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Moda, Armani accusa Dolce&Gabbana: «Mi hanno copiato»

di Paola Bottelli

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18 gennaio 2008

"Copio me stesso perché gli altri mi copiano": Per Giorgio Armani, decano della moda made in Italy dopo il ritiro di Valentino, è una sorta di tormentone. Nelle conferenze stampa post sfilata capita spesso che tiri qualche frecciata al curaro nei confronti dei competitor proprio sul tema delle imitazioni. Ma mai aveva azzardato, come ha fatto ieri, il nome del "colpevole". Che in questo caso sarebbero due: Dolce&Gabbana. Rei, a giudizio di king George, di avere copiato sulla passerella del giorno precedente dei pantaloni matelassé che lui aveva fatto sfilare soltanto un anno fa.
Agli esperti di stile la sentenza sulla somiglianza dei capi, anche se ognuno di noi può formarsi la propria idea semplicemente guardando le due immagini accostate pubblicate qui a fianco. Il fatto è che nella moda nessuno inventa nulla di nuovo da tanto tempo: questo, almeno, è quel che si dicono convinti tutti gli addetti ai lavori nelle sfilate di Milano e di Parigi, di New York e di Londra. Ufficiosamente, è ovvio: perché poi ufficialmente è di solito un trionfo di giudizi stellari.
L'interrogativo principale di Milano moda uomo, ad esempio, è: perché si fanno ancora le sfilate dell'uomo? Abiti e cappotti, pantaloni e maglie, tutto è omologato e se fosse decontestualizzato rispetto alla scenografia sarebbe difficile anche per i più esperti distinguere un marchio dall'altro.
Per gran parte delle collezioni maschili basterebbe una bella presentazione, nella quale si possono anche toccare i tessuti e guardare da vicino forme e tagli, o una bella sfilata virtuale, come hanno fatto Viktor & Rolf: ognuno al suo desk davanti al pc, con una tazza ci caffè o tè fumante.
Come mai, comunque, Armani si sia deciso a sferrare un simile attacco a Domenico Dolce e Stefano Gabbana – addirittura facendo preparare dal suo staff le due foto da mostrare ai giornalisti – è difficile da capire. Forse non ha gradito la sovraesposizione mediatica, al suo arrivo a Milano con il marito David, della sua testimonial dell'intimo, Victoria Beckham, che comunque ieri sera ha partecipato alla cena organizzata proprio da Armani. Con Dolce e Gabbana l'ex Posh Spice ha trascorso un paio d'ore nel flagship store di via della Spiga, uscendo scortata da bodyguard cariche di sacchetti sotto i flash dei paparazzi e davanti alle telecamere delle tv di mezzo mondo.
Che sia stato il caso-Victoria la goccia che ha fatto traboccare il vaso? L'unica cosa certa è che simili polemiche non sono positive per il made in Italy in un momento di pesante crisi sui mercati internazionali. Ma, certo, anche così si conquistano i titoli sulle prime pagine.

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