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Gli autoritratti dei principali player italiani del settore

Accenture

Le origini di Accenture risalgono al 1953 con l'installazione del primo computer per business application presso General Electric.

In Italia Accenture è presente dal 1957 e si avvale di un network internazionale per risorse, competenze ed esperienza. Attualmente conta oltre 7.300 professionisti che lavorano nelle 12 sedi principali di Milano, Roma, Torino, negli uffici di Venezia, Firenze, Pisa, Bologna, Palermo, Catania, Ancona, Napoli, Verona e presso i clienti. I ricavi netti di Accenture a livello globale nell’esercizio chiuso il 31 agosto scorso ammontavano a 16,65 miliardi di dollari. I ricavi netti delle diverse società di Accenture operanti in Italia ammontano a 800 milioni di euro.
Per integrare il lavoro svolto presso i clienti, è stata creata un’ampia rete di centri tecnologici a supporto costante, 24 ore su 24, dell’operatività e dell’efficienza dei servizi offerti. Dislocati in più di trenta Paesi nel mondo, sono oltre 40 i Delivery Center che producono risultati di qualità, in tempi brevi e a prezzi competitivi. In Italia il centro è dislocato a Napoli.

A.T. Kearney

A.T. Kearney è stata fondata a Chicago nel 1926 e il primo ufficio italiano è stato aperto a Milano il 26 settembre 1966; quest'anno quindi festeggia il quarantesimo di attività nel nostro paese; nel 2000 l'Italia diventa la sede della Mediterranean Unit, il cui mercato di riferimento include Grecia, Turchia e Medio Oriente. Attualmente i consulenti che operano in Italia sono 100; per il 2007 si prevede un incremento del 30% circa.
Per questioni di privacy non fornisce i nomi dei propri clienti(anche se alcuni, come Parmalat o il Comitato Organizzativo di Torino 2006, sono stati ampiamente riportati dalla stampa). A.T. Kearney si rivolge a un’ampia tipologia di clientela, dai gruppi multinazionali alle imprese nazionali, in ogni tipo di settore: industria, servizi, istituzioni finanziarie, enti pubblici e organizzazioni no profit. Un’indagine indipendente sulle principali società di consulenza nel mondo riconosce ad A.T. Kearney la migliore valutazione in termini di soddisfazione espressa dal cliente.
Secondo A.T. Kearney quattro principali aree sembrano presentare le maggiori criticità nel settore della consulenza: l’Italia sta correndo un rischio di marginalizzazione sempre più elevato; il mercato è caratterizzato da clienti sempre più sofisticati; questo rende il mestiere di consulente sempre più complesso, soprattutto per quei consulenti locali che non possono attingere a un network fortemente integrato; in una fase di forte ripresa del mercato, è importante saper selezionare i segmenti di domanda con maggior potenziale nel lungo termine e, dall'altro lato, essere capaci di scegliere e attirare le risorse sia junior che senior più coerenti con il proprio disegno di crescita; altrettanto importante è saper capire le culture aziendali nelle quali ci si trova ad operare.

Bain Company

Bain Company è presente in Italia dal 1989 ed è leader nella consulenza strategica e organizzativa. Grazie alla concretezza di approccio e al successo degli interventi è stata protagonista di una crescita continua e senza compromessi di qualità. Bain Company Italy è costituita oggi da un gruppo di oltre 350 professionisti.
Bain Company lavora per le principali aziende italiane, pubbliche e private, di dimensioni medio-grandi, nei settori più importanti dell'economia italiana. I suoi clienti sono aziende attive nei settori servizi finanziari e assicurativi (30%), consumer goods (20%),. energia e utilities (15%), beni durevoli (10%),. telecomunicazioni, tecnologia e media (10%), attività di fusioni e acquisizioni (10%), pubblica amministrazione (5%).
Secondo Bain Company,. la consulenza tra il 2001 e il 2002 ha conosciuto una fase esplosiva seguita da un brusco calo degli investimenti delle imprese. Adesso è tornato alla regolarità. E’ un settore che cresce tra il 5 e il 8% l'anno. Trattandosi di un mercato maturo è un dato positivo, anche considerando che il ritmo di crescita dell'economia europea è due punti e mezzo l’anno. Il mercato della consulenza è destinato a crescere in modo pro-ciclico con tassi più elevati nei periodi di crescita sostenuta. nel 2006-2007 a fronte di un ciclo economico positivo sono da attendersi tassi di sviluppo nella fascia alta della forchetta indicata. Bain Company ha da sempre adottato un approccio secondo cui ogni azienda è trattata come un unicum.
In questo momento Bain Company afferma di essere particolarmente attiva su tre filoni di lavoro. Il primo è il cosidetto “sviluppo delle adiacenze”: partendo dal core business si tratta di trovare opportunità di crescita in business adiacenti, il secondo è quelli indicato come “buoni profitti versus cattivi profitti” (i buoni profitti sono quelli derivanti da progetti di lungo termine che innescano un circolo virtuoso, i cattivi quelli che derivano dall’influenza del cliente nel breve termine, ma generano forte insoddisfazione), il terzo è il filone dell’M&A (fusioni e acquisizioni): il proliferare di fondi di investimento privati ha generato una forte domanda di consulenza.

