ILSOLE24ORE.COM > Notizie Economia e Lavoro ARCHIVIO

Amartya Sen: «Rigore estremo non favorisce la ripresa»

di Laura Squillaci

commenti - |  Condividi su: Facebook Twitter|vota su OKNOtizie|Stampa l'articoloInvia l'articolo|DiminuisciIngrandisci
20 maggio 2010

Ha parlato di crisi, di Grecia e del rapporto tra etica pubblica e mercato il premio Nobel per l'economia, Amartya Sen, nel suo intervento di questa mattina al forum della Pa.
Parafrasando la canzone dei Beatles, "Yesterday", nella quale il quartetto inglese esprimeva nostalgia per un passato meno turbolento, l'economista indiano che ha rivoluzionato le teorie del welfare, si è detto convinto che se gli amministratori pubblici sapranno essere lungimiranti il mondo potrà superare le difficoltà e tornare a crescere.

L'assenza di regole causa della crisi. Nell'illustrare le ragioni della crisi globale il professore di Harvard ha spiegato che essa è scaturita da un'eccessiva ricerca di guadagno da parte di alcuni attori economici sciolti da ogni controllo istituzionale. Un'assenza di regole che ha di fatto drogato lo sviluppo proprio nel momento in cui il mondo disponeva di un credito sempre crescente grazie anche al boom cinese. Per rigenerare l'economia per Sen è fondamentale oggi applicare una rigida vigilanza sui mercati tale da scongiurare lo strapotere di quei soggetti che Adam Smith chiamava "i prodighi intraprendenti". La sfida dunque è quella di trovare una combinazione equa tra interventi dello Stato e libero mercato.

Le politiche di estremo rigore rischiano di essere controproducenti. Quasi a voler dare un suggerimento a chi deve mettere in campo misure anti-crisi, Sen pone agli Stati dei paletti: tagliare sì, il superfluo ma tener conto che politiche di estremo rigore rischiano di essere controproducenti laddove non assicurino i servizi pubblici essenziali ai cittadini.

Troppi "maestrini" sul caso Grecia. Sul capitolo Grecia Sen pur riconoscendo gli errori commessi dagli amministratori ellenici denuncia un atteggiamento da "maestrini di scuola" da parte degli organismi internazionali incoraggiati anche dalle agenzie di rating. Un atteggiamento pedagogico da parte del resto del mondo che certo «non ha facilitato la soluzione dei problemi per Atene».

Le soluzioni sono globali. La Grecia insegna: per uscire dal "pasticcio globale" le soluzioni non possono che essere globali. Perciò a livello di ogni singolo Stato gli amministratori devono elaborare un nuovo contratto sociale con i propri concittadini in un'ottica di giustizia universale. Perché come diceva Martin Luther King «l'ingiustizia di un Paese è una minaccia alla giustizia degli altri Paesi».

20 maggio 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA
RISULTATI
0
0 VOTI
Stampa l'articoloInvia l'articolo | DiminuisciIngrandisci Condividi su: Facebook FacebookTwitter Twitter|Vota su OkNotizie OKNOtizie|Altri YahooLinkedInWikio


L'informazione del Sole 24 Ore sul tuo cellulare
Abbonati a
Inserisci qui il tuo numero
   
L'informazione del Sole 24 Ore nella tua e-mail
Inscriviti alla NEWSLETTER   
Effettua il login o avvia la registrazione.
 
   
 
 
 

-UltimiSezione-

-
-
6 maggio 2010
6 maggio 2010
6 maggio 2010
6 aprile 2010
6 maggio 2010
 
 
 
Cerca quotazione - Tempo Reale  
- Listino personale
- Portfolio
- Euribor
 
 
Oggi + Inviati + Visti + Votati
 

-Annunci-