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Matteoli: «Per Fs volano di Stato da 6 miliardi»

di Flavia Landolfi

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26 novembre 2009

«Abbiamo trasferito sulle Ferrovie il massimo livello di risorse pubbliche mentre abbiamo puntato al massimo coinvolgimento di capitale privato per la realizzazione di nuove infrastrutture autostradali senza incidere sui parametri di Maastricht». Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli intervenendo questa mattina a Roma nel corso di un convegno organizzato dal Sole 24 Ore e dalla Sitaf, la concessionaria autostradale del Traforo del Frejus, dal titolo "Ferro o gomma? Analisi costi/benefici al di là dei luoghi comuni". Il governo, ha detto il ministro, nonostante la crisi, ha dirottato, nel solo 2009, oltre 6 miliardi di euro al trasporto ferroviario. «La scelta strategica del Governo è chiara e non può essere accusato di privilegiare le ferrovie piuttosto che le autostrade – ha aggiunto Matteoli – sarebbe insensato contrapporre le ferrovie alla strada mentre l'obiettivo è quello di realizzare infrastrutture per rendere competitivo l'intero sistema Paese». Il ministro ha anche annunciato l'avvio di un tavolo tecnico per lo sviluppo del trasporto intermodale.

Secondo lo studio di Maria Cristina Treu e Giuseppe Russo ("La via delle merci"), che si basa su stime delle associazioni di categoria ma non tiene conto del primo e ultimo miglio, il trasporto transalpino delle merci su gomma conviene 3 volte su quattro. Quello ferroviario invece batte il trasporto stradale su percorrenze dai 1000 chilometri in su. La percentuale ottimale di merce trasferibile dalla gomma alla ferrovie, sempre secondo Russo e Treu, si aggirerebbe su una soglia massima del 25 per cento. L'esame delle singole voci di costo per il trasporto su camion e su binario sconterebbe però un sistema di calcolo che il capo della divisione qualità e sicurezza di Fs Logistica, Pietro Vicino, intervuto al dibattito, ha contestato. «Il prezzo del servizio ferroviario lo fa il trasporto su gomma: noi siamo solo dei price taker. Inoltre la soglia entro la quale le ferrovie diventano competitive non sono 1000 chilometri ma 400».

Lo studio stima che il trasferimento di tutto il traffico che attraversa i valichi alpini dal trasporto su gomma alla ferrovia costerebbe oltre 550 milioni di euro in più all'anno, mentre il trasporto ferroviario resterebbe quello più competitivo sopra la soglia dei 1000 chilometri di tragitto: in questo caso, se tutte le merci venissero spostate dai camion ai binari, si risparmierebbero 202 milioni l'anno. Oggi i traffici transalpini via ferro sono il 25% di quelli totali.

In Italia l'88% delle merci viaggia sulla strada e il restante 12 su ferrovia. Diversa la situazione negli altri Paesi della Ue dove, ad esclusione della Spagna, la quota a carico dei camion è in alcuni casi notevolmente inferiore. A beneficio spesso delle vie navigabili interne che in Olanda, Germania, Belgio e Francia costituiscono valide alternative sia alla gomma che alla ferrovia. Lo studio si inserisce in questo panorama e prendendo in esame 40 tratte transfrontaliere (20 in entrata sul territorio italiano e 20 in uscita) esamina i costi del trasporto di 25 tonnellate di merce, inclusi i costi esterni, quelli cioè che derivano da incidenti stradali, congestione, inquinamento e rumore.

Sempre secondo lo studio ilprezzo del servizio su gomma, costi esterni inclusi, è di 1,24 euro a chilometro, mentre quello su ferrovia varia da 2,1 a 4,2 euro a chilometro. Un'ipotesi, quest'ultima, rigettata da Fs Logistica che ha parlato di tariffe più basse. A incidere sulla composizione dei costi del trasporto su strada ci sono soprattutto le voci legate al costo del lavoro che pesa per il 41% del totale. I camion hanno anche una più forte componente dei costi esterni che rapportata ai binari è di 4 volte superiore.

Al convegno di questa mattina hanno partecipato, tra gli altri, anche il presidente della commissione Trasporti della Camera Mario Valducci, il presidente di Sitaf Giuseppe Cerutti e il vicepresidente della Commissione europea con delega ai Trasporti Antonio Tajani. Il Commissario Ue ha ricordato come la scelta intermodale sia quella più competitiva «senza voler penalizzare nessuno» e che «oggi è tutto sbilanciato a favore della gomma».

26 novembre 2009
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