Booz Allen Hamilton

Booz Allen Hamilton è presente a Milano dal 1985 e a Roma dal 1994. I principali settori di attività sono media e telecomunicazioni, tecnologia, automotive, aeronautica, servizi, beni di consumo, energia.

Boston Consulting Group

Boston Consulting Group (BCG), è un network mondiale che opera nella consulenza di alta direzione e presente da 20 anni esatti in Italia . Attualmente conta su 110 consulenti e in questo esercizio stima di realizzare un giro d'affari di 40 milioni di euro. Tra i suoi clienti conta società come Eni, Unicredito, Bnl, Autogrill, Autostrade e altri.
Secondo BCG, anche nel mercato della consulenza in Italia è in atto un processo di consolidamento, dopo anni di campanilismo, di pluralità e difformità dell'offerta consulenziale. Chi ha un network solo continentale o chi agisce solo a livello locale è destinato ad avere difficoltà nella competizione. Come in tutti i Paesi del mondo, anche in Italia saranno due o tre le firm internazionali con network, competenze, eccellenza, best practice necessarie a tenere il passo della concorrenza e della richiesta delle aziende, che cresce sempre di più per qualità.
I clienti in Italia sono ormai sempre più selettivi nell'utilizzo della consulenza, e ricorrono a essa, soprattutto quella di qualità e prezzo elevato come quella di BCG, quando devono affrontare questioni veramente complesse e importanti, concentrando i loro rapporti con quei consulenti che riescono ad apportare conoscenze, metodologie ed esperienze non presenti in azienda, e riducendo invece l'uso di altre tipologie di consulenza.
Questa tendenza avvantaggia chi è posizionato nell'"alto di gamma". Ecco anche il motivo della crescita a doppia cifra, da oltre tre anni, di BCG, che negli ultimi due anni è cresciuta stabilmente sopra il 20%.

Capgemini

Capgemini, quotata alla Borsa di Parigi, è uno dei maggiori gruppi a livello mondiale nel settore della consulenza aziendale, dell’information technology e dell’outsourcing. Ha la sede principale a Parigi ed è presente in 31 Paesi con 61.000 professionisti e un fatturato annuo 2005 di 6.954 milioni di euro.
Capgemini Italia è una delle maggiori società nel settore della consulenza e dei servizi di IT con circa 1.270 professionisti e un fatturato relativo all’anno 2005 di 103 milioni di euro. Le sedi operative sono a Roma, Milano, Torino, La Spezia, Napoli e Bergamo. In Italia Capgemini conta su 1.270 professionisti e nel 2005 ha raggiunto un fatturato di 103 milioni.
L’offerta Capgemini Italia è orientata prevalentemente sui mercati Services, con 130 consulenti che erogano servizi specializzati per il mercato bancario e assicurativo, in partnership con i vendor leader di mercato; Utilities, con oltre 200 professionisti interamente dedicati allo sviluppo di soluzioni e progetti ad hoc; Manufacturing, dove operano ben 400 professionisti dedicati allo sviluppo di soluzioni adaptive per i comparti Automotive, Manufacturing, Life Sciences, Consumer Products, Retail Distribution; nell’High Tech da oltre 20 anni operano più di 110 specialisti per lo sviluppo di sistemi complessi, con importanti clienti negli ambiti Difesa, Spazio, Controllo del Traffico Aereo, industrie ed enti del settore; nelle Tlc, Media e Networks Capgemini vanta un’ampia gamma di competenze. Infine, alla Pubblica Amministrazione Capgemini offre supporto sia a livello centrale che locale per realizzare programmi di innovazione e ricerca costante dell’efficienza.

