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La Fiat: flessibilità requisito indispensabile

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Giovedí 29 Aprile 2010

Giorgio Pogliotti
ROMA
Con il primo round di ieri al tavolo tra Fiat e sindacati è entrato nel vivo il confronto sul piano che prevede il raddoppio della produzione di auto entro il 2014 in Italia con 20 miliardi di investimenti.
Il primo appuntamento è fissato per il 4 maggio, quando si affronterà il nodo di Pomigliano d'Arco: per centrare l'obiettivo dell'aumento di produzione il Lingotto chiede più flessibilità, con il passaggio a 18 turni, il ricorso alla mobilità interna, una riduzione della durata delle pause, l'aumento dalle attuali 40 ad 80 ore di straordinario obbligatorio. Nell'incontro che ieri ha avuto un carattere interlocutorio i vertici di Fiat hanno ribadito che «è indispensabile il contributo di tutti i soggetti interessati per assicurare le necessarie garanzie di saturazione degli stabilimenti e di utilizzo flessibile della manodopera». Ai sindacati i manager Fiat hanno spiegato anche che con il passaggio a 18 turni – sempre nell'ambito delle attuali 37 ore e mezza settimanali – la maggiorazione per un operaio di terzo livello è di circa 3.200 euro lordi l'anno per effetto dei nottuni, con un incremento che sarebbe del 14%.
Positivi, sia pur con diversi accenti, i giudizi che arrivano dai sindacati. La trattativa vede «distanze ancora forti, ma noi ci metteremo a sedere e da parte nostra non ci sono pregiudiziali», ha detto la Fiom-Cgil per voce di Enzo Masini che il 3 maggio terrà un'assemblea informativa a Pomigliano: «Guardiamo con favore a questo piano – ha aggiunto – ma bisogna guardare anche alle esigenze dei lavoratori. Pensiamo valga la pena di stare un giorno in più in trattativa ma non far esplodere gli stabilimenti». Mentre per Giuseppe Farina (Fim-Cisl) «è necessario fare presto, prima partono gli investimenti, prima riparte il lavoro a Pomigliano d'Arco e si danno certezze ai lavoratori in cassa integrazione». Sull'aumento a 18 turni per la Fim «c'è una disponibilità di massima, salvo verificare di far lavorare tutti senza stress». Per Rocco Palombella (Uilm) il 4 maggio «cominceremo con Pomigliano d'Arco e lì cercheremo di fare l'intesa su 18 turni, poi vogliamo aprire la discussione sugli altri stabilimenti». Per la Fismic «il sindacato non deve spaventarsi di queste sfide ed ergersi difensore di accordi del passato».
Resta il problema di Termini Imerese, che la Fiat intende chiudere entro il 2011. Il vicepresidente della Commissione Ue e commissario all'Industria, Antonio Tajani, giudica «una buona idea» la proposta avanzata da alcuni imprenditori privati di trasformare lo stabilimento in un polo europeo per la produzione dell'auto elettrica. Per realizzare il progetto, secondo Tajani si potrebbero usare anche i finanziamenti europei legati alla ricerca e all'innovazione, oltre a quelli del Fondo sociale europeo per riconvertire i lavoratori.
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Giovedí 29 Aprile 2010
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