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Per Autostrade rincari del 2,4%

di Laura Serafini

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30 dicembre 2009

Scatteranno alla mezzanotte di domani gli aumenti delle tariffe autostradali. L'appuntamento annuale con il rincaro al casello, dopo l'approvazione delle nuove convenzioni autostradali avvenuto lo scorso anno, sarà inesorabile. I ministeri per le Infrastrutture e per l'Economia hanno approvato con decreto gli aumenti proposti dall'Anas per 21 concessionarie autostradali.

Gli aumenti saranno tutto sommato contenuti sulla gran parte della rete: il pedaggio sulle tratte di Autostrade per l'Italia, che gestisce il 53% della viabilità nazionale per un percorso di 1.100 chilometri (tra cui l'Autostrada A1, la A4 Milano-Brescia, l'Autostrada del Sole A14), aumenterà del 2,4 per cento, esattamente come lo scorso anno, e si colloca al di sotto della media di settore degli aumenti. L'Aiscat, l'associazione delle concessionarie, ha infatti calcolato che la media dell'incremento per tutto il settore è pari al 2,75%, in calo rispetto allo scorso anno quando la media è risultata pari al 3,47 per cento.

A trainare gli aumenti nel maggio scorso – le tariffe furono sbloccate a fine aprile perché erano state congelate per i primi quattro mesi dell'anno a seguito della crisi – erano state le concessionarie del gruppo Gavio.

In particolare la Satap, che gestisce le tratte Torino-Piacenza e Torino-Milano. Nel maggio scorso la To-Milano si era vista riconoscere un'impennata del 19,5%: dal primo gennaio 2010 l'aumento su questa tratta sarà più contenuto ma resterà comunque il più alto tra gli incrementi e pari a circa il 15,5-16 per cento. Anche la Torino-Piacenza manterrà un rincaro consistente, seppure questo sarà del 9,5% circa contro il 12,6% di maggio.

La società del gruppo Gavio era stata tra le poche a chiedere e ottenere un riequilibrio finanziario del piano di sviluppo, avvalendosi della riforma voluta dall'ex ministro Antonio Di Pietro. Autostrade per l'Italia, invece, ha ottenuto l'approvazione via decreto-legge di un contratto ad hoc che stabilisce incrementi constanti per venti anni in base a una formula tariffaria che prevede il recupero degli investimenti fatti più il 70% dell'inflazione reale. Il piano finanziario di Autostrade è strutturato in modo tale da garantire aumenti tariffari molto contenuti entro i primi 4-5 anni, ma questi sono destinati a salire sensibilmente negli anni successivi di pari passo con l'implementazione del piano di investimenti.

Tra gli aumenti previsti per le altre concessionarie autostradali, la Brescia-Padova dovrebbe vedersi riconoscere un adeguamento del 6,5% (contro l'1,6% di maggio). L'Autobrennero dovrebbe restare in linea con lo scorso anno e ottenere un +1,6%, altrettanto dovrebbe accadere per la Milano-Serravalle (+2,48% nel maggio scorso).

Gli aumenti sono comprensivi di una quota pari a 3 millesimi di euro a chilometro per il traffico leggero e a 9 millesimi di euro per il traffico pesante che andranno nelle casse dell'Anas. L'ente guidato da Pietro Ciucci dovrebbe così incassare quest'anno un importo complessivo ben inferiore a 300 milioni di euro, contro i 330 milioni registrati nel 2009. Oggi, comunque, è prevista la comunicazione ufficiale degli aumenti da parte di Aiscat e di Anas. Ieri intanto Atlantia, la holding che controlla Autostrade, ha annunciato che il raccordo autostradale Valle D'Aosta, una delle concessionarie che fanno capo al suo gruppo, ha siglato con Anas la nuova convenzione unica.

30 dicembre 2009
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