ILSOLE24ORE.COM > Notizie Economia e Lavoro ARCHIVIO

L'anno della rivincita per i ministeriali: crescono le presenze

di G.Tr.

commenti - |  Condividi su: Facebook Twitter|vota su OKNOtizie|Stampa l'articoloInvia l'articolo|DiminuisciIngrandisci
3 MARZO 2008

L'immagine della burocrazia statale polverosa e lontana da ogni controllo va un po' aggiornata. Non sono più gli uffici dell'amministrazione centrale a primeggiare per tassi di assenza, perché la moltiplicazione di scrivanie vuote corre molto più in fretta in periferia. Fino ad assumere l'aspetto di un esodo nei Comuni, dove i tassi di assenza sono cresciuti del 9,7% in un anno, e nelle Province, dove l'impennata in 12 mesi è a doppia cifra: +13,8 per cento.

E il calcolo, basato sulle tabelle dell'ultima rilevazione ufficiale del ministero dell'Economia, riferita al 2006, non include le ferie, gli scioperi e le assenze non retribuite. Tutto compreso, le giornate senza scrivania di un dipendente comunale medio sono 56, il 22% delle giornate lavorative di un anno. Il suo alter ego in Provincia riesce a evitare i colleghi 50 giorni. Ma la palma assoluta del tempo passato lontano dalla noia delle incombenze d'ufficio spetta agli oltre 16mila dipendenti degli enti di ricerca, che riescono a evitare il posto di lavoro per 58 giorni all'anno:una performance da settimana corta perenne, che taglia una giornata di lavoro ogni cinque.
Ovvio, la media statistica non dice tutto, e spesso andando a spulciare la realtà degli uffici si scopre che a ingigantire la colonna delle assenze sono specifici gruppi di persone, più o meno nu-triti, circondati naturalmente da impiegati attenti e anche appassionati. Come non ha mancato di rilevare puntualmente la Corte dei conti, stanando spesso drappelli di veri e propri monopolisti delle assenze. Un'indagine interna, forse, condurrebbe allo stesso risultato, visto che con 32,2 giorni a testa (in diminuzione, peraltro, rispetto ai risultati del 2005) i magistrati contabili svettano nel comparto dei ministeri. Solo i certificati medici assicurano 22 giorni a testa. Il resto è garantito da congedi parentali e varie altre forme di permesso ammesse dalla legge. Ma in generale i mini-steriali aumentano (non di molto) la loro presenza al lavoro, con l'eccezione del ministero dei Trasporti e di Viminale e Farnesina, che però partivano da livelli degni di medaglia e rimangono nelle parti basse delle graduatorie.

Ciò che sembra latitare, comunque, è un apparato di contromisure in grado di abbattere in misura sensibile il fenomeno. Del pacchetto di norme annunciato dal Governo lo scorso anno, quando il tema occupò per qualche settimana le prime pagine dei giornali, quasi nulla è riuscito ad approdare in Gazzetta Ufficiale. Solo la «direttiva Nicolais», una circolare in cui il ministro della Funzione pubblica ha ribadito che lo scarso rendimento e le assenze ingiustificate possono essere punite e, in caso di recidiva, possono portare anche al licenziamento. Tutti principi già presenti nelle norme, ovviamente, perché una circolare non può mettere in campo strumenti assenti nella normativa, fino a qualche ovvietà come il divieto per i dipendenti di rifiutare «prestazioni a cui sono tenuti ». Più stringenti le previsioni del Ddl, che puntava sul tridente formato da sanzioni, incentivi alla produttività e snellimento degli organici. Ma le infinite discussioni sull'Authority nehanno rallentato il cammino parlamentare, e dopo il faticoso «sì» ottenuto alla Camera la fine anticipata della legislatura ne ha sbarrato la strada verso l'approvazione definitiva.

Sono poche le novità anche nel nuovo contratto, che sull'onda del dibattito di queste settimane punta sui dipendenti «infedeli e corrotti» ma non dice parola sulla produttività. «Nella contrattazione del pubblico impiego – sottolinea Renato Ruffini, docente di Economia aziendale alla Liuc di Castellanza – ci sono due vizi di fondo. Si risponde alle emergenze mediatiche del momento e le risposte sono sbagliate, come capita spesso quando si sceglie la strada più semplice. Le norme sui cosiddetti dipendenti infedeli sono in continua revisione dal 1995 senza effetti apprezzabili e il resto è stato dimenticato. Sulla produttività, anzi, si fa un passo indietro. Se si pone come requisito per la progressione orizzontale un biennio di anzianità si crea di fatto un automatismo: chi ha superato i due anni sentirà la promozione come un diritto ».

RISULTATI
0
0 VOTI
Stampa l'articoloInvia l'articolo | DiminuisciIngrandisci Condividi su: Facebook FacebookTwitter Twitter|Vota su OkNotizie OKNOtizie|Altri YahooLinkedInWikio
L'informazione del Sole 24 Ore sul tuo cellulare
Abbonati a
Inserisci qui il tuo numero
   
L'informazione del Sole 24 Ore nella tua e-mail
Inscriviti alla NEWSLETTER   
Effettua il login o avvia la registrazione.


 
   
 
 
 

-UltimiSezione-

-
-
6 maggio 2010
6 maggio 2010
6 maggio 2010
6 aprile 2010
6 maggio 2010
 
 
 
Cerca quotazione - Tempo Reale  
- Listino personale
- Portfolio
- Euribor
 
 
Oggi + Inviati + Visti + Votati
 

-Annunci-