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Cgil, il congresso del dialogo a 360°

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Martedí 27 Aprile 2010

Giorgio Pogliotti
ROMA
È un congresso all'insegna della ripresa del dialogo – per riannodare i fili dopo la frattura del 22 gennaio 2009 sul nuovo modello contrattuale – quello della Cgil che si aprirà a Rimini il 5 maggio.
Per Guglielmo Epifani il sindacato di Corso Italia deve uscire dall'angolo, tornare a sedersi ai tavoli con governo e associazioni datoriali per affrontare l'emergenza crisi perché per il sindacato «il nodo di fondo, il cuore, è la contrattazione». Al congresso, ha spiegato il leader della Cgil, si affronterà il tema di «come riprendere un percorso su un modello condiviso dopo la rottura grave dello scorso anno». Non a caso saranno presenti tutti gli interlocutori, a partire da Emma Marcegaglia – è la prima volta per un presidente di Confindustria –, oltre al sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, al ministro Maurizio Sacconi (Lavoro), ai leader di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Presenze impensabili fino a qualche mese fa, favorite dai segnali di ravvicinamento che si sono registrati nelle scorse settimane con la chiusura unitaria di numerosi contratti (eccetto quello dei metalmeccanici) e dalle aperture dello stesso Epifani al congresso della Fiom.
Sullo sfondo le preoccupazioni per la crisi, il timore di Epifani che «si possa assistere a una ripresa senza occupazione, con perdita dei posti di lavoro, con aziende che fanno utili e ristrutturano con calo del lavoro». Di qui l'appello alla politica: «Deve concentrarsi su occupazione e lavoro». L'altro tema di fondo sottolineato da Epifani è quello della «diminuzione delle tutele», con il riferimento alle norme sull'arbitrato del collegato lavoro su cui ieri la Cgil ha organizzato centinaia di presidi davanti alle prefetture, anticipando la mobilitazione di domani in piazza Montecitorio dalle 14, in contemporanea con il voto alla Camera.
Sarà il nuovo direttivo ad eleggere il segretario, ma come ha osservato Epifani «tutto porta a immaginare la mia riconferma fino alla scadenza del mandato» di fine settembre. Lo dicono i numeri con cui la mozione Epifani si è affermata nelle oltre 62mila assemblee precongressuali in cui sono stati espressi oltre 1,8 milioni di voti, incassando il 82,9% dei consensi. Per il dopo Epifani, toccherà all'attuale segretaria confederale, Susanna Camusso, guidare la Cgil. Nei congressi di categoria hanno lasciato due sostenitori della mozione alternativa, Carlo Podda (funzione pubblica) e Domenico Miccia (bancari), sostituiti da Rosanna Dettori e Carlo Ghezzi.
Intanto, alla riunione di domani sul piano Fiat il segretario della Fismic, Roberto di Maulo, auspica «venga definito un accordo, a partire da Pomigliano, che è la situazione più urgente e lo snodo per tutti gli altri». Per Di Maulo bisogna «compiere tutte le azioni necessarie per dare piena attuazione al piano aziendale che intende riportare produzioni importanti dall'estero in Italia». Bruno Vitali (Fim-Cisl) frena: «Se la Fiat ci presentasse un testo d'accordo per Pomigliano, dovremmo prima discuterlo in fabbrica. Qualche giorno ci vorrà. Siamo pronti a fare l'accordo, ma ci vuole una trattativa».
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Martedí 27 Aprile 2010
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