggiori imprese di costruzioni e ingegneria. Per la Milano-Verona (appalto da 4.831 milioni e costo totale pre-revoca da 5.735) il Consorzio Cepav 2, con Eni (Snamprogetti 35% e Saipem 12%), e poi Pizzarotti, Maltauro, Garboli Conicos e Condotte, tutti al 12%, e Aquater al 5%. Per la Verona-Padova (3.995 milioni ai concessionari e 5.130 di costo totale) Iricav 2, con Astaldi al 33% e con quote minori Ansaldo Trasporti, Torno, Salini, Impregilo, Condotte, Lamaro, Fintecna. Per il Terzo Valico (4.498 milioni l'appalto e 5.060 di costo globale) il consorzio Cociv, guidato da Tecnimont (Maire Engineering) al 50,5% e con Impregilo al 44 per cento.

13 luglo 2007

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