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Pistorius diventa un caso di studio per le aziende

di Luigi dell'Olio

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21 MAGGIO 2008


Eventi, sponsorizzazioni, giornate studio aziendali. Dopo il via libera del Tas (Tribunale arbitrale dello sport) di Losanna, Oscar Pistorius ha davanti a sé un ultimo ostacolo: ottenere il minimo di 45"55 che gli aprirebbe le porte dei 400 metri alle Olimpiadi di Pechino. Intanto, l'atleta sudafricano che corre con protesi in fibra di carbonio, è diventato uno dei testimonial più contesi dal mondo delle aziende e dei professionisti. Soprattutto nel nostro Paese, dove Pistorius ha avuto un seguito mediatico senza pari.

L'ultima dimostrazione si è avuta la scorsa settimana, quando Pistorius ha preso parte a un evento organizzato dall'agenzia per il lavoro Vedior dal titolo emblematico: «Verso il successo con una determinazione da Oscar». Un incontro vissuto sul parallelo tra la forza di volontà del campione sudafricano nel raggiungere gli obiettivi e le sfide che coinvolgono ogni giorno le aziende. Un case study, quindi, che ha visto dibattere lo stesso atleta, psicologi, esperti di comunicazione e di risorse umane.

Italiano è anche il team che coordina la difesa legale di Pistorius. Marco Consonni, Bruno Gattai e Iacopo Destri, in forza all'ufficio milanese dello studio Dewey & LeBoeuf di Milano, hanno guidato la difesa internazionale del campione nei diversi gradi di giudizio. «Il caso Pistorius rappresenta un fatto tutto nuovo anche per il mondo legale», spiega Marco Consonni, «L'idea di assistenza legale é nata dalla passione per lo sport di alcuni legali dello studio, ma soprattutto dalla prospettiva di cambiare il modo in cui il diritto percepisce il rapporto tra disabili e mondo dello sport». Questo spiega la scelta fatta dallo studio di assistere gratuitamente il campione, sobbarcandosi per altro tutti i costi in tribunale.

Pistorius è protagonista del video musicale "Via le mani dagli occhi", brano dei Negramaro. La particolarità della storia, il volto pulito e la determinazione dell'atleta sudafricano, lo hanno reso oggetto di grande attenzione da parte degli sponsor, tanto da consentirgli di strappare un contratto milionario con la Nike.

Un successo mediatico che Manfredi Ricca, business director di Interbrand Italia, spiega con «la frequente immedesimazione dei consumatori con i successi di Pistorius, in cui convivono l'ottimismo per il progresso scientifico con l'ammirazione per le capacità del singolo, che consentono di superare gli ostacoli che la vita pone davanti». Gianni Catalfamo, ceo italiano dell'agenzia di comunicazione Pleon, aggiunge un altro elemento: «Una nostra analisi sulla popolarità di Pistorius su Internet, rivela che la lingua italiana è seconda solo all'inglese per numero di notizie, commenti e analisi sull'atleta. Un dato sorprendente se paragonato all'incidenza dell'italiano sull'insieme delle informazioni che transitano online». Ma come mai Pistorius spopola soprattutto in Italia? «La sua storia è di quelle che entusiasmano gli italiani», conclude Catalfamo, «perché siamo un popolo che prende a cuore chi parte con gli sfavori del pronostico e chi più di lui può rappresentare questo prototipo».

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