LOS ANGELES - «Abbiamo contribuito allo scoppio della bolla che ha portato alla crisi, finanziando progetti immobiliari con un livello di indebitamento troppo elevato». Lloyd Blankfein, ceo di Goldman Sachs, ha riconosciuto in un'intervista alla Cnn che la banca d'affari ha avuto una parte di responsabilità nella crisi finanziaria provocata dai crediti subprime. Molti analisti ritengono che la dichiarazione di Blankfein serva a meglio preparare il terreno per il management in vista dell'assemblea del 7 maggio. Secondo il Financial Times, inoltre, la banca ha in programma la revisione delle pratiche di gestione dei clienti istituzionali, una decisione che potrebbe rendere più semplice il patteggiamento con la Sec, la Consob americana, nella causa civile per frode. A complicare la situazione, tuttavia, è arrivata in serata la notizia che la stessa Goldman è stata citata in giudizio nel procedimento per insider trading a carico dell'hedge fund Galleon.
L'ammissione di Blankfein stride con quanto detto poco prima da Warren Buffett, secondo cui Goldman Sachs non ha colpa, non ha fatto nulla di male. Ma questa volta la sua opinione non è stata presa alla lettera come accade di solito, perché anche l'oracolo di Omaha è un uomo e investitore, e si dà il caso che nel 2008 al culmine della crisi finanziaria abbia comprato 5 miliardi di dollari in titoli Goldman, il cui valore è piombato del 22% dal giorno in cui la Securities and Exchange Commission ha fatto causa al colosso di Wall Street per frode.
È suonato strano quindi che uno dei più accaniti critici degli eccessi di Wall Street e dell'uso di strumenti rischiosi come i derivati abbia preso le difese della banca che forse più di ogni altra personifica gli eccessi di Wall Street. Durante il consueto appuntamento annuale con 37.000 azionisti della sua Berkshire Hathaway, un raduno ormai noto come la Woodstock del capitalismo, Buffett ha detto che le sue più aspre critiche vanno agli organi di vigilanza. «Quando si verifica un fenomeno di massa, è lecito dire che tutti hanno colpa. Non c'è un solo "cattivo"» ha detto Buffett.
Per l'oracolo di Omaha, Goldman non ha fatto nulla di diverso o di più grave di tutti gli altri; nel caso specifico del veicolo di investimento Abacus al centro della causa della Sec, Buffett si è limitato a dire che le banche che hanno perso soldi non gli fanno pena. E ha espresso piena fiducia nel ceo di Goldman Lloyd Blankfein.
Buffett ha preso anche le difese della società di valutazione del debito Moody's, sotto accusa insieme alle sue concorrenti per avere distribuito valutazioni esageratamente alte ai complessi strumenti finanziari basati sui mutui subprime per incassare le commissioni delle banche emittenti. «Queste società offrono fantastici servizi» ha detto; Buffett possiede 31 milioni di azioni Moody's.

Goldman Sachs si difende di fronte al Senato americano
CASO GOLDMAN SACHS / La difesa: i clienti non erano certo degli sprovveduti (di Gianfilippo Cuneo)

 

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