Il Sole 24 Ore
Stampa l'articolo Chiudi

10 giugno 2008

Sacconi: «Deregulation nel mercato del lavoro, senza toccare le tutele»

di Nicoletta Cottone

La parola d'ordine è «semplificare e deregolamentare il mercato del lavoro senza toccare le tutele dei lavoratori». Una ricetta che secondo il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, dovrebbe far emergere nuovi posti di lavoro senza sconvolgimenti delle tutele. Nel corso dell'audizione in Commissione Lavoro alla Camera, il ministro ha sottolineato che il lavoro sommerso conferma che esiste un eccesso regolatorio e un costo del lavoro troppo alto. «A giugno anticiperemo la manovra di settembre - sottolinea Sacconi- e lì metteremo un robusto provvedimento per la crescita dell'economia, la stabilità finanziaria e la coesione sociale». La deregolazione sul lavoro, ritorno alla legge Biagi, dice il ministro, non toccherà le tutele, ma innoverà i diritti. Per Sacconi è necessario ripensare gli stessi diritti fondamentali e le politiche del lavoro in modo che siano funzionali a produzione di società inclusiva e competitiva. Nel pacchetto l'abrogazione della legge sulle dimissioni volontarie, sostituzione del libro matricola e del libro paga con un libro presenze semplificato, tenuto magari dalle organizzazioni di settore.

Un libro verde per un nuovo modello sociale. Annuncia l'arrivo, forse già la prossima settimana, di un libro verde, sul modello Ue, «per dar vita a un nuovo modello sociale». In sintesi, «l'ipotesi che proporremo è quella di transitare da un modello sociale risarcitorio, con caratteristiche assistenziali, quasi paternalistiche, che ha nelle tutele passive la sua strumentazione, a un welfare della prevenzione, delle opportunità, che ha come obiettivo il concetto di "vita buona" nella società attiva».

Sui lavori usuranti un tavolo con le parti sociali. In arrivo un tavolo sui lavori usuranti. «L'attuale definizione in particolare del lavoro notturno si presta a comportamenti collusivi tra le parti in danno dell'Inps». Se ne discuterà con le parti. Quanto ai coefficienti, «l'applicazione non può che essere tempestiva per garantire neutralità del sistema previdenziale rispetto ad allungamento della durata della vita». Radicale il ripensamento sul tema della formazione. Sacconi proporrà un piano straordinario, che riporti «al centro le politiche della formazione, passando dalla domanda all'offerta di coloro che devono essere formati».

A regime defiscalizzazione di premi e straordinari per tutti. Il Governo punta a portare a regime per tutto il lavoro dipendente la defiscalizzazione di premi e straordinari. Una disciplina, ha ricordato Sacconi, che si somma con quella relativa alla decontribuzione, nel caso le somme variabili provengano da accordi contrattuali. E se l'Esecutivo è parte terza, spettatore interessato, rispetto al confronto sulla contrattazione, «noi la potremmo supportare e un modo potrebbe essere la disciplina fiscale che noi vogliamo condurre a regime. È una sperimentazione avviata con lo scopo di portare a norma per tutto il lavoro dipendente».

L'intervento di Prodi sulle pensioni è stato un errore. I tre miliardi e mezzo di risparmi sugli enti di previdenza che serviranno a finanziare l'abolizione dello scalone previdenziale verranno da una razionalizzazione dal sistema. No alla creazione di un Superente. Sacconi ha ribadito che l'intervento sulle pensioni attuato dal Governo Prodi è stato «un errore», ma gli scalini - come aveva anticipato Il Sole 24 Ore domenica 8 giugno - non saranno modificati. È in corso una verifica dei costi per controllare la copertura. «Faremo in modo di non coprire gli oneri aggiuntivi con un aumento di un decimale dell'aliquota contributiva, come sarebbe previsto. Un modo per realizzare le economie di 3,5 miliardi in 10 anni è la razionalizzare degli enti e delle gestioni. Stiamo riconsiderando ciò che ci è stato depositato dal precedente Governo». Sacconi ha spiegato che ci sono «mission diverse fra i tre enti principali». Si può invece pensare a un accorpamento degli enti minori, cioè Ipsema, Ipost, Inam, Enpals.

Revisione del Testo unico sulla sicurezza senza blitz. Sì, poi, alla revisione del Testo unico sulla sicurezza del lavoro, ma dialogando con le parti sociali. Non ci saranno blitz, assicura Sacconi, da parte dell'Esecutivo.

10 giugno 2008

Redazione OnlineTutti i serviziI più cercatiPubblicità   -Fai di questa pagina la tua homepage
P.I. 00777910159 - � Copyright Il Sole 24 Ore - Tutti i diritti riservati   partners