Il Sole 24 Ore
Stampa l'articolo Chiudi

30 marzo 2009

Lusso: addio ostentazione, è l'ora della qualità

di Paola Bottelli


Più che febbre da ostentazione, voglia di qualità. Dipingono così il futuro del consumatore del lusso quattro big brand del made in Italy: Valentino per la moda, Pomellato per i gioielli, Ferrari per lo spumante, Boffi per l'arredo-design.
Durante una tavola rotonda organizzata questa mattina da Altagamma nell'Auditorium del Sole-24 Ore, Stefano Sassi, amministratore delegato di Valentino Fashion Group e della maison Valentino, si è detto certo che «con la crisi sparirà progressivamente il prezzo alto in assenza di adeguata qualità: i consumatori torneranno a coltivare il sogno dello shopping, ma con una maggiore coscienza del valore del prodotto. Oggi, invece, l'approccio dell'acquirente è quasi autopunitivo: buste anonime per mascherare l'acquisto di un bene di lusso, perché non è di moda».

«Nel nostro negozio di New York – ha aggiunto Francesco Minoli, a.d. di Pomellato – il cliente visiona il gioiello e poi ci dice: "I can't justify it". Siamo convinti che sia un fatto contingente ed emotivo, anche se nel 2009 vivremo uno dei momenti più difficili e cruciali della crisi: la fine della caduta non può che essere vicina. Noi ci faremo trovare pronti con quattro strategie: conservando i ratios patrimoniali e reddituali per avere risorse necessarie alla ripartenza, salvaguardando il valore del marchio, gli investimenti pur se con un'onerosità inattesa e il clima aziendale».

Diversa la situazione nel campo alimentare raccontata da Matteo Lunelli, amministratore delegato della Ferrari F.lli Lunelli: «La crisi non ha impattato sui consumi natalizi di spumante Ferrari, nonostante distributori, grossisti e ristoratori fossero stati cauti negli ordini. Ora è in difficoltà la ristorazione, con un calo dei coperti: la nostra acqua minerale Surgiva è il metro perfetto. Più in generale, nel vino e nella ristorazione soffrono meno i leader di mercato: se si parla con i superchef milanesi, ad esempio, raccontano che c'è un calo della clientela aziendale ma per nulla di quella privata che sempre di più ha la passione dell'enogastronomia d'autore. Inoltre il consumatore è nomade e va alla ricerca del mangiare e bere bene, è informato e disposto a pagare se cibo e vino sono nell'alta gamma».

Infine, per Roberto Gavazzi, amministratore delegato e socio di Boffi, «la taglia delle aziende dell'arredo-design, generalmente di piccole dimensioni, non aiuta in momenti come questi, anche se la crisi per il nostro mondo è arrivata con ritardo: da noi gli acquisti sono programmati con largo anticipo perché sono decisioni importanti con esborsi importanti. Certo, più si è piccoli più è difficile esportare. Inoltre, la forte crisi internazionale del real estate ci penalizza parecchio perché il made in Italy, anche tramite il contract, riforniva interi edifici. Purtroppo, megaprogetti negli Usa e negli Emirati arabi sono stati cancellati».
http://paolabottelli.blog.ilsole24ore.com/

30 marzo 2009

Redazione OnlineTutti i serviziI più cercatiPubblicità   -Fai di questa pagina la tua homepage
P.I. 00777910159 - � Copyright Il Sole 24 Ore - Tutti i diritti riservati   partners