Deloitte Consulting

Deloitte Consulting in Italia opera con circa 700 consulenti . In questa forma la società è attiva dal 2002 a seguito dell’incorporazione da parte del network Deloitte del network Arthur Andersen e della conseguente fusione delle varie società di consulenza in precedenza appartenenti a entrambi i network. Nell’ultimo esercizio il giro d’affari è stato di: oltre 70 milioni di euro e tra i propri clienti conta la pressochè totalità delle principali banche, telecom carriers e media companies del paese; i principali gestori di grandi reti infrastrutturali; alcune Pubbliche Amministrazioni Centrali e Locali; alcune aziende manifatturiere;
Secondo Domenico Arcuri, amministratore delegato di Deloitte Consulting, tra i principali problemi del settore della consulenza in Italia ci sono l’eccessiva numerosità dei competitor, con asimmetrie qualitative sostanziali; c’è la questione del pricing, come anche la focalizzazione delle competenze. Inoltre i confini del settore della consulenza spesso non sono esattamente identificati. Non da ultimo, c’è la presenza di operatori provenienti da altri settori, prevalentemente Ict.

Ernst Young

La società è presente in Italia da circa vent’anni e oggi conta circa 700 professionisti. Ha raggiunto un fatturato di circa 100 milioni. Ha competenze ampie e diversificate che le consentono di operare con i principali protagonisti del mercato. È particolarmente presente nei trasporti, financial services, government, manufacturing.
Secondo Ernst Young, la variabile più critica nella consulenza è la relazione con il cliente. Oggi le esigenze del cliente sono cambiate profondamente, tanto da determinare la necessità di un ripensamento del ruolo del consulente e del suo intervento. Le aziende sono più strutturate al proprio interno e sono diventate autonome rispetto ad attività che venivano demandate al consulente. Questo ha determinato un mutamento della richiesta: il consulente oggi deve portare soprattutto innovazione, il suo valore aggiunto consiste nella capacità di portare soluzioni nuove, aprire prospettive diverse alle persone che sono in azienda.
Per Ernst Young questo significa riuscire a instaurare una relazione basata sullo scambio reciproco di valore; in modo da lavorare come se si fosse parte dell'azienda, insieme alle risorse dell'azienda come fossero nostre risorse. Ernst Young ritiene di dover riuscire a diventare la parte dell'azienda che aiuta lo sviluppo e l'esecuzione di progetti ad alto valore di innovazione e cambiamento, e realizzabili e che sia essenziale proporre e accettare solo progetti sostenibili e realizzabili, per Ernst Young e per l'azienda
Tutto questo per il consulente implica ricerca e sviluppo personali continui, un know how e un expertise sempre più sofisticati per essere in grado di anticipare le criticità. Quindi - come struttura – ciò implica per Ernst Young grande attenzione al valore delle proprie risorse umane. Una delle criticità principali del settore – in questo senso - è attrarre e trattenere i talenti migliori.
Per queste ragioni Ernst Young ritiene che la possibilità di far parte di un network articolato ed efficiente costituisce una necessità imprescindibile per il settore della consulenza, è fondamentale per essere in linea con le esigenze del cliente.
In termini di scenario, Ernst Young afferma che l’andamento economico del Paese in questo momento non aiuta, in quanto l mercato non cresce e per aziende di consulenza come Ernst Young la “non crescita” è un problema.

IBM Global Business Services

In Italia IBM Global Business Services è presente con 36 sedi operative e 3.000 consulenti, oltre a quattro società affiliate (Global Value - Torino -, Sap Italia Consulting – Milano-, Proxima – Ravenna – e Sistemi Informativi – Roma -). L’offerta comprende i servizi di consulenza insieme con business process design, system integration e le competenze di design/build/manage in ambito applicativo, proponendosi come partner strategico delle aziende per realizzare progetti on site, in outsourcing o on demand.
Secondo IBM Global Business Services una grande differenza storica del mercato italiano della consulenza rispetto a quello di altre realtà europee è la sua dimensione. La stessa Spagna ha un volume relativo di progetti di consulenza decisamente superiore a quello italiano. Un altro aspetto tipico italiano è la presenza di un numero molto elevato di piccole e medie imprese, alcune equiparabili a piccoli studi professionali. Ciò è lo specchio della struttura del sistema economico italiano in generale ma comporta anche la debolezza, perché in questo business occorre un minimo di “massa critica”.
Secondo IBM Global Business Services il mercato italiano è comunque in profonda trasformazione. La prima conseguenza di tali dinamiche è stato il deciso spostamento dei maggiori player verso un'offerta completa "from strategy to implementation". Tale spostamento dell’offerta si è quasi subito saldato con i servizi di Outsoursing e Business Transformation Outsourcing che hanno rappresentato, e stanno rappresentando tendenzialmente, il maggior volume delle soluzioni offerte da questi player.

