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Le auto prodotte salgono a 1,4 milioni

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Giovedí 22 Aprile 2010

Giorgio Pogliotti
ROMA
Nell'arco del piano industriale saranno più che raddoppiati i volumi di produzione di auto in Italia. Rispetto alle attuali 650mila vetture si arriverà nel 2014 a 1,4 milioni. Nella produzione dei veicoli commerciali Fiat tornerà agli "anni d'oro" raggiungendo quota 250mila.
Nel documento "fabbrica Italia" che l'a.d. Sergio Marchionne ha illustrato ai sindacati per avviare il confronto si prevede che saranno prodotti in Italia 1 milione e 650mila tra vetture e veicoli commerciali nel 2014, quando tutti gli stabilimenti avranno raggiunto la «capacità ottimale di utilizzo». Marchionne intende ridefinire gli accordi con i sindacati su una nuova organizzazione del lavoro che consenta la piena utilizzazione degli impianti su 18 turni a settimana, con più flessibilità ed un rigoroso contenimento dei costi. L'a.d. di Fiat fa sapere di aver pronto anche un "piano B" che «non è molto bello» sottolineando che «Fiat ha la capacità di produrre altrove». Per Marchionne il "piano B" «non è una minaccia per i sindacati», tuttavia «abbiamo preso un impegno serio verso l'Italia, senza chiedere soldi al governo», fabbrica Italia «è una grande opportunità, spero che il paese la colga», visto che al 2014 potranno esserci anche aumenti di organico.
Nel dettaglio, a Mirafiori si arriverà a circa 300mila auto prodotte (dalle attuali 100mila) e si passerà dal 90% al 122% di utilizzo: «Non c'è l'esigenza di aumentare la capacità produttiva, bisognerà riconfigurare l'impianto di verniciatura per migliorare i flussi produttivi» dello stabilimento dove verranno allocate le small e compact. Melfi che «già vanta i più alti livelli di utilizzazione industriale» passerà da 300mila a oltre 400mila unità prodotte nel 2014 su architettura small. A Pomigliano d'Arco che per la crisi ha avuto il più basso livello di utilizzazione (20%) alla fine del 2014 si arriverà al 126%, con 250-300mila vetture prodotte. A Cassino che «nel 2009 ha operato ben sotto la sua capacità produttiva» con un livello di utilizzazione del 35%, i volumi produttivi verranno quasi quadruplicati (da 100 a 400mila auto compact) per un utilizzo del 134%. Alla Sevel la produzione di veicoli commerciali salirà da 150 a 250mila. Per Termini Imerese è confermata la dismissione entro la fine del 2011.
Oggi la Fiat presenterà ai sindacati di categoria un calendario di incontri per cercare un accordo sul rilancio di Pomigliano d'Arco, per il quale il Lingotto è pronto a investire 700 milioni per la produzione della nuova Panda a partire dalla metà del prossimo anno. Fim e Uilm hanno già manifestato la loro disponibilità a rivedere i turni, la Fiom ha detto no.
Sul piano Marchionne il sindacato ha espresso posizioni diverse. «Il piano risponde all'esigenza più volte avanzata dal sindacato di non limitarsi a produrre in Italia solo 900mila vetture l'anno come sostenuto in precedenza», sottolinea Susanna Camusso (Cgil) che esprime «contrarietà per il taglio di Termini Imerese, dove Fiat deve essere partner per una soluzione positiva per il futuro dello stabilimento». Camusso nel criticare «i toni da ultimatum di Marchionne nei confronti del sindacato con la minaccia del piano B», aggiunge: «Non mi sembra una buona premessa per un confronto che mi auguro si possa avviare subito, a partire da Pomigliano dove va trovata una soluzione perché la flessibilità non peggiori le condizioni di lavoro». Per Raffaele Bonanni il piano industriale «è molto ambizioso ma può aprire una nuova stagione nelle relazioni industriali nel nostro paese». Per il leader della Cisl «se Fiat punta ad alzare la produttività, il sindacato deve puntare ad una contrattazione che dia più garanzie sul piano salariale e della partecipazione dei lavoratori alle scelte dell'impresa». Bonanni è convinto che «ci siano tutte le condizioni ed il clima giusto per favorire questo nuovo modello di relazioni industriali». Rocco Palombella (Uilm) si dice «soddisfatto per la notizia dell'incremento della produzione negli stabilimenti italiani» ed assicura «faremo la nostra parte per cogliere questa sfida», tuttavia «preoccupa lo spin-off che rischia di rendere più vulnerabile il settore auto».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Crescita produttiva in Italia ma stop a Termini dal 2012

MIRAFIORI


Fabbrica Italia: con questo slogan Fiat ha voluto sottolineare all'interno del piano l'impegno per rafforzare la presenza del
settore auto nella penisola «trasformandola in una base strategica per la produzione, gli investimenti e l'export». Produzione complessiva destinata a raddoppiare nel 2014

POMIGLIANO D'ARCO


Pomigliano, stabilimento con il
più basso livello di utilizzazione nel 2009, alla fine del 2014
avrà un livello di utilizzazione del 126% harbour e 90% con il
metodo tecnico. L'obiettivo è la produzione di 250mila vetture l'anno. Per Termini Imerese si conferma la chiusura entro la fine del 2011

TERMINI IMERESE

Giovedí 22 Aprile 2010
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