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Viaggia sugli spot il Suv low cost
prodotto a Isernia

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La curiosità arriva dagli spot televisivi in onda in questi giorni: un nuovo Suv italiano e con un allettante prezzo. Si tratta del Dr5, venduto in modo non convenzionale dalla rete di ipermercati Iper. Eccone la storia nel reportage di Andrea Malan da Macchia d'Isernia, pubblicato sul nostro sito a fine febbraio.


Massimo Di Risio, fondatore e presidente della Dr Automobiles Groupe e della Dr Motor Company, è soddisfatto dei primi tre mesi di vendita del suo Suv Dr5, assemblato a Macchia d'Isernia su scocca della cinese Chery: «Se avessimo immatricolato tutte le vetture ordinate a gennaio in Lombardia, quasi 400, avremmo ottenuto in quella regione una quota dell'1% del mercato». A livello nazionale gli ordini ricevuti a gennaio erano poco meno di 600 (crica 1.000 finora); il preponderante della Lombardia deriva dal fatto che in regione si trova il grosso dei punti vendita della catena Iper, con la quale la Dr ha siglato un accordo esclusivo. Le immatricolazioni dovrebbero iniziare a marzo, afferma Di Risio, poiché il successo delle versioni bi-fuel, che rappresentano per ora oltre il 90% degli ordini, ha colto di sorpresa la Dr e ha imposto di attrezzare le auto con l'impianto (per ora a Gpl).
Il meccanismo è il seguente: in ogni punto vendita Iper (sono 25 in tutto, di cui oltre la metà in Lombardia e il più a sud a Ortona) c'è un angolo dedicato alla Dr5, venduta a 15.900 euro contro i 16.900 del prezzo di listino. La promozione dovrebbe protrarsi fino a giugno, ovvero per tutta la fase di lancio della vettura (e del marchio Dr). L'assistenza è fornita dalla rete che in parallelo la Dr sta mettendo in piedi in tutta Italia.
L'esperimento Dr5 non è certo il primo di questo tipo: la stessa azienda molisana ha già utilizzato lo stesso canale di vendita per il fuoristrada e il pickup di fabbricazione cinese venduti (come autocarri) con il marchio Katay. Alcuni puntivendita della catena Auchan, a loro volta, hanno già effettuato vendite promozionali, per esempio, di Kia Picanto; e l'accoppiata Iper/Dr lo ha già fatto con varie marche. In entrambi i casi si trattava di vetture già immatricolate, ovvero le cosiddette «chilometri zero». Come spiega Di Risio, infatti, «le vetture nuove possono essere vendute solo da un concessionario, e difficilmente gli ipermercati possono rispettare gli standard (per metratura e tipologia) che le marche automobilistiche richiedono ai loro concessionari. Noi però non abbiamo avuto questo problema, e abbiamo creato standard compatibili anche con punti vendita di quel tipo».
La sfida sale dunque di livello. Anche se Di Risio, che a Macchia d'Isernia dispone anche di una maxiconcessionaria multimarca, non intende fare a meno del sistema tradizionale: «L'accordo con Iper ci permette di raggiungere un numero di potenziali clienti enormememte superiore. Portiamo la concessionaria al cliente invece di aspettare che sia lui a venire in concessionaria.
Molto dipenderà dal successo delle vetture. La Dr5 è derivata dalla Chery Tiggo, un Suv prodotto in Cina dall'azienda alleata anche di Fiat. La versione attualmente in vendita ha un motore a benzina Chery da 1.6 litri, che rispetta la normativa Euro4 e può essere reso ancora più economico con un impianto a gas o metano. L'auto è disponibile in un'unica versione con un'ampia gamma di accessori tra cui Abs, doppio Airbag, fendinebbia, alzacristalli elettrici, lettore Cd/Mp3 con caricatore cd ed accesso Usb (ma senza Rds), tetto apribile elettronicamente, specchi a regolazione elettrica, climatizzatore, barre portatutto.
Nei prossimi mesi arriverà la versione diesel, che utilizzerà un propulsore Fiat 1.9 aumentando così il contenuto «italiano» della vettura. Nella seconda metà dell'anno è previsto il lancio della tre porte Dr3, derivata a sua volta dalla Jonway Ufo, un'altra vettura cinese (ispirata a sua volta alla precedente generazione della Toyota Rav). Anche in quel caso il meccanismo sarà lo stesso: lancio negli Iper e poi vendita anche nella rete di concessionarie che la Dr sta predisponendo.
Le Dr5 vengono per ora assemblate a Macchia d'Isernia in un capannone a fianco alla megaconcessionaria della Dr. Una trentina di operai riceve le vetture semicomplete in arrivo dalla Cina (il container ci mette un mese e arriva ogni due settimane) e monta gli elementi meccanici mancanti, come sospensioni, cofano e paraurti differenziati (prodotti anch'essi in Cina e verniciati in Italia), e l'impianto a Gpl (poi anche a metano). Escono così dall'officina circa 25 auto al giorno, che corrispondono a poco più di 500 al mese; per arrivare al ritmo previsto a regime di 12mila l'anno servirà un secondo turno, che dovrebbe essere aggiunto nei prossimi mesi. Nei piani di Di Risio c'è poi l'apertura di uno stabilimento più automatizzato e produttivo, con una capacità prevista di 40mila auto l'anno; i lavori, dice, inizieranno «a giorni».
Ma la sorpresa arriva quando torniamo in concessionaria: vicino all'ingresso sono allineati tre scooter cinesi della Jonway (modello Whip). Che Di Risio voglia vendere anche quelli all'Iper? La risposta è (almeno per ora) un secco no: «Ci hanno chiesto di fare uno studio, ma la cosa non è praticabile».

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