Kpmg Advisory

Con oltre 600 professionisti presenti nelle sedi di Milano, Roma, Torino, Verona e Bologna, KPMG Advisory è una delle principali società di consulenza manageriale in Italia. L’attività è focalizzata su cinque mercati di riferimento - Financial Services, Consumer Industrial Markets, Information Communication Entertainment, Healthcare, Government – nei quali la società offre l'intera gamma di servizi "end to end": strategie, corporate finance, financial management, processi organizzativi e operativi, integrazione tecnologica.
Con un fatturato di circa 150 milioni, Kpmg Advisory ha come core business il supporto ai direttori finanziari. In Italia tra i principali clienti conta Banca Intesa, Capitalia, Bnl-Bnp Paribas, Poste Italiane, Rai, Fiat e, di recente, ha acquisito da Telecom Italia l’incarico di seguire la sicurezza dei sistemi informativi aziendali.
Secondo Franco Masera, ammministratore delegato di KPMG Advisory, «la consulenza aziendale in senso “moderno” arriva in Italia, dal mondo anglosassone, all’inizio degli anni ’80. Nel 1992-93 si è avuta una “svolta”, con l’avvio delle privatizzazioni, il varo del-Testo unico bancario e alcune importanti ristrutturazioni industriali. Ma se il comparto industriale è stato l’”incubatore”, e per molti anni il traino, dell’industria della consulenza, oggi, il mercato con i più ampi margini di crescita potenziale è quello della Pubblica Amministrazione. Per questo la vera sfida è lo sviluppo della PA. La consulenza tende, nel tempo, a generare valore per il “sistema Paese” perché accelera il processo di trasformazione dei sistemi economici, soprattutto nei settori a più elevato valore aggiunto, favorisce lo sviluppo di una cultura dell’“indipendenza di giudizio” e di un sistema meritocratico di valutazione delle persone, forma in tempi ridotti figure professionali e manageriali che agevolano la crescita del Paese. Non solo: la consulenza rende disponibile know how a elevato valore aggiunto a prezzi competitivi e, non da ultimo, per le società con network internazionale agevola l’interscambio delle competenze manageriali che si formano nei singoli Paesi».

McKinsey Company

McKinsey Company, fondata nel 1926 a Chicago, in Italia ha il suo Ufficio Mediterraneo, guidato da Vittorio Terzi. Il primo ufficio italiano (a Milano) è stato fondato nel 1969. Oggi conta circa 360 consulenti (di cui 49 partner), nelle sedi di Milano, Roma, Verona, Atene, Istanbul e Tel Aviv. Tra i clienti ha le maggiori aziende pubbliche e private operanti nei settori energetico, telecomunicazioni, trasporti, finanziario, assicurativo, industriale, dei beni di largo consumo e dei servizi; oltre a governi, istituzioni e organizzazioni no profit. Per i suoi clienti ha realizzato trasformazioni organizzative su larga scala, strategie di crescita interna ed esterna, alleanze e partnership, miglioramenti della performance operativa e commerciale, sviluppo e gestione di sistemi e canali distributivi, ottimizzazione di programmi di investimento, strategia di prodotto e mercato, programmi di sviluppo di competenze individuali e istituzionali. I suoi volumi di attività sono quadruplicati negli ultimi dieci anni, con una crescita dei volumi di attività pari al 20% tra il 2005 e 2006. I tassi di crescita annua dei ricavi (negli ultimi 15 anni) sono stati compresi tra il 7 e il 9% Tra le maggiori priorità future di McKinsey Company rientra lo sviluppo nei paesi del Bacino del Mediterraneo.

