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Retribuzioni più elevate per magistrati e docenti

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08 luglio 2009
(Fotogramma)


Per i magistrati scattano aumenti complessivi del 10,13% per il triennio, mentre è del 3,77% l'incremento annuale degli stipendi dei dirigenti di polizia, forze armate, docenti e ricercatori universitari. Sono gli effetti della pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale di ieri, di due Dpcm che, con decorrenza 1° gennaio 2009 danno il via libera agli aumenti economici per il personale statale non contrattualizzato.
Per magistrati, avvocati e procuratori dello Stato, con il Dpcm del 23 giugno gli stipendi in vigore dal 1° gennaio 2006 – comprensivi dell'indennità integrativa speciale – sono incrementati complessivamente del 10,13%, con il contestuale riassorbimento degli aumenti già corrisposti per il 2007 e il 2008. Nel concreto, per il pregresso avranno un conguaglio pari al 2,75%, cifra che è pari al differenziale tra il 10,13% e le risorse fin qui ottenute come acconto. Occorre fare un passo indietro al precedente triennio 2003-2005, quando insieme all'aumento del 12,30%, magistrati, avvocati e procuratori dello Stato avevano ottenuto un ulteriore 3,69% a titolo di acconto per ciascuno degli anni 2007 e 2008. Anche quest'anno, a titolo di acconto sull'adeguamento triennale successivo, è riconosciuto un ulteriore 3,04% di aumento per ciascuno degli anni 2010 e 2011 con decorrenza, rispettivamente, 1° gennaio 2010 e 1° gennaio 2011. Vale la pena ricordare che per magistrati, avvocati e procuratori dello Stato l'incremento triennale viene calcolato sulla base degli aumenti medi pro-capite delle retribuzioni complessive (comprensive di salario accessorio e variabile) del resto dei dipendenti pubblici che – secondo le rilevazioni dell'Istat – «nel triennio 2005-2008 sono risultate pari al 10,13%».
Per docenti, ricercatori universitari, personale dirigente della Polizia di Stato, dei Corpi di polizia civili e militari, colonnelli e generali delle Forze armate è invece del 3,77% l'incremento complessivo di stipendio, indennità integrativa speciale e assegni fissi e continuativi, riconosciuto sempre con decorrenza 1° gennaio 2009. La copertura di questo aumento annuale, valutato dal Dpcm dello scorso 29 aprile in 247 milioni di euro a decorrere dal 2009, viene assicurata per 76 milioni dalla riduzione delle autorizzazioni di spesa e per 171 milioni dall'utilizzo di quota parte delle risorse dello Stato per gli adeguamenti retributivi iscritte nell'ambito della missione «Istruzione Universitaria», programma «sistema universitario e formazione post-universitaria».
Passando ad un'altra categoria, infine, quella dei medici e dei veterinari, protesteranno domani con un sit-in di fronte a palazzo Vidoni contro il decreto Brunetta sul pubblico impiego e contro la reintroduzione della «rottamazione con 40 anni di anzianità contributiva». Il riferimento è all'annuncio del ministro della Funzione pubblica che intende modificare il decreto legge anti-crisi introducendo la possibilità delle amministrazioni di pensionare i dipendenti che hanno maturato 40 anni di contributi – conteggiando anche l'eventuale contribuzione figurativa come il riscatto della laurea o del periodo di leva – per «svecchiare» la pubblica amministrazione.
G.Pog.

08 luglio 2009
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