Sin&rgetica

Syn&rgetica è attiva in Italia dal 1969 e attualmente conta 22 consulenti più un network di formatori di circa 50 unità, nell’ultimo esercizio ha realizzato un giro d’affari di oltre 12 milioni di euro. Opera con le maggiori imprese italiane e con imprese medie di eccellenza nel settore bancario e assicurativo, dei beni di largo consumo, delle telecomunicazioni e dell'Ict, della sanità, nel settore dell'alimentare, nel settore energetico, nel settore media, nel settore, nei materiali da costuzione ed in generale nel settore dei servizi di pubblica utilità. Il più recente servizio di Sin&rgetica è una task force che, anche alla luce di Basilea 2, assista le imprese nell'ottimizzazione del capitale circolante netto aumentando sensibilmente la generazione di cassa con un approccio innovativo sul processo ordine-incasso, compresa l’assistenza e la selezione di interventi di outsourcing e la messa a disposizione anche alle imprese medie di strumenti di cartolarizzazione.
Secondo Alessandro Ermolli, senior partner di Sin&rgetica, i problemi del settore, non solo in Italia, sono dati dal lato della offerta dalla necessità di innovazione continua, di aggiornamento permanente. Tale vincolo spinge molti consulenti a cercare di rivendere soluzioni consolidate che hanno perfettamente funzionato su un cliente anche ai suoi simili nella convinzione che la grande esperienza di settore sviluppata magari anche su scala internazionale permetta di portare ovunque i medesimi risultati. Secondo Ermolli invece da un lato un progetto deve essere sempre approcciato come un abito su misura, ma deve lasciare il giusto spazio all' empirismo necessario. Dal lato della domanda, invece,i problemi principali nel caso delle realtà di maggiori dimensioni consistono nel vedere, talvolta, il consulente come un "totem" al quale delegare le decisioni e anche l'action plan relativo e non, invece, come un' "allenatore-sparring partner" in grado di mettere a disposizione esperienza, idee e soluzioni ai problemi in grado di supportare le decisoni. Nel caso delle imprese familiari troppo spesso si decide di affidarsi ai professionisti quando i problemi sono conclamati e nei casi più estremi quando è necessario intervenire con soluzioni radicali e dolorose.

Value Partners

Value Partners nasce a Milano nel 1993 dall'iniziativa imprenditoriale di Giorgio Rossi Cairo e Vittorio Giaroli e oggi è l’unica multinazionale italiana della consulenza strategica. Ha legato il suo nome ad alcuni dei principali processi di ristrutturazione e rilancio industriali avvenuti in Italia negli ultimi anni. Oggi è la terza società di consulenza strategica europea, l'unica, di matrice italiana, tra le prime cinquanta "consulting firm" più note al mondo. Value Partners opera in due aree, sviluppando soluzioni integrate: Management Consulting, con la consulenza strategica alle imprese, e IT Consulting Solutions, con lo sviluppo di soluzioni informatiche integrate e consulenza su temi tecnologici e architetturali.
Value Partners conta oggi su un gruppo di 43 partner e su oltre 1.700 professionisti di 20 diverse nazionalità, un terzo dei quali attivi all’estero. Value Partners oggi lavora in tutto il mondo dalle sedi di Milano, Roma, San Paolo, Buenos Aires, Vienna, Atene, Istanbul, Hong Kong, Shanghai e Mumbai. Il giro d’affari dell’ultimo esercizio è di 195 milioni di Euro (erano 69,5 nel 2003 e 117 nel 2004). Il margine operativo lordo è di 36 milioni di Euro (17% dei ricavi) e l’utile netto è di 15 milioni di Euro (7% dei ricavi). Value Partners chiuderà il 2006 in crescita di oltre il 20%, con un giro d’affari di circa 240 milioni di Euro, di cui il 30% realizzato all’estero.
Dai 10 clienti del 1993 Value Partners è arrivata a contare oltre 240 clienti attivi nel 2006, dei quali un terzo all'estero. Tra i principali Unicredit, Bracco, Petrobas, San Paolo-IMI, Generali, Eni, Gruppo Telecom, Pirelli, Carrefour, Finmeccanica, Kocbank –Yapi Kredi,Telecom Argentina, Avea, British Telecom, Bradesco Seguros, Texas Pacific Group, Deutsche Bank, Poste, Ferrero, Edison.
Per quanto riguarda i problemi del settore della consulenza, Value Partners rileva che in Italia il valore aggiunto generato dai servizi è di circa il 43%, in linea con il 44% della Gran Bretagna e il 43% di Francia. Tuttavia, i servizi rivolti all’impresa rappresentano in Italia solo il 20% di questa quota, contro il 29% di Gran Bretagna, il 26% della Germania e il 25% della Francia. In Italia, secondo Value Partners, non si sono ancora affermati i servizi di ricerca e sviluppo, comunicazione, pubblicità, design, advisory legale, risorse umane. La consulenza strategica sconta quindi anch’essi questa situazione ma, in questo momento di discontinuità, può contribuire in modo determinante al conseguimento degli obiettivi e confermare la legge di questo settore secondo la quale è importante la domanda da parte delle imprese, ma il driver del mercato resta la qualità dell’offerta.